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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

SANT'ANDREA APOSTOLO - FESTA

Prima Lettura La fede viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo. Rm 10,9-18 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Rm 10,9-18   Fratello, se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato». Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annu...

Sant’Andrea Apostolo

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Tra gli apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: "Ecco l’agnello di Dio!". Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: "Abbiamo trovato il Messia!". Poco dopo, ecco pure Simone davanti a Gesù; il quale "fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa”". Questa è la presentazione. Poi viene la chiamata. I due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul “mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo quando arriva Gesù e dice: "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini" (Matteo 4,18-20). Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giova...

PREGHIERA A SANT'ANDREA

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Per quell'ammirabile prontezza con cui voi, o glorioso Sant' Andrea, vi deste a seguir Gesù Cristo ed a Lui conduceste il vostro fratello, che divenne poi il capo dell'Apostolico collegio e la pietra fondamentale della chiesa; deh! ottenete e noi tutti la grazia di seguir prontamente le divine ispirazioni, di confessar generosamente la verità, di amar sempre le croci e i patimenti di questa terra, al fine di assicurarci i beni perfetti ed eterni del Paradiso.

VENERDÌ DELLA XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura I morti vennero giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Vidi la Gerusalemme nuova scendere dal cielo. Ap 20,1–4.11 – 21,2 Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 20,1-4.11; 21,2 Io, Giovanni, vidi un angelo che scendeva dal cielo con in mano la chiave dell'Abisso e una grande catena. Afferrò il drago, il serpente antico, che è diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell'Abisso, lo rinchiuse e pose il sigillo sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni, dopo i quali deve essere lasciato libero per un po' di tempo. Poi vidi alcuni troni - a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare - e le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni. E vidi un grande trono bianco ...

San Francesco Antonio Fasani

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Francesco Antonio Fasani religioso dei frati minori conventuali, visse in modo straordinario la quotidiana ordinarietà, fondando la sua vita sull'imitazione di Cristo e di san Francesco d'Assisi. Lo chiamavano il «padre Maestro» perché era persona dotta, educatore saggio e mite, guida esperta nelle vie della perfezione cristiana e instancabile apostolo. Gli indifesi e i bisognosi trovarono in lui un fratello sempre pronto a stare dalla loro parte, a proteggerli e aiutarli nelle loro difficoltà, a essere la loro voce.  Francesco Antonio era nato a Lucera, nelle Puglie, il 6 agosto 1681 in seno a una famiglia di umili lavoratori. Giovanissimo, bussò alla porta del convento dei francescani conventuali di Lucera, dove mise subito in luce le sue doti: innocenza di vita, spirito di penitenza e povertà, ardore serafico. Gli si aprirono così le porte del noviziato nel convento di Monte Sant'Angelo sul Gargano. Il noviziato è ancor oggi una prova importante per verificare l'effe...

PREGHIERA A SAN FRANCESCO ANTONIO FASANI

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O San Francesco Antonio Fasani noi ti veneriamo ammirando le sublimi virtù che hanno santificato la tua vita, e lo spirito apostolico che ti ha reso maestro e padre nella fede per il popolo di Dio. Conferma la nostra fede in Cristo Signore e aiutaci ad approfondirla perché alimenti costantemente in noi una vita ispirata alla sapienza del Vangelo. Fortifica la nostra volontà nel corrispondere alla grazia divina che ci ha rigenerati nello Spirito, perché in Cristo possiamo amare con tutto il cuore il Padre celeste e per amore di lui tutti i nostri fratelli. Insegnaci a vivere la nostra vita cristiana in comunione con l'Immacolata Vergine Maria affidandoci filialmente al suo amore di Madre di Dio e Madre della Chiesa. Intercedi per tutta l'umanità perché abbia a trionfare in essa il dono divino della giustizia, della carità e della pace. Amen.

GIOVEDÌ DELLA XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura È caduta Babilonia la grande. Ap 18,1-2.21-23; 19,1-3.9a Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 18,1-2.21-23; 19,1-3.9a   Io, Giovanni, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere, e la terra fu illuminata dal suo splendore. Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata covo di demòni, rifugio di ogni spirito impuro, rifugio di ogni uccello impuro e rifugio di ogni bestia impura e orrenda». Un angelo possente prese allora una pietra, grande come una macina, e la gettò nel mare esclamando: «Con questa violenza sarà distrutta Babilonia, la grande città, e nessuno più la troverà. Il suono dei musicisti, dei suonatori di cetra, di flauto e di tromba, non si udrà più in te; ogni artigiano di qualsiasi mestiere non si troverà più in te; il rumore della macina non si udrà più in te; la luce della lampada non brillerà più in te; la voce dello sposo e della sposa non si udrà più in te. Perché i tuoi mercanti erano i g...

San Rufo Martire

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 Non si hanno notizie certe sulla data di nascita di San Rufo martire, né della sua famiglia di origine, quel che è certo è che il nome Rufo,dal latino Rufus, era molto comune ai suoi tempi poiché veniva dato ai bambini dai capelli rossi. Secondo la tradizione fu martirizzato sotto il dominio dell'imperatore Diocleziano, in un periodo che va dal 284 al 305 dopo Cristo, ed era un tabellarius, ovvero un postino, un portalettere; apprendiamo inoltre dal martirologio che fu presumibilmente ucciso assieme a tutta la sua famiglia. Il suo loculo fu trovato nella necropoli del Coemeterium Maius, il Cimitero Maggiore della Nomentana a Roma, e sulla lapide recava l'iscrizione “Rufus Tabellarius, Depostus IIII Idu Dec”, ovvero “Rufo Tabellario sepolto quattro giorni prima delle idi di Dicembre”, quindi il 10. Presso il suo corpo vi era un'ampolla contenente il suo sangue, e questa, unita al disegno di una palma sulla lapide, simbolo del martirio, rende l'idea della sua sorte. I su...

MERCOLEDÌ DELLA XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura Cantano il canto di Mosè e il canto dell’Agnello. Ap 15,1-4 Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 15,1-4 Io, Giovanni, vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi è compiuta l’ira di Dio. Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo. Hanno cetre divine e cantano il canto di Mosè, il servo di Dio, e il canto dell’Agnello: «Grandi e mirabili sono le tue opere,  Signore Dio onnipotente; giuste e vere le tue vie, Re delle genti! O Signore, chi non temerà e non darà gloria al tuo nome? Poiché tu solo sei santo, e tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi furono manifestati». Parola di Dio. Salmo Responsoriale Dal Sal 97 (98) R. Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente. Oppure: R. Mirabili sono le opere d...

Beata Vergine della Medaglia Miracolosa Apparizione

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  La Beata Vergine Maria della Medaglia Miracolosa dal 1894 si festeggia, al termine d'una novena, il 27 novembre alle ore 17, ovvero, come recita la supplica «proprio nel giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia». La novena perpetua di norma si tiene ogni sabato, o almeno al 27 di ogni mese, con la recita integrale del rosario: tre corone, almeno fino all'introduzione dei misteri luminosi, voluti da Giovanni Paolo II nel 2002, poiché i 15 misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi corrisponderebbero ai 15 anelli che la Madonna portava durante l'apparizione a suor Labouré. La Madonna apparve a Santa Caterina Labourè presso la Rue du Bac a Parigi il 27 novembre del 1830 vestita di un abito di seta bianca e teneva il mondo tra le mani, stringendolo all’altezza del cuore. L’immagine era racchiusa in una cornice ovale, come se si delineasse il bozzetto di una medaglia, contornata da una scritta in lettere d’oro: «O Maria concepita senza pecca...

SUPPLICA ALLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

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Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità. O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia. Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto c...

PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

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Oh, Maria, Madre mia amabilissima. io figlio Tuo, mi offro oggi a Te e consacro per sempre al Tuo Cuore Immacolato, tutto quanto mi resta di vita, il mio corpo con tutte le sue miserie, la mia anima con tutte le sue debolezze, il mio cuore con tutti i suoi affetti e desideri, tutte le preghiere, fatiche, amori, sofferenze e lotte, in special modo la mia morte con tutto ciò che l'accompagnerà, i miei estremi dolori e la mia ultima agonia. Tutto questo, Madre mia, lo unisco per sempre ed irrevocabilmente al Tuo amore, alle Tue lagrime, alle Tue sofferenze! Madre mia dolcissima, ricordati di questo Tuo figlio e della consacrazione che fa. di se stesso al Tuo Cuore Immacolato, e se io, vinto dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento o dall'angoscia, arrivassi qualche volta a dimenticarmi di Te, oh, allora, Madre mia, Ti chiedo e Ti supplico istantemente, per l'amore che porti a Gesù, per le Sue Piaghe, e per il Suo Sangue, di proteggermi come figlio Tuo, e di non abband...

MARTEDÌ DELLA XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura È giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura. Ap 14,14-19 Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 14,14-19 Io, Giovanni, vidi: ecco una nube bianca, e sulla nube stava seduto uno simile a un Figlio d’uomo: aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata. Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». Allora colui che era seduto sulla nube lanciò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta. Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, tenendo anch’egli una falce affilata. Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, venne dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». L’angelo lanciò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e rovesciò l’...

San Bellino di Padova

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   San Bellino di Padova visse nell'XI-XII secolo, sebbene la sua data di nascita rimanga ignota e la sua genealogia sia oggetto di studio. Recenti indagini dello storico A. Tilatti hanno scartato l'idea che appartenesse alla famiglia dei Bertaldi, identificando suo padre in un certo Audo. Bellino fu prete almeno dal 1107 e arciprete della cattedrale di Padova nel 1109. Già in questo periodo, collaborò strettamente con il vescovo Sinibaldo, schierato con il papato durante lo scisma con l'imperatore Enrico V. Seguì probabilmente Sinibaldo in esilio, ma nel 1115 era di nuovo a Padova, partecipando alla riconciliazione post-scismatica. Tra il 1126 e il 1128 Bellino fu eletto vescovo di Padova, continuando l'opera di riforma ecclesiastica avviata da Sinibaldo. Sostenne monasteri come San Cipriano di Venezia e San Croce di Campese, rafforzando i legami con l'abbazia di Polirone. Difese i diritti delle chiese parrocchiali e promosse istituzioni canonicali come Santa Maria...

LUNEDÌ DELLA XXXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura Recavano scritto sulla fronte il nome di Cristo e il nome del Padre suo. Ap 14,1-3.4b-5 Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 14,1-3.4b-5 Io, Giovanni, vidi: ecco l’Agnello in piedi sul monte Sion, e insieme a lui centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. E udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di cetra che si accompagnano nel canto con le loro cetre. Essi cantano come un canto nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e agli anziani. E nessuno poteva comprendere quel canto se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Essi sono coloro che seguono l’Agnello dovunque vada. Questi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca: sono senza macchia. Parola di Dio. Salmo Responsoriale Dal Sal 23 ...

Santa Caterina d’Alessandria

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  I testi della letteratura popolare parlano di Caterina come una bella diciottenne cristiana, figlia di nobili, abitante ad Alessandria d'Egitto. Qui, nel 305, arriva Massimino Daia, nominato governatore di Egitto e Siria. Per l'occasione si celebrano feste grandiose, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane. Un atto obbligatorio per tutti i sudditi. Caterina però invita Massimino a riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità e rifiuta il sacrificio. Non riuscendo a convincere la giovane a venerare gli dèi, Massimino propone a Caterina il matrimonio. Al rifiuto della giovane il governatore la condanna a una morte orribile: una grande ruota dentata farà strazio del suo corpo. Sarà un miracolo a salvare la ragazza che verà però decapitata. Secondo la leggenda degli angeli porteranno miracolosamente il suo corpo da Alessandria fino al Sinai, dove ancora oggi l'altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin. Questo s...

PREGHIERA A SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA

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O candido fiore del cielo e gloriosa Santa Caterina, che, arricchita dalla natura e dalla grazia di tutte le prerogative che possono promettere una gran fortuna nel mondo, non vi compiaceste mai di altro che di osservare esattamente la legge santissima di Gesù Cristo, e nel confessare la Sua fede (lavanti a giudici e tiranni, otteneteci, Vi preghiamo, la grazia di non istimare giammai se non i veri beni, cioè la vera Fede in Gesù, né di altro essere premurosi che d' avanzarci nella santità. Concedeteci la Vostra Benigna protezione nei mali di questa vita e guidateci, con l' esempio delle Vostre virtù, alla salute della vita eterna.  

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL'UNIVERSO – ANNO B – SOLENNITÀ

Prima Lettura Il suo potere è un potere eterno. Dn 7,13-14 Dal libro del profeta Daniele Dn 7,13-14   Guardando nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto. Parola di Dio. Salmo Responsoriale Dal Sal 92 (93) R. Il Signore regna, si riveste di splendore. Il Signore regna, si riveste di maestà: si riveste il Signore, si cinge di forza. R.   È stabile il mondo, non potrà vacillare. Stabile è il tuo trono da sempre, dall'eternità tu sei. R.   Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti! La santità si addice alla tua casa per la durata dei giorni, Signore. R. Seconda Lettura Il sovrano dei re della terra ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio. Ap 1,5-8 Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni aposto...

Solennità di Cristo Re

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 La solennità di Cristo Re, istituita da papa Pio XI nel 1925, segna l'ultima domenica dell'anno liturgico e celebra Gesù Cristo come Re dell'universo, l’inizio e la fine del tempo. Questa festa nacque come risposta al laicismo, con l’obiettivo di ricordare che Cristo è Signore su tutta la storia. Per Pio XI, il Regno di Cristo non è di questo mondo, ma si basa sulla Verità e l'Amore, contrapposto alle forze del male. I cattolici sono chiamati a vivere in modo da avvicinare questo Regno, che troverà compimento alla fine dei tempi, quando Cristo tornerà per giudicare l’umanità. In vari periodi storici, come durante il nazismo e le persecuzioni in Messico, la regalità di Cristo è stata difesa come segno di resistenza spirituale. Pio XI condannò fermamente anche il comunismo ateo e il laicismo della Spagna repubblicana, dimostrando come il Regno di Cristo si scontri con le ideologie contrarie alla fede. Martirologio Romano: Solennità di nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’...

PREGHIERA A CRISTO RE

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O Cristo Gesù, io Vi riconosco per Re universale. Tutto quello che è stato fatto, per Voi è stato creato. Esercitate pure sovra di me tutti i vostri diritti. Io rinnovo le mie promesse battesimali, rinunziando a Satana, alle sue illusioni e alle sue opere, e prometto di vivere da buona cristiana. E del tutto particolarmente m'impegno a far trionfare secondo le mie forze i diritti di Dio e della vostra Chiesa. Divin Cuore di Gesù, vi offro le mie povere azioni per ottenere che tutti i cuori riconoscano la vostra sacra Regalità e che in tal modo, il regno della vostra pace si stabilisca in tutto il mondo. Così sia.

SABATO DELLA XXXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura Questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra. Ap 11,4-12 Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 11,4-12   A me Giovanni, fu detto: «[Ecco i miei due testimoni]». Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore della terra. Se qualcuno pensasse di fare loro del male, uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici. Così deve perire chiunque pensi di fare loro del male. Essi hanno il potere di chiudere il cielo, perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico. Essi hanno anche potere di cambiare l’acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli, tutte le volte che lo vorranno. E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso. Uomin...

Santa Lucrezia di Merida

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 La leggenda narra che fosse vergine e martire, morta a Merida al tempo della persecuzione di Diocleziano sotto il prefetto dei Daci. Lucrecia nacque a Mérida (Badajoz) e, secondo il " Santoral spagnolo " del 1864, "si lasciò vedere nel mondo dotata di tutte quelle nobili disposizioni della natura e della grazia, che non solo aprono ma facilitano il cammino della virtù". Quando era giovane, iniziò la decima persecuzione contro i cristiani nell'impero romano, dagli imperatori Diocleziano e Massimiano e come è quasi sempre presente negli atti dei martiri, il "terribile" Daciano. Portato alla sua presenza Lucrecia, rimase incantato per "la sua rara bellezza e la sua singolare modestia". Sapendo che era una devota cristiana, oltre che una ricca famiglia, volle costringerla a sacrificarsi agli dei per confiscare al suo rifiuto tutti i suoi beni. Per questo ricorse alle minacce e alla prigione, pensando di abbatterla. Poiché ciò non accadde, la chi...

SANTA CECILIA, VERGINE E MARTIRE – MEMORIA

Prima Lettura Presi quel piccolo libro e lo divorai. Ap 10,8-11 Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 10,8-11   Io, Giovanni, udii una voce dal cielo che diceva: «Va’, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra». Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele». Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza. Allora mi fu detto: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni, lingue e re». Parola di Dio. Salmo Responsoriale Dal Sal 118 (119) R. Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse! Oppure: R. Nelle tue parole, Signore, è la mia gioia. Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia, più che in tutte le ricchezze. I tuoi insegnamenti sono la mia delizia: ...

Santa Cecilia

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 Cecilia (sec. III) fu martire a Roma, dove le venne dedicata una basilica in Trastevere (sec. IV). La vasta diffusione del suo culto risale a una Passione (sec. V) nella quale viene presentata come modello di vergine cristiana: mentre si elevano canti e suoni per il suo matrimonio, Cecilia innalza nel cuore un inno al suo Sposo divino. Di qui anche il ruolo attribuitole di patrona della musica. La sua memoria il 22 novembre era già celebrata nel secolo VI. È ricordata nel Canone Romano. (Messale Romano) Patronato: Musicisti, Cantanti Etimologia: Cecilia = dal nome di famiglia romana Emblema: Giglio, Organo, Liuto, Palma Martirologio Romano: Memoria di santa Cecilia, vergine e martire, che si tramanda abbia conseguito la sua duplice palma per amore di Cristo nel cimitero di Callisto sulla via Appia. Il suo nome è fin dall’antichità nel titolo di una chiesa di Roma a Trastevere.

PREGHIERA A SANTA CECILIA

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O Vergine e Martire S. Cecilia armata della spada della parola di Dio e dello scudo impenetrabile delle verità di Fede, che leggevi e meditavi sempre nel S. Vangelo, tu trionfasti di tutte le lusinghe della carne e del mondo, delle minacce e dei tormenti fino a sacrificare la vita per amore di Gesù. Deh! impetra anche a noi che, assistiti dalla potente grazia di Gesù Cristo, riportiamo vittoria di tutti i nemici di nostra salute, affinchò possiamo giungere sicuri a deliziarci teco fra le armonie del Cielo. Cosi sia.

PRESENTAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – MEMORIA

Prima Lettura Gioisci, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo. Zc 2,14-17 Dal libro del profeta Zaccarìa Zc 2,14-17   Rallégrati, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te. Oracolo del Signore. Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo, ed egli dimorerà in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te. Il Signore si terrà Giuda come eredità nella terra santa ed eleggerà di nuovo Gerusalemme. Taccia ogni mortale davanti al Signore, poiché egli si è destato dalla sua santa dimora. Parola di Dio. Salmo Responsoriale Da Lc 1,46-55 R. Il Signore si è ricordato della sua misericordia. Oppure: R. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente. L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore. R.   Perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome. R. ...

Presentazione di Maria

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  Memoria mariana di origine devozionale, si collega a una pia tradizione attestata dal protovangelo di Giacomo. La celebrazione liturgica, che risale al secolo VI in Oriente e al secolo XIV in Occidente, dà risalto alla prima donazione totale che Maria fece di sé, divenendo modello di ogni anima che si consacra al Signore. Martirologio Romano: Memoria della Presentazione della beata Vergine Maria. Il giorno dopo la dedicazione della basilica di Santa Maria Nuova costruita presso il muro del tempio di Gerusalemme, si celebra la dedicazione che fece di se stessa a Dio fin dall’infanzia colei che, sotto l’azione dello Spirito Santo, della cui grazia era stata riempita già nella sua immacolata concezione, sarebbe poi divenuta la Madre di Dio.

PREGHIERA A PRESENTAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

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  Ti consacro, o Regina, la mia mente affinché pensi sempre all'amore che tu meriti, la mia lingua perché ti lodi, il mio cuore perché ti ami. Accetta, o Santissima Vergine, l'offerta che ti presenta questo misero peccatore; accettala ti prego, per quella consolazione che sentì il tuo cuore quando nel tempio ti donasti a Dio. O madre di misericordia, aiuta con la tua potente intercessione la mia debolezza, impetrandomi dal tuo Gesù la perseveranza e la forza per esserti fedele sino alla morte, affinché, sempre servendoti in questa vita, possa venire a lodarti in eterno nel Paradiso.

MERCOLEDÌ DELLA XXXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura Santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene! Ap 4,1-11 Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 4,1-11 Io, Giovanni, vidi: ecco, una porta era aperta nel cielo. La voce, che prima avevo udito parlarmi come una tromba, diceva: «Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito». Subito fui preso dallo Spirito. Ed ecco, c'era un trono nel cielo, e sul trono Uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell'aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile nell'aspetto a smeraldo avvolgeva il trono. Attorno al trono c'erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro anziani avvolti in candide vesti con corone d'oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; ardevano davanti al trono sette fiaccole accese, che sono i sette spiriti di Dio. Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e attorno al trono vi erano quattro esser...

Beata Maria Fortunata Viti

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  Anna Felice, terza di nove figli di Luigi Viti e Anna Bonn, nacque il 10 febbraio 1827 nella casa di famiglia a Veroli, a sud est di Roma. Suo padre portava avanti con successo una fabbrica nei dintorni di Frosinone, ma quando Anna aveva poco più di dieci anni, la famiglia subì due gravi perdite: Luigi perse o fu frodato di tutto il suo denaro, tanto che l'attività fallì, e quasi simultaneamente sua moglie morì. Egli rimase talmente stordito dalla perdita subita da diventare totalmente apatico e incapace di far fronte alle necessità della sua numerosa famiglia. Anna non divenne solo "madre" per i fratelli e le sorelle, ma anche "padre", nel senso che andava a servizio presso una famiglia di vicini per guadagnare i soldi necessari al loro mantenimento. Anna fu corteggiata, per un certo periodo, da un ricco giovane di Alatri, ma decise definitivamente di non sposarlo. Il 21 marzo 1851, dopo aver riflettuto a lungo, entrò invece nel convento delle benedettine a V...