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Santi apostoli Simone e Giuda

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  La Chiesa cattolica celebra la memoria liturgica dei santi apostoli Simone e Giuda il 28 ottobre, accomunandoli in un'unica ricorrenza poiché la tradizione vuole che abbiano condiviso gran parte del cammino di evangelizzazione e il martirio. Entrambi figurano negli elenchi dei dodici apostoli scelti da Gesù e la loro testimonianza ha segnato i primi passi delle comunità cristiane. San Simone viene comunemente chiamato il Cananeo oppure lo Zelota nei testi evangelici. Questo epiteto indicava originariamente il suo fervore e la sua profonda osservanza della Legge giudaica prima dell'incontro con Cristo, sebbene alcune tradizioni successive abbiano associato erroneamente il nome alla sua presunta provenienza dal villaggio di Cana. Di lui i Vangeli tramandano soprattutto l'appartenenza al collegio apostolico e la totale dedizione alla causa del Regno. San Giuda, identificato nei testi sacri anche con il nome di Taddeo o come Giuda di Giacomo per distinguerlo chiaramente dal t...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Apostolo glorioso, S. Giuda Taddeo, che portasti la vera fede alle nazioni più lontane, che guadagnasti all'obbedienza di Gesù Cristo molti popoli con il potere della tua santa parola, concedimi, te ne supplico, che da questo giorno io rinunci ad ogni peccato, che sia preservato da tutti i cattivi pensieri e possa sempre ottenere la tua protezione, particolarmente in ogni pericolo e difficoltà, e che possa giungere salvo alla Patria celeste, per adorare con te la Santissima Trinità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Dio, che nel papa Sant'Evaristo hai dato alla Chiesa universale un pastore mirabile per dottrina e santità di vita, concedi a noi, che lo veneriamo maestro e protettore, di ardere davanti a te per la fiamma di carità e di splendere davanti agli uomini per la luce delle buone opere. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

LUNEDÌ DELLA XXX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni Ef 4,32 - 5,8 Fratelli, siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi – come deve essere tra santi – né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – cioè nessun idolatra – ha in eredità il regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Un tempo infatti eravate...

Beato Bonaventura da Potenza

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  Il Beato Bonaventura da Potenza, al secolo Carlo Antonio Gerardo Lavanga, nacque a Potenza il 4 gennaio 1651 da Lelio e Caterina Pica. Cresciuto in una famiglia di profonde virtù cristiane, fin dalla fanciullezza frequentò assiduamente la chiesa di San Francesco dei Frati Minori Conventuali nella sua città natale, maturando il desiderio di consacrarsi a Dio sulle orme di San Francesco d'Assisi. All'età di quindici anni, nel 1666, vestì l'abito religioso nel convento di Sant'Antonio a Nocera Inferiore, assumendo il nome di fra Bonaventura. Terminati gli anni di noviziato e di formazione, fu ordinato sacerdote nel 1676. La sua vita fu caratterizzata da un continuo pellegrinaggio tra diversi conventi dell'Italia meridionale, tra cui quelli di Amalfi, Ischia, Napoli e Nocera, poiché la sua fama di santità, la prudenza e la dolcezza spingevano le comunità a richiederne la presenza. Fu particolarmente amato come formatore e maestro dei novizi a Nocera Inferiore, dove im...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Beato Bonaventura, modello di ogni virtù e specialmente dell'obbedienza, in cui desti luminosi ed eroici esempi, eccomi dinanzi a te per pregarti di sostenermi nel fedele disimpegno dei miei doveri e proteggermi contro i pericoli che spesso sovrastano al corpo e all'anima mia. Ottienimi dal Signore le grazie indispensabili a raggiungere il fine della mia vita: la perseveranza nel bene in terra e l'eterna felicità in cielo. Guarda benigno anche alle mie necessità temporali e fa che io non mi smarrisca mai nelle prove e nei travagli di quaggiù. Considera in modo speciale la mia presente situazione e intercedi per la grazia particolare che tanto desidero. Ripongo in te la mia piena fiducia, certo di essere esaudito, ma pronto ad uniformare la mia volontà, sempre e in tutto, alla santa volontà di Dio. Così sia.

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA Se maltratterete la vedova e l'orfano, la mia ira si accenderà contro di voi. Dal libro dell'Èsodo Es 22,20-26 Così dice il Signore: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto. Non maltratterai la vedova o l'orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l'aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani. Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse. Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l'ascolterò, perché io sono pietoso». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 17 (18) ℟. Ti amo, Signore...

Beato Carlo Gnocchi

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  Il Beato Carlo Gnocchi nacque a San Colombano al Lambro il 25 ottobre 1902. Cresciuto in una famiglia umile e segnato precocemente dai lutti familiari, tra cui la perdita del padre e dei fratelli, trovò nella fede e nella vocazione religiosa il punto di riferimento della sua esistenza, culminata nella sua ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1925. Nei suoi primi anni di ministero si dedicò con passione all'educazione e alla formazione dei giovani, distinguendosi come stimato sacerdote e direttore spirituale presso l'Istituto Gonzaga di Milano. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale scelse di partire come cappellano militare volontario degli alpini, condividendo la drammatica esperienza della campagna di Russia e la tragica ritirata, un'esperienza che segnò profondamente il suo animo e lo pose di fronte all'abisso del dolore innocente. Ritornato in Italia, mosso da una carità operosa e instancabile, decise di dedicare il resto della sua vita ai bambini orfani, mu...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Dio, che sei Padre, e in Gesù Cristo ci rendi fratelli, ti ringraziamo per il dono di don Carlo Gnocchi che la Chiesa venera come Beato. Donaci la sua fede profonda, la sua speranza tenace, la sua carità ardente, perché possiamo continuare, sul suo eroico esempio, a servire la vita di ogni uomo «percosso e denudato dal dolore». Don Carlo ci insegni a cercarti ogni giorno tra i più fragili, negli occhi casti dei bimbi, nel sorriso stanco dei vecchi, nel crepuscolo dei morenti per amarti ogni giorno con «l’inesausto travaglio della scienza, con le opere dell’umana solidarietà e nei prodigi della carità soprannaturale». Amen

SABATO DELLA XXIX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Cristo è il capo: da lui tutto il corpo cresce. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni Ef 4,7-16 Fratelli, a ciascuno di noi, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi v...