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MARTEDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA

Prima Lettura Un cuore solo e un'anima sola. At 4,32-37 Dagli Atti degli Apostoli At 4,32-37 La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno. Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa “figlio dell’esortazione”, un levìta originario di Cipro, padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli. Parola di Dio. Salmo Responsoriale Dal Sal 92 (93) R. Il Signore regna, si riveste di maestà. Oppure: R. Regna il Signore, glori...

Santi Tiburzio, Valeriano e Massimo

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  L’immagine ritrae il martirio e la successiva cura dei corpi dei Santi Tiburzio, Valeriano e Massimo, la cui memoria liturgica ricorre proprio il 14 aprile. La loro storia è indissolubilmente legata a quella di Santa Cecilia, una delle martiri più celebri della cristianità. Valeriano era un nobile pagano destinato a sposare Cecilia. Tuttavia, durante la notte di nozze, la giovane gli rivelò di aver consacrato la sua verginità a Dio e di essere protetta da un angelo. Colpito dalla fede della sposa, Valeriano accettò di farsi battezzare da Papa Urbano I. Poco dopo, anche suo fratello Tiburzio fu convertito dalla forza delle loro testimonianze e ricevette il battesimo. Insieme, i due fratelli iniziarono a dedicarsi a opere di carità, sfidando le leggi imperiali per dare degna sepoltura ai cristiani giustiziati, un atto considerato allora un crimine contro lo Stato. La loro attività non passò inosservata e vennero arrestati dal prefetto Almachio. Nonostante le pressioni e le torture,...

LUNEDÌ DELLA II SETTIMANA DI PASQUA

PRIMA LETTURA Terminata la preghiera, tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza. Dagli Atti degli Apostoli At 4,23-31 In quei giorni, rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio dicendo: «Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano, tu che, per mezzo dello Spirito Santo, dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide: "Perché le nazioni si agitarono e i popoli tramarono cose vane? Si sollevarono i re della terra e i prìncipi si allearono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo"; davvero in questa città Erode e Ponzio Pilato, con le nazioni e i popoli d'Israele, si sono alleati contro il tuo santo servo Gesù, che tu hai consacrato, per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano deciso che avv...

Santa Margherita da Città di Castello

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  Margherita della Metola, oggi venerata come Santa Margherita da Città di Castello, nasce nel 1287 nel castello di Metola, presso Urbino, segnata fin dal grembo materno da gravi disabilità fisiche essendo cieca, colpita da nanismo e con una malformazione alla colonna vertebrale. La sua nascita, anziché suscitare la pietà dei genitori, nobili locali, provoca in loro un profondo senso di vergogna e rifiuto, al punto da indurli a segregarla in una cella adiacente alla cappella del castello per nasconderla al mondo. In questo isolamento forzato, la piccola Margherita non si lascia vincere dalla disperazione, ma trasforma la solitudine in un dialogo costante con Dio, trovando nella preghiera e nel catechismo insegnatole dal cappellano una fonte di gioia e di luce interiore superiore a quella degli occhi. All'età di circa quindici anni, i genitori la conducono a Città di Castello nella speranza di ottenere un miracolo presso la tomba di un frate francescano appena defunto, ma non vedend...

II DOMENICA DI PASQUA O DELLA DIVINA MISERICORDIA - ANNO A

PRIMA LETTURA Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune. Dagli Atti degli Apostoli At 2,42-47 [Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 117 (118) ℟. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre. Oppure: ℟. Alleluia, alleluia, alleluia. Dica Israele: «Il suo amore è per sempre». Dica ...

Divina Misericordia

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  Dal punto di vista teologico, l'immagine della Divina Misericordia rappresenta una sintesi visiva del Mistero Pasquale, focalizzandosi sul sacrificio di Cristo come sorgente inesauribile di amore redentivo. La composizione mette in risalto il nesso inscindibile tra l'incarnazione e la redenzione, dove il Salvatore non è presentato in agonia sulla croce, ma come il Risorto che porta ancora i segni della Passione. Il cuore, pur non essendo visibile esternamente, funge da centro focale invisibile da cui promanano i due raggi, interpretati dalla dottrina come i canali della grazia divina che raggiungono l'umanità attraverso i Sacramenti. Il raggio bianco, richiamando l'acqua, evoca la purificazione del peccato originale e la giustificazione operata dal Battesimo, mentre il raggio rosso, simbolo del sangue, rimanda all'offerta suprema del corpo e della vita di Cristo nell'Eucaristia. Insieme, questi colori ricordano il momento biblico in cui il costato di Gesù fu t...

SABATO FRA L'OTTAVA DI PASQUA

PRIMA LETTURA Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato. Dagli Atti degli Apostoli At 4,13-21 In quei giorni, i capi, gli anziani e gli scribi, vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a v...

Santa Gemma Galgani

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  La vita di Santa Gemma Galgani, conosciuta come la "Gemma di Lucca" o la "Figlia della Passione", rappresenta una delle testimonianze mistiche più intense della fine del diciannovesimo secolo. Nata a Camigliano nel 1878 e rimasta orfana in giovane età, Gemma condusse un'esistenza segnata da una salute fragilissima e da una povertà dignitosa, trovando conforto in un dialogo costante e quasi tangibile con il divino. La sua spiritualità era profondamente radicata nella contemplazione dei dolori di Cristo, un legame che si manifestò in modo straordinario attraverso il fenomeno delle stigmate, che apparivano sul suo corpo ogni settimana tra il giovedì sera e il venerdì pomeriggio. Nonostante il desiderio ardente di farsi monaca passionista, le sue precarie condizioni fisiche le impedirono di entrare in convento, costringendola a vivere la sua vocazione nel mondo come "vergine secolare" presso la famiglia Giannini, che l'accolse come una figlia. Sotto ...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Santa Gemma, quanto pietoso era il tuo amore per i miseri, quanto grande il tuo zelo per aiutarli! Vieni anche in mio aiuto, nei miei presenti bisogni, ed ottienimi la grazia... se è profittevole all'anima mia. I numerosi miracoli, le meravigliose grazie attribuite alla tua intercessione infondono in me la fiducia che tu mi potrai aiutare. Prega Gesù, il tuo Sposo Celeste, per me: mostrandoGli le stigmate che il suo Amore ti ha donato, ricordandoGli il sangue che da esse stillavi, gli spasimi che tu hai sopportato, le lacrime che tu hai versato per la salvezza delle anime, poni tutto questo tuo tesoro prezioso come in una coppa d'amore, e Gesù ti esaudirà. Amen. Padre, Ave, Gloria

VENERDÌ FRA L'OTTAVA DI PASQUA

PRIMA LETTURA In nessun altro c'è salvezza. Dagli Atti degli Apostoli At 4,1-12 In quei giorni, Pietro e Giovanni stavano parlando al popolo, [dopo la guarigione dello storpio,] quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducèi, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila. Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Càifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?». Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interro...