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SABATO DELLA XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Sono avidi di campi e li usurpano, di case e se le prendono. Dal libro del profeta Michèa Mi 2,1-5 Guai a coloro che meditano l’iniquità e tramano il male sui loro giacigli; alla luce dell’alba lo compiono, perché in mano loro è il potere. Sono avidi di campi e li usurpano, di case e se le prendono. Così opprimono l’uomo e la sua casa, il proprietario e la sua eredità. Perciò così dice il Signore: «Ecco, io medito contro questa genìa una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo e non andranno più a testa alta, perché sarà un tempo di calamità. In quel tempo si intonerà su di voi una canzone, si leverà un lamento e si dirà:    “Siamo del tutto rovinati; ad altri egli passa l’eredità del mio popolo, non si avvicinerà più a me, per restituirmi i campi che sta spartendo!”. Perciò non ci sarà nessuno che tiri a sorte per te, quando si farà la distribuzione durante l’assemblea del Signore». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 9 (10) ℟. Non dimenticare i p...

San Vruno di Segni

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 Bruno nacque a Solero, in Piemonte, intorno al 1045 da una nobile famiglia. Fin dalla giovinezza mostrò una profonda inclinazione per gli studi teologici e la vita spirituale, formandosi prima a Bologna e poi nel monastero di San Benigno di Fruttuaria. La sua profonda cultura e la sua retta morale lo portarono presto a Roma, dove divenne uno stimato consigliere di diversi pontefici in un'epoca storica turbolenta, segnata dalla cruciale "lotta per le investiture" tra il Papato e l'Impero. Papa Gregorio VII, riconoscendo le sue straordinarie doti umane e teologiche, lo nominò vescovo di Segni nel 1079. In questa terra, Bruno si distinse come un pastore instancabile, difendendo con fermezza l'ortodossia cattolica e i diritti della Chiesa contro le interferenze politiche. La sua strenua difesa della dottrina e la fedeltà al Papa gli costarono anche la prigionia per mano dei signori locali fedeli all'imperatore, un duro esilio che egli affrontò con la pazienza e l...

VENERDÌ DELLA XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime. Dal libro del profeta Isaìa Is 38,1-6.21-22.7-8 In quei giorni Ezechìa si ammalò mortalmente. Il profeta Isaìa, figlio di Amoz, si recò da lui e gli disse: «Così dice il Signore: "Da' disposizioni per la tua casa, perché tu morirai e non vivrai"». Ezechìa allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore dicendo: «Signore, ricòrdati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi». Ed Ezechìa fece un gran pianto. Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaìa dicendo: «Va' e riferisci a Ezechìa: "Così dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d'Assiria; proteggerò questa città"». Isaia disse: «Si vada a prendere un impiastro di fichi e si applichi sulla ferita, così guarirà». ...

Santa Marcellina

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  Nata a Treviri intorno al 330 d.C. in un'illustre famiglia patrizia romana, Marcellina era la sorella maggiore di due figure straordinarie della Chiesa: Satiro e il celebre Vescovo di Milano, sant'Ambrogio. Rimasta presto orfana di padre, si assunse con straordinaria maturità la responsabilità della famiglia, trasferendosi a Roma e dedicandosi con devozione all'educazione e alla crescita spirituale dei suoi fratelli minori. Il giorno di Natale del 353 (o del 354), nella Basilica di San Pietro a Roma, Marcellina ricevette il velo verginale direttamente dalle mani di Papa Liberio. Questo momento segnò profondamente la sua vita, che da allora in poi fu interamente consacrata alla preghiera, allo studio delle Sacre Scritture e alle opere di carità verso i poveri e i bisognosi. Pur vivendo nel mondo, conduceva una vita di rigorosa ascesi e digiuno all'interno della propria casa, che trasformò in un vero e proprio cenacolo di vita spirituale insieme ad altre compagne. Quand...

GIOVEDÌ DELLA XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Svegliatevi ed esultate voi che giacete nella polvere. Dal libro del profeta Isaìa Is 26,7-9.12.16-19 Il sentiero del giusto è diritto, il cammino del giusto tu rendi piano. Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi, Signore, noi speriamo in te; al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. Di notte anela a te l'anima mia, al mattino dentro di me il mio spirito ti cerca, perché quando eserciti i tuoi giudizi sulla terra, imparano la giustizia gli abitanti del mondo. Signore, ci concederai la pace, perché tutte le nostre imprese tu compi per noi. Signore, nella tribolazione ti hanno cercato; a te hanno gridato nella prova, che è la tua correzione per loro. Come una donna incinta che sta per partorire si contorce e grida nei dolori, così siamo stati noi di fronte a te, Signore. Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori quasi dovessimo partorire: era solo vento; non abbiamo portato salvezza alla terra e non sono nati abitanti nel mondo. Ma di nuovo vivranno ...

Madonna del Carmine

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  Il culto della Madonna del Carmine ha radici antichissime e affascinanti, intimamente legate alla storia dell'Ordine dei Carmelitani e al suggestivo scenario del Monte Carmelo, in Terra Santa. Questa catena montuosa, celebre fin dai tempi del profeta Elia per la sua spiritualità e il silenzio contemplativo, divenne nel XII secolo la dimora di un gruppo di eremiti. Questi uomini di fede scelsero di consacrare la propria vita alla preghiera solitaria, edificando una piccola cappella nel cuore della montagna in onore della Vergine Madre, che iniziarono a venerare come patrona e "Fiore del Carmelo". La data chiave che definisce la solennità del 16 luglio risale al 1251. Secondo la tradizione carmelitana, in quel giorno la Vergine Maria apparve a Cambridge a San Simone Stock, allora Priore Generale dell'ordine, che si trovava in un momento di profonda angoscia a causa delle persecuzioni e delle ostilità che minacciavano la sopravvivenza dei suoi frati in Europa. In rispo...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Vergine pietosissima del Carmine, voi che siete la gioia della Chiesa trionfante l'aiuto della Chiesa militante, siete pure il conforto della Chiesa purgante Deh stendete dunque la vostra destra pietosa verso tante Anime che penano nel fuoco del Purgatorio, e liberatele, facendo si che presto siano ammesse alla visione beatificante del Cielo. Ricordatevi, o Santa Vergine, di soccorrere specialmente quelle dei miei parenti e tutte quelle altresì che sono più abbandonate e defraudate di suffragi. Versate, o pietosissima Signora, in larga copia sopra le spose elette del Signore i meriti del sangue prezioso di Gesù Cristo affinché restino esse refrigerate nel gaudio eterno. E voi, Anime benedette che tanto potete presso Dio colle vostre preghiere, deh, intercedete per noi e liberateci da tutti i pericoli di anima e di corpo; proteggete le nostre famiglie, affinchè a noi tutti sia concesso di essere ammessi alla eterna beatitudine. Così sia

SAN BONAVENTURA, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA – MEMORIA

Prima Lettura Può forse vantarsi la scure contro chi se ne serve per tagliare? Is 10,5–7.13–16 Dal libro del profeta Isaìa Is 10,5-7.13-16   Così dice il Signore: Oh! Assiria, verga del mio furore, bastone del mio sdegno! Contro una nazione empia io la mando e la dirigo contro un popolo con cui sono in collera, perché lo saccheggi, lo depredi e lo calpesti come fango di strada. Essa però non pensa così e così non giudica il suo cuore, ma vuole distruggere e annientare non poche nazioni. Poiché ha detto: «Con la forza della mia mano ho agito e con la mia sapienza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli e ho saccheggiato i loro tesori, ho abbattuto come un eroe coloro che sedevano sul trono. La mia mano ha scovato, come in un nido, la ricchezza dei popoli. Come si raccolgono le uova abbandonate, così ho raccolto tutta la terra. Non vi fu battito d'ala, e neppure becco aperto o pigolìo». Può forse vantarsi la scure contro chi se ne serve per tagliare o la sega insup...

San Bonaventura

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  San Bonaventura, al secolo Giovanni di Fidanza, è una delle figure più luminose e influenti del Medioevo cristiano. Teologo sublime, filosofo, cardinale e settimo successore di san Francesco d'Assisi alla guida dell'Ordine Francescano, ha saputo coniugare come pochi altri la speculazione intellettuale più raffinata con una profonda e mistica tensione d'amore verso Dio. Per la profondità dei suoi scritti e l'ardore della sua fede, la Chiesa lo venera come Dottore Serafico. Nato a Bagnoregio, nei pressi di Viterbo, intorno al 1217, il giovane Giovanni fu segnato fin dall'infanzia da un evento prodigioso. Colpito da una gravissima malattia da cui i medici non speravano più di salvarlo, fu guarito per intercessione di san Francesco d'Assisi, ancora in vita. La tradizione narra che il Poverello, vedendo il fanciullo prodigiosamente risanato, abbia esclamato: «O buona ventura!», segnando così non solo il futuro nome del santo, ma anche il suo destino spirituale. Spi...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Cuore amatissimo di Gesù, perché ti sei fatto squarciare dalla lancia, se non per mostrarmi l'eccesso dell'amor tuo e per essere l'abitazione dell'anima mia? E quando entrerò io in Te e solennemente protesterò: Questo è il mio eterno riposo; qui abiterò perché mi sono scelto io stesso questa dimora?. Gesù mio, introduci quanto prima quest'anima mia attraverso la ferita dell'aperto costato nel segreto del tuo amabilissimo e amantissimo Cuore, affinché essa si purifichi, si abbellisca e tutta si infiammi nella tua carità; in modo che, dimentica delle terrene sollecitudini, pensi solo ad amar Te, mio Dio crocifisso. (S. Bonaventura)