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GIOVEDÌ DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Non c’è niente di nuovo sotto il sole. Dal libro del Qoèlet Qo 1,2-11 Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa. Il sole sorge, il sole tramonta e si affretta a tornare là dove rinasce. Il vento va verso sud e piega verso nord. Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento. Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno: al luogo dove i fiumi scorrono, continuano a scorrere. Tutte le parole si esauriscono e nessuno è in grado di esprimersi a fondo. Non si sazia l’occhio di guardare né l’orecchio è mai sazio di udire. Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole. C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»? Proprio questa è già avvenuta nei secoli che ci hanno preceduto. Nessun ricordo resta de...

San Pacifico da San Severino

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  San Pacifico da San Severino, al secolo Carlo Antonio Divini, nacque a San Severino Marche il 1º marzo 1653. Orfano dei genitori in tenera età, fu cresciuto dallo zio materno e all'età di diciassette anni scelse di entrare nell'Ordine dei Frati Minori Reformati, assumendo il nome di fra Pacifico. Ordinato sacerdote nel 1678, si distinse subito come fervente predicatore e insegnante di filosofia, percorrendo gran parte delle Marche per l'apostolato. La vita di fra Pacifico fu segnata da una profonda austerità, dall'amore per la solitudine e da una costante devozione al Santissimo Sacramento. Nonostante la salute fragile, che col tempo sfociò nella cecità, nella sordità e in una gravissima infermità fisica, continuò a servire la sua comunità con umiltà e pazienza, arrivando a ricoprire anche la carica di frate guardiano nel convento di Santa Maria delle Grazie a San Severino. Durante la sua esistenza gli vennero attribuiti doni mistici, estasi, visioni e lo spirito di p...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Glorioso San Pacifico uomo alto, sparuto, pallido, con il naso, con voce sottile, e modi semplici e amichevoli, la vita non ti riservò molte gioie, ma Dio ti consolò con estasi, il dono delle profezie, di saper leggere nei cuori e un grande desiderio di donare le proprie sofferenze a Cristo per la salvezza delle anime. Il tuo corpo rimasto incorrotto schizzò sangue dopo quattro anni dalla sepoltura, come fosse ancora vivente. Dacci la forza di affrontare le disavventure della vita. Amen

SAN PIO DA PIETRELCINA, PRESBITERO – MEMORIA

PRIMA LETTURA Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane. Dal libro dei Proverbi Pr 30,5-9 Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco; egli è scudo per chi in lui si rifugia. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo. Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e abusi del nome del mio Dio. Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 118 (119) ℟. Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola. Tieni lontana da me la via della menzogna, donami la grazia della tua legge. Bene per me è la legge della tua bocca, più di mille pezzi d’oro e d’argento. ℟. Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli. Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero, per osservare la tua ...

San Pio da Pietrelcina

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  San Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, in provincia di Benevento. Fin dalla primissima infanzia manifesta una profonda inclinazione alla preghiera e alla vita religiosa, accompagnata da visioni e manifestazioni mistiche. Nel 1903 entra nel noviziato dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, prendendo il nome di fra Pio, e viene ordinato sacerdote nel 1910 nella cattedrale di Benevento. A causa delle sue precarie condizioni di salute, trascorre diversi anni nei suoi luoghi natii, finché nel 1916 giunge nel convento di San Giovanni Rotondo, sul Gargano, luogo che diventerà il centro propulsore di tutta la sua missione spirituale. È proprio qui che, il 20 settembre 1918, mentre è in preghiera davanti al Crocifisso del coro, riceve le stigmate visiblemente impresse sulle mani, sui piedi e sul costato, fenomeno spirituale e fisico che lo accompagnerà per tutta la vita. La notizia delle sue doti mistiche, della capacità di leggere ne...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccatori, che, spinto dall'amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il servo di Dio, Padre Pio da Pietrelcina, che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre Tuo e per il bene delle sue anime. Ti supplico, perciò, di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia..., che ardentemente desidero. Tre Gloria Patri.

MARTEDÌ DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Proverbi di carattere vario Dal libro dei Proverbi Pr 21,1-6.10-13 Il cuore del re è un corso d’acqua in mano al Signore: lo dirige dovunque egli vuole. Agli occhi dell’uomo ogni sua via sembra diritta, ma chi scruta i cuori è il Signore. Praticare la giustizia e l’equità per il Signore vale più di un sacrificio. Occhi alteri e cuore superbo, lucerna dei malvagi è il peccato. I progetti di chi è diligente si risolvono in profitto, ma chi ha troppa fretta va verso l’indigenza. Accumulare tesori a forza di menzogne è futilità effimera di chi cerca la morte. L’anima del malvagio desidera fare il male, ai suoi occhi il prossimo non trova pietà. Quando lo spavaldo viene punito, l’inesperto diventa saggio; egli acquista scienza quando il saggio viene istruito. Il giusto osserva la casa del malvagio e precipita i malvagi nella sventura. Chi chiude l’orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 118 (119) ℟. ...

Sant'Ignazio da Santhià

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  Sant'Ignazio da Santhià, al secolo Lorenzo Maurizio Belvisotti, nacque a Santhià il 5 giugno 1686 in una famiglia devota. Dopo aver perso il padre in gioventù, manifestò presto una forte vocazione religiosa e fu ordinato sacerdote diocesano nel 1710, distinguendosi fin da subito per lo spirito di preghiera, la dedizione al catechismo e la premura verso i poveri e gli ammalati. In cerca di una vita ancor più austera e dedita all'umiltà, nel 1716 rinunciò ai suoi incarichi per entrare tra i Frati Minori Cappuccini nel convento di Chieri, assumendo il nome di fra' Ignazio. La sua esistenza francescana fu caratterizzata da un'obbedienza totale, da una profonda devozione verso il Crocifisso e dall'impegno instancabile nell'amministrazione del sacramento della riconciliazione. Svolse gran parte del suo ministero nel convento del Monte dei Cappuccini a Torino. Qui divenne maestro dei novizi, guida spirituale ricercata da persone di ogni estrazione sociale, dai nobili...

SAN MATTEO, APOSTOLO ED EVANGELISTA – FESTA

PRIMA LETTURA Cristo ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere evangelisti. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni Ef 4,1-7.11-13 Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere...

San Matteo

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 San Matteo, originariamente conosciuto come Levi, era un pubblico giudeo al servizio dell'Impero Romano presso la città di Cafarnao, dove si occupava della riscossione delle imposte e dei dazi. Proprio per questo suo ruolo, legato al denaro e al potere oppressore dell'epoca, era considerato dai suoi connazionali un peccatore e un rinnegato. La sua vita cambiò radicalmente quando Gesù passò davanti al suo banco delle imposte e gli rivolse la semplice chiamata di seguirlo. Rispondendo all'istante, Levi lasciò ogni bene materiale per diventare uno dei dodici apostoli, prendendo il nome di Matteo, che significa "Dono di Dio". Dopo la Risurrezione di Cristo e la Pentecoste, Matteo dedicò la sua vita all'evangelizzazione e alla stesura del primo dei quattro Vangeli canonici. Il suo scritto, indirizzato in primo luogo alle comunità ebraiche convertite al cristianesimo, volle dimostrare come in Gesù si fossero adempiute tutte le antiche profezie messianiche. Nella tr...