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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

SAN GIOVANNI BOSCO, PRESBITERO - MEMORIA

PRIMA LETTURA Ho peccato contro il Signore. Dal secondo libro di Samuèle 2Sam. 12,1-7a.10-17 In quei giorni, il Signore mandò il profeta Natan a Davide, e Natan andò da lui e gli disse: «Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina, che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui, prese la pecorella di quell’uomo povero e la servì all’uomo che era venuto da lui». Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e no...

Giovanni Melchiorre Bosco

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  Giovanni Melchiorre Bosco, conosciuto come don Bosco, nacque il 16 agosto 1815 ai Becchi, una frazione di Castelnuovo d’Asti, in una famiglia contadina povera segnata presto dalla morte del padre, che lo lasciò bambino sotto le sole cure della madre Margherita, figura decisiva per la sua formazione umana e cristiana. Fin da ragazzo mostrò una spiccata intelligenza, una grande capacità di lavoro e un talento particolare nell’attrarre i coetanei con giochi, acrobazie e piccoli spettacoli, che concludeva con una semplice catechesi, intuendo già che il modo migliore per educare era entrare nel cuore dei giovani con amicizia e allegria. Il desiderio di studiare per diventare sacerdote dovette confrontarsi con la povertà: per anni Giovanni si mantenne facendo mestieri diversi, dal garzone di cascina al sarto e al fabbro, finché poté frequentare le scuole a Chieri, dove fondò la “Società dell’Allegria”, un gruppetto di amici che univa gioco, preghiera e impegno di vita cristiana. A vent...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O San Giovanni Bosco, che per poter studiare superaste difficoltà che parevano insormontabili, e amaste santamente e ardentemente i giovani e vi faceste loro padre e maestro, deh! fate che io superi ogni difficoltà che incontro nei miei studi; fate che sia diligente, umile e puro: che mi guardi dai cattivi compagni e' dalle cattive letture e che coltivi sempre nel mio cuore il timor di Dio; fate che ogni giorno mi sforzi di progredire non solo nella scienza, ma sopratutto nella virtù, affinchè sia la consolazione di quanti si occupano di me e divenga utile alla famiglia, alla Chiesa e alla Patria Amen.

Santa Martina

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  Martina di Roma è una martire cristiana del III secolo, venerata come santa dalla Chiesa cattolica e commemorata il 30 gennaio. Nata a Roma in una famiglia nobile, Martina apparteneva al patriziato cittadino e, secondo la tradizione, rimase orfana in giovane età, scegliendo di consacrare la sua vita a Cristo e di esercitare la carità verso i poveri, distribuendo ai bisognosi le ricchezze ereditate.  Alcune fonti la presentano come diaconessa, impegnata nella comunità cristiana romana in un tempo in cui la fede era ancora minoritaria e spesso sospetta agli occhi delle autorità imperiali.  Il contesto è quello dell’impero di Alessandro Severo, datato tra il 222 e il 235, periodo nel quale, secondo la passio agiografica, si colloca il suo martirio, tradizionalmente intorno all’anno 228. La narrazione leggendaria racconta che Martina fu arrestata perché professava apertamente la fede cristiana e condotta davanti al tribunale dell’imperatore, che cercò invano di convincerla ...

PREGHIERA TRADIZIONALE Santa Martina

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  O Signore fa che per l'intercessione dei tuoi santi, e in particolare di Santa Martina per la sua fede nel Signore, l'umanità ritorni alla pratica della fede cristiana per una nuova evangelizzazione di questo terzo millennio a lode e gloria del tuo nome ed il trionfo della Chiesa. Amen.

GIOVEDÌ DELLA III SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa? Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 7,18-19.24-29 Dopo che Natan gli ebbe parlato, il re Davide andò a presentarsi davanti al Signore e disse: «Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa, perché tu mi abbia condotto fin qui? E questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, Signore Dio: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa è legge per l’uomo, Signore Dio! Hai stabilito il tuo popolo Israele come popolo tuo per sempre, e tu, Signore, sei diventato Dio per loro. Ora, Signore Dio, la parola che hai pronunciato sul tuo servo e sulla sua casa confermala per sempre e fa’ come hai detto. Il tuo nome sia magnificato per sempre così: “Il Signore degli eserciti è il Dio d’Israele!”. La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai rivelato questo al tuo servo e gli hai detto: “Io ti edificherò una casa!”. Perciò il tuo ...

beata Villana delle Botti

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  La beata Villana delle Botti nacque a Firenze nel 1332, figlia di Andrea di Messer Lapo delle Botti, ricco mercante fiorentino, in anni segnati da inondazioni, crisi politiche e dalla peste nera del 1348 che sconvolse la città e l’Europa intera. Cresciuta in un ambiente agiato, da ragazza mostrò inizialmente un sincero desiderio di vita religiosa e, a tredici anni, tentò perfino di fuggire di casa per entrare in convento, ma venne respinta e fu costretta a rientrare nella famiglia. Nel 1351, obbedendo alla volontà paterna, sposò il facoltoso mercante Rosso Benintendi e, col tempo, si lasciò attrarre da una vita mondana e sfarzosa, dimenticando gli ideali giovanili e abbandonandosi ai piaceri e alla vanità. Secondo la tradizione, durante i preparativi per una festa Villana vide nello specchio non il proprio volto ma una figura mostruosa, interpretata come il riflesso della sua anima deturpata dal peccato; profondamente scossa, lasciò gli abiti eleganti, si rivestì semplicemente e ...

SAN TOMMASO D'AQUINO, PRESBITERO E DOTTORE DELLA CHIESA - MEMORIA

 SAN TOMMASO D'AQUINO, PRESBITERO E DOTTORE DELLA CHIESA - MEMORIA PRIMA LETTURA Io susciterò un tuo discendente dopo di te e renderò stabile il suo regno. Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 7,4-17 In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi avete edificato una casa di cedro?”. Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore de-gli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono sta- to con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi n...

San Tommaso d’Aquino

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  Tommaso d’Aquino nacque intorno al 1225 nel castello di Roccasecca, vicino a Aquino, da una nobile famiglia legata all’imperatore Federico II. Fin da bambino fu affidato ai benedettini di Montecassino, dove ricevette la prima formazione; più tardi si trasferì a Napoli per studiare arti liberali e filosofia, venendo a contatto con le opere di Aristotele che segneranno profondamente il suo pensiero. Contro il volere della famiglia, che avrebbe voluto per lui una brillante carriera ecclesiastica tradizionale, entrò nell’Ordine dei Predicatori, i domenicani, scegliendo una vita di studio, predicazione e povertà evangelica; dopo un periodo difficile in cui i parenti cercarono persino di trattenerlo con la forza, poté finalmente vestire l’abito domenicano e partire per la formazione superiore. Si recò così a Colonia e poi a Parigi, dove fu allievo del grande maestro Alberto Magno e iniziò la sua intensa attività di insegnamento, guadagnandosi presto il titolo di magister in teologia pr...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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Amorosissimo San Tommaso, pel gran dono di carità da Dio largitovi pel quale, chiunque in grave necessità spirituale che temporale ricorrendo e voi ne otteneva pronto il sollievo, abbiate pietà anche di me ed esaudite la mia orazione. Vi prego dunque col più vivo del mio cuore che mi impetriale dalla Santissima Trinità la grazia di riformare i miei costumi ed adempire i precetti della sue santa legge, per poter conseguire il fine pel quale sono stato creato. Presentate, Vi prego, ogni mio desiderio al Signore, mostrategli le mie miserie, ottenetemi il rimedio di esse, ed assistetemi col vostro potente patrocinio in questa vita e particolarmente nell'ora della mia morte. Così sia.

MARTEDÌ DELLA III SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Davide e tutta la casa d’Israele facevano salire l’arca del Signore con gioia. Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 6,12b-15.17-19 In quei giorni, Davide andò e fece salire l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom alla Città di Davide, con gioia. Quando quelli che portavano l’arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò un giovenco e un ariete grasso. Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Davide era cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d’Israele facevano salire l’arca del Signore con grida e al suono del corno. Introdussero dunque l’arca del Signore e la collocarono al suo posto, al centro della tenda che Davide aveva piantato per essa; Davide offrì olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore. Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d’Israele, uomini e donne, una focaccia di pane p...

Santa Maria di Gesù Santocanale

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  Ciao Santa Maria di Gesù Santocanale, al secolo Carolina Santocanale, nacque a Palermo il 2 ottobre 1852 in una famiglia nobile, i Santocanale dei baroni della Celsa Reale, e fin da giovane sentì una forte inclinazione alla vita consacrata, ispirata in particolare alla spiritualità francescana. Il padre, che per lei immaginava un futuro matrimoniale, ostacolò inizialmente il suo desiderio di entrare in clausura, ma Carolina continuò a coltivare l’amore per la preghiera, l’Eucaristia e il servizio ai poveri, entrando nella Pia Unione delle Figlie di Maria della parrocchia di Sant’Antonio abate, dove divenne presidente. Col tempo la salute si indebolì a causa di una grave malattia invalidante che la costrinse a un lungo periodo di immobilità; dopo circa sedici mesi di sofferenza, nel 1887, grazie alle cure di un medico amico di famiglia e all’intercessione di san Giuseppe, ottenne una guarigione ritenuta prodigiosa, che lei interpretò come conferma della chiamata a donarsi completa...

SANTI TIMOTEO E TITO, VESCOVI - MEMORIA

PRIMA LETTURA Mi ricordo della tua schietta fede. Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo 2Tm 1,1-8 Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro. Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno. Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te. Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l'imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carce...

Santi Timoteo e Tito

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  TIMOTEO nasce a Listra, in Asia Minore, da padre pagano di cultura greca e da madre giudeo–cristiana, Eunice, cresciuto nella fede anche grazie alla nonna Loide, che gli trasmettono l’amore per le Scritture fin dall’infanzia. Quando Paolo giunge in quelle regioni all’inizio del suo secondo viaggio missionario, trova in lui un giovane stimato dalla comunità e lo sceglie come collaboratore, facendolo circoncidere per non creare ostacoli presso i giudei che intende evangelizzare. Timoteo accompagna l’Apostolo attraverso l’Asia Minore fino alla Troade, quindi in Macedonia e in Grecia, è inviato a Tessalonica e a Corinto per sostenere le comunità nascenti e condivide con Paolo anche i momenti difficili della prigionia. Considerato vero “figlio nella fede”, riceve da lui le due Lettere a Timoteo, che lo confermano nel ministero e lo esortano a custodire il deposito della fede senza timore. Secondo la tradizione diventa primo vescovo di Efeso, dove guida la Chiesa locale fino al martiri...

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA Is 8,23b-9,3 Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce. Dal libro del profeta Isaìa In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Mádian. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Sal 26 (27) Il Signore è mia luce e mia salvezza. Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vit...

Conversione di San Paolo

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  In una strada polverosa verso Damasco, intorno al 33-36 d.C., Saulo di Tarso, nato circa 5-10 anni prima in una famiglia ebrea farisaica della città di Tarso in Cilicia, cavalcava fiero con un mandato: perseguitare i cristiani. Cittadino romano, educato a Gerusalemme sotto il rabbi Gamaliele e artigiano tessitore di tende, questo zelante osservante della Legge mosaica aveva già approvato la lapidazione di Stefano, il primo martire, e ora marciava con lettere di arresto per stroncare la nascente Chiesa. Improvvisamente, un bagliore divino squarciò il cielo, più abbagliante del sole, scaraventandolo a terra insieme al suo cavallo. Una voce risuonò: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». «Chi sei, Signore?», balbettò lui. «Io sono Gesù, quello che tu persegui». Cieco per tre giorni, senza cibo né acqua, Saulo fu guidato a Damasco, dove Anania, un discepolo, gli impose le mani: la vista tornò, fu battezzato e, rigenerato, proclamò subito Gesù come Figlio di Dio. Da quel momento, Saul...

PREGHIERA TRADIZIONALE Conversione di San Paolo Apostolo

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  Glorioso san Paolo, che, convertito prodigiosamente alla fede sulla via di Damasco, foste dappoi tanto più fervoroso in zelare la gloria del Cristianesimo quanto non foste terribile prima in perseguitarla; e tanto amaste Gesù da soffrire sempre con giubilo, per la sua causa; prigionie, flagellazioni, lapidamenti, naufragi, persecuzioni d'ogni genere sino a che dagli empi satelliti di Nerone ne aveste troncato il capo: Voi, che chiamato da Dio a uria missione speciale foste sempre sì umile da reputarvi l'ultimo degli Apostoli, dando anche luminoso esempio di umile obbedienza al Capo degli Apostoli non intraprendendo la vostra predicazione del santo Evangelo se non dopo aver conferito con lui; impetrate a noi pure vero spirito di docile obbedienza e sommissione e otteneteci una fede viva e generosa che nulla paventi allorchè si tratta della causa di Gesù; e specchiandoci noi negli esempi luminosi della vostra vita, regolando sempre la nostra condotta a norma.

SAN FRANCESCO DI SALES, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA - MEMORIA

PRIMA LETTURA Come sono caduti gli eroi in mezzo alla battaglia? Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27 In quei giorni, Davide tornò dalla strage degli Amaleciti e rimase a Siklag due giorni. Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di Saul con la veste stracciata e col capo cosparso di polvere. Appena giunto presso Davide, cadde a terra e si prostrò. Davide gli chiese: «Da dove vieni?». Rispose: «Sono fuggito dal campo d'Israele». Davide gli domandò: «Come sono andate le cose? Su, dammi notizie!». Rispose: «È successo che il popolo è fuggito nel corso della battaglia, molti del popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Giònata sono morti». Davide afferrò le sue vesti e le stracciò; così fecero tutti gli uomini che erano con lui. Essi alzarono lamenti, piansero e digiunarono fino a sera per Saul e Giònata, suo figlio, per il popolo del Signore e per la casa d'Israele, perché erano caduti di spada. Allora Davide intonò questo lamento su S...

San Francesco di Sales

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  Francesco di Sales nacque il 21 agosto 1567 nel castello di Sales, in Savoia, da una famiglia nobile che gli garantì un’educazione raffinata e studi accurati prima a La Roche e Annecy, poi a Parigi e all’Università di Padova, dove conseguì la laurea in diritto nel 1592. Nonostante il padre lo volesse avvocato, durante gli anni di studio maturò una decisa vocazione sacerdotale e, tornato in patria, rinunciò alla carriera giuridica: fu ordinato prete nel 1593 e celebrò la sua prima Messa il 21 dicembre, distinguendosi subito per lo zelo pastorale e per lo stile mite ma fermo della sua predicazione. Nel clima teso della Controriforma, chiese di essere inviato nel Chiablese e nell’area di Ginevra, roccaforte del calvinismo, dove cercò il dialogo con i riformati più che lo scontro, arrivando a servirsi di “manifesti” e fogli volanti fatti scivolare sotto le porte per raggiungere chi non frequentava la chiesa, motivo per cui è venerato come patrono dei giornalisti e di quanti evangeliz...

PREGHIERA TRADIZIONALE San Francesco di Sales

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  O vero prodigio di santità, glorioso San Francesco, che sapeste congiungere cosi bene la semplicità della Colomba colla prudenza del serpente, la conversazione del secolo col raccoglimento del chiostro e coll'austerità del deserto, quindi ricolmo di tutti I doni del Santo Spirito sapeste aprire agli amanti della pietà una via affatto nuova, cioè tutta facile e deliziosa per arrivar con certezza alla perfezione la più sublime, ottenetemi dal Signore la grazia che lo cammini sempre fedele dietro la scorta Infallibile dei vostri santi insegnamenti, affinché, vivendo come voi a guisa dl lucerna ardente e luminosa possa dopo avere santificato me stesso ed eruditi gli altri nella giustizia, divenire' non solo ammiratore dei vostri meriti, ma partecipe ancora dl quella gloria che voi godete beato coi Santi e cogli Angioli nel Paradiso. Qui ad fustinam erudiunt multus, quasi stelloe fulgebunt in perpetuas aeternitates Gloria.

VENERDÌ DELLA II SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Non stenderò la mano su di lui, perché egli è il consacrato del Signore. Dal primo libro di Samuèle 1Sam 24,3-21 In quei giorni, Saul scelse tremila uomini valorosi in tutto Israele e partì alla ricerca di Davide e dei suoi uomini di fronte alle Rocce dei Caprioli. Arrivò ai recinti delle greggi lungo la strada, ove c'era una caverna. Saul vi entrò per coprire i suoi piedi, mentre Davide e i suoi uomini se ne stavano in fondo alla caverna. Gli uomini di Davide gli dissero: «Ecco il giorno in cui il Signore ti dice: "Vedi, pongo nelle tue mani il tuo nemico: trattalo come vuoi"». Davide si alzò e tagliò un lembo del mantello di Saul, senza farsene accorgere. Ma ecco, dopo aver fatto questo, Davide si sentì battere il cuore per aver tagliato un lembo del mantello di Saul. Poi disse ai suoi uomini: «Mi guardi il Signore dal fare simile cosa al mio signore, al consacrato del Signore, dallo stendere la mano su di lui, perché è il consacrato del Signore». Davide a...

Sposalizio di Maria e Giuseppe

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  Lo “Sposalizio di Maria e Giuseppe” è una memoria devozionale che ricorda il matrimonio tra la Vergine Maria e san Giuseppe, tradizionalmente collocata il 23 gennaio in alcuni calendari liturgici cattolici, anche se non è una festa universale della Chiesa. Lo sposalizio di Maria e Giuseppe non è narrato direttamente nei vangeli canonici, ma è legato alla tradizione che vede Maria “promessa sposa” di Giuseppe al momento dell’Annunciazione, come attestano Matteo 1,18‑24 e Luca 1,26‑38.  Il matrimonio viene quindi compreso come il contesto storico e teologico entro cui avviene l’Incarnazione, in continuità con l’alleanza che Dio stringe con il suo popolo e con la discendenza davidica del Messia. La celebrazione liturgica specifica dello Sposalizio della Vergine nasce nel XV secolo, quando Jean Gerson, cancelliere dell’Università di Parigi, chiede che il 23 gennaio sia celebrata una Messa in onore del matrimonio di Maria e Giuseppe.  Da lì la memoria si diffonde in vari ord...

PREGHIERA TRADIZIONALE Sposalizio di Maria e Giuseppe

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  O amabilissimi Sposi Maria e Giuseppe, che illuminati da Dio viveste insieme nella casetta di Nazareth una vita santissima di fede e di amore, volgete propizio lo sguardo amoroso sopra di noi umili vostri divoti, che prostrati ai piedi di quel trono di gloria che meritaste in Paradiso vi supplichiamo ad accoglierci sotto la validissima Vostra protezione. Infondete nei nostri cuori un ardente desiderio delle virtù che esercitaste insieme con tanta perfezione: fateci amare la sublime purezza dell' angelica vostra vita per la quale diveniste la meraviglia dei cieli e della terra, impetrateci quello spirito di preghiera che fu sempre l'anima della vostra vita, otteneteci la pazienza cristiana, affinché possiamo ricavar profitto dalle prove nelle quali ci mette il Signore. Proteggete, vi preghiamo, gli sposi cristiani che contrarranno o che hanno contratto l' indissolubile vincolo del matrimonio, guardateli dai pericoli che minacciano la santità della vita e la fedeltà coniuga...

GIOVEDÌ DELLA II SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Saul, mio padre, cerca di ucciderti. Dal primo libro di Samuèle 1Sam 18,6-9; 19,1-7 In quei giorni, mentre Davide tornava dall'uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d'Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri. Le donne cantavano danzando e dicevano: «Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i suoi diecimila». Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille. Non gli manca altro che il regno». Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide. Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai suoi ministri di voler uccidere Davide. Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide. Giònata informò Davide dicendo: «Saul, mio padre, cerca di ucciderti. Sta' in guardia domani, sta' al riparo e nasconditi. Io uscirò e starò al fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e pa...

San Vincenzo Pallott

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  San Vincenzo Pallotti fu un sacerdote romano dell’Ottocento, fondatore della Società dell’Apostolato Cattolico e grande promotore del coinvolgimento di tutti i battezzati nella missione della Chiesa. La Chiesa lo ricorda il 22 gennaio, giorno della sua morte avvenuta a Roma nel 1850. Vincenzo nacque a Roma il 21 aprile 1795, terzo di dieci figli di una famiglia di modesti commercianti, in un ambiente domestico profondamente cristiano che alimentò fin da bambino il desiderio del sacerdozio. Ricevette una solida formazione negli studi umanistici e teologici al Collegio Romano e all’Archiginnasio, distinguendosi per intelligenza, pietà e una particolare sensibilità verso i poveri e i malati. Ordinato sacerdote nel 1818 nella basilica di San Giovanni in Laterano, iniziò un ministero intenso come confessore, direttore spirituale e docente, guadagnandosi presto la stima del clero romano per la chiarezza dottrinale e la carità senza riserve. Nel clima inquieto della Roma preunitaria, Pa...

Sant’Agnese

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  Sant’Agnese, vergine e martire, è una delle sante più venerate della Chiesa, ricordata il 21 gennaio e considerata modello di purezza e di coraggio nella fede. Agnese nacque a Roma verso la fine del III secolo, in una famiglia cristiana probabilmente appartenente all’aristocrazia cittadina, in un contesto in cui la fede cristiana era ancora perseguitata e guardata con sospetto dalle autorità imperiali. Fin da bambina manifestò una profonda sensibilità religiosa e una particolare dedizione alla preghiera, tanto da decidere di consacrare la propria verginità a Cristo, scelta che nella società del tempo appariva sorprendente e persino scandalosa, soprattutto per una giovane promessa alle nozze secondo gli usi delle famiglie nobili. La tradizione sottolinea come in lei maturasse presto la consapevolezza di appartenere totalmente a Dio, anteponendo la fedeltà al Vangelo a ogni prospettiva di prestigio o di sicurezza terrena. Le fonti antiche raccontano che la sua straordinaria bellezz...