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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA La vigna del Signore degli eserciti è la casa d'Israele. Dal libro del profeta Isaìa Is 5,1-7 Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d'amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l'aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. Ebben...

San Francesco d'Assisi

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  San Francesco d'Assisi, nato Giovanni di Pietro di Bernardone a Assisi intorno al 1181, trascorse la giovinezza nell'agiatezza come figlio di un ricco mercante di stoffe. La sua giovinezza fu caratterizzata dalle ambizioni cavalleresche e dal desiderio di gloria militare, che lo portarono a partecipare alla guerra tra Assisi e Perugia. Catturato e imprigionato, visse un'esperienza segnante che diede inizio a un lungo travaglio interiore e a una progressiva conversione spirituale. Il momento di svolta avvenne durante la preghiera nella chiesetta di San Damiano, dove sentì la voce del Crocifisso chiedergli di riparare la sua casa. Rispondendo a questo richiamo, Francesco rinunciò pubblicamente ai beni paterni e alla protezione della famiglia, spogliandosi degli abiti e abbracciando una vita di assoluta povertà, penitenza e preghiera. Raccolti attorno a sé i primi compagni, fondò l'Ordine dei Frati Minori, improntato sulla fraternità, sull'umiltà e sull'obbedienz...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Gloriosissimo S. Francesco, dal trono luminoso della gloria, che le vostre virtù vi hanno meritato, rivolgete vi prego, lo sguardo benigno su di me e sull'intera società. Che cosa sarà, o gran Santo, di tanti sventurati, che deliranti corron dietro ai dettami delle passioni e alla vanità di quella scienza, che nella negazione di ogni verità e sovversione di ogni ordine, aprono l'abisso della morte eterna? Deh, o caro Santo, voi che colla vostra parola e coi vostri esempi ridonaste la salute alla moribonda società e nell'amore a Gesù Cristo vi distingueste tanto meravigliosamente da meritare in questo sacro monte l'impressione delle sacre stimmate, otteneteci che fervorosi di quella fede, la quale rinnega ogni disordinata passione e rinunzia a tutte le mondane follie, imitandovi con perfezione nell'amore di Dio e del prossimo su questa misera terra, veniamo ad essere partecipi della vostra gloria nel santo Paradiso.

SABATO DELLA XXVI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Gb 42,1-3.5-6.12-17 Ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo. Dal libro di Giobbe Giobbe prese a dire al Signore: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che non comprendo. Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere». Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato. Così possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. Alla prima mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Argentea. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli. Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli e nipoti per quattro ...

San Gerardo di Brogne

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  San Gerardo di Brogne nacque intorno all'890 a Mettet, nella contea di Namur, all'interno di una nobile famiglia d'origine franca. In gioventù intraprese la carriera militare, seguendo la tradizione della sua stirpe, ma ben presto manifestò una profonda vocazione spirituale che lo allontanò dalle ambizioni secolari. La svolta decisiva avvenne durante un viaggio in Francia, durante il quale entrò in contatto con la prestigiosa abbazia di Saint-Denis a Parigi. Qui Gerardo compì il suo noviziato, vestì l'abito benedettino e venne ordinato sacerdote. Rientrato nei propri possedimenti di famiglia nella regione della Vallonia, decise di trasformare la propria tenuta di Brogne in una comunità monastica. Fondò così l'abbazia di Brogne, di cui divenne il primo abate, introducendovi una rigorosa osservanza della Regola di San Benedetto. La reputazione di santità e il vigore della sua opera ascetica attirarono l'attenzione dei sovrani e dei feudatari del tempo, tra cui i...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Dio, che hai dato al tuo popolo San Gerardo abate, con il suo aiuto rendici forti e perseveranti nella fede, per collaborare assiduamente all'unità della Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

SANTI ANGELI CUSTODI – MEMORIA

PRIMA LETTURA Mando un angelo davanti a te. Dal libro dell’Esodo Es 23,20-23a Così dice il Signore: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Il mio angelo camminerà alla tua testa». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 90 (91) ℟. Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido». ℟. Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. ℟. Non...

Santi Angeli Custodi

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  La memoria liturgica dei Santi Angeli Custodi, celebrata il 2 ottobre, affonda le sue radici nella tradizione biblica e nella teologia cristiana, riconoscendo la presenza di messaggeri e protettori celesti inviati da Dio per guidare e custodire ogni essere umano nel cammino della vita. Già nell'Antico Testamento si trovano costanti riferimenti agli angeli che proteggono i fedeli e guidano i passi dei giusti, un concetto che trova poi conferma nelle parole di Gesù nel Vangelo di Matteo, quando avverte di non disprezzare nessuno dei più piccoli poiché i loro angeli nei cieli vedono sempre il volto del Padre. La devozione popolare verso l'angelo custode si è sviluppata diffusamente nel corso del Medioevo, sostenuta da figure di grande rilievo teologico come san Tommaso d'Aquino, il quale approfondì la natura angelica e il ruolo fondamentale di custodi spirituali affidato a questi esseri creati. Tuttavia, la formalizzazione nel calendario liturgico universale avvenne più tard...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O santo angelo custode, abbi cura dell'anima mia e del mio corpo. Illumina la mia mente perché conosca  meglio il Signore e lo ami con tutto il cuore. Assistimi nelle mie preghiere perché non ceda alle distrazioni ma vi ponga la più grande attenzione. Aiutami con i tuoi consigli, perché veda il bene e lo compia con generosità. Difendimi dalle insidie del nemico infernale e sostienimi nelle tentazioni perché riesca sempre vincitore. Supplisci alla mia freddezza nel culto del Signore: non cessare di attendere alla mia custodia finché non mi abbia portato in Paradiso, ove loderemo insieme il Buon Dio per tutta l'eternità.

SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO, VERGINE E DOTTORE DELLA CHIESA – MEMORIA

PRIMA LETTURA Gb 19,21-27 Io so che il mio redentore è vivo! Dal libro di Giobbe Giobbe disse: «Pietà, pietà di me, almeno voi, amici miei, perché la mano di Dio mi ha percosso! Perché vi accanite contro di me, come Dio, e non siete mai sazi della mia carne? Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s’incidessero sulla roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro». Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE Sal 26 (27) Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi. Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me, rispondimi! Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!». R. Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non...