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ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

PRIMA LETTURA Chiunque sarà stato morso e guarderà il serpente, resterà in vita. Dal libro dei Numeri Nm 21,4-9 In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. Parola di Dio  SALMO RESPO...

Esaltazione della Santa Croce

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  La festa dell'Esaltazione della Santa Croce, celebrata il 14 settembre, trae la sua origine storica dal IV secolo, legandosi al ritrovamento delle reliquie della Vera Croce a Gerusalemme per opera di sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino. Nel 335 d.C., dopo la consacrazione della basilica del Santo Sepolcro e del Martyrion eretti sul Golgota, il legno sacro della Croce venne esposto per la prima volta alla venerazione dei fedeli proprio il giorno successivo alla dedicazione della chiesa, dando origine a questa festività. La solennità assunse un significato ancor più profondo nel VII secolo. L'imperatore bizantino Eraclio riuscì a recuperare la reliquia nel 628, dopo che era stata asportata dal re persiano Cosroe II durante la conquista di Gerusalemme. Secondo la tradizione agiografica, Eraclio riportò personalmente il legno sacro in città restituendolo al Patriarca di Gerusalemme, e da quel momento la memoria dell'Esaltazione, intesa sia come innalzamento c...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Mi abbandono, o Dio, nelle tue mani. Gira e rigira quest'argilla, come creta nelle mani del vasaio. Dàlle una forma e poi spezzala, se vuoi. Domanda, ordina, cosa vuoi che io faccia? Innalzato, umiliato, perseguitato, incompreso, calunniato, sconsolato, sofferente, inutile a tutto, non mi resta che dire, sull'esempio di tua Madre: «Sia fatto di me secondo la tua Parola». Dammi l'amore per eccellenza, l'amore della Croce, ma non delle croci eroiche che potrebbero nutrire l'amor proprio, ma di quelle croci volgari, che purtroppo porto con ripugnanza... di quelle che si incontrano ogni giorno nella contraddizione, nell'insuccesso, nei falsi giudizi, nella freddezza, nel rifiuto e nel disprezzo degli altri, nel malessere e nei difetti dei corpo, nelle tenebre della mente e nel silenzio e aridità del cuore. Allora solamente Tu saprai che Ti amo, anche se non lo saprò io, ma questo mi basta. Amen.

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA Perdona l'offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Dal libro del Siracide Sir 27,33 – 28,9 (NV) [gr. 27,30 – 28,7] Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, come può ottenere il perdono di Dio? Chi espierà per i suoi peccati? Ricòrdati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 102 (103) ℟. Il Signore è buono...

San Giovanni Crisostomo

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  San Giovanni Crisostomo, nato ad Antiochia intorno al 349, è venerato come uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa d'Oriente. Rinomato per la sua straordinaria eloquenza, ricevette il soprannome "Crisostomo", che in greco significa "Bocca d'oro". Educato nelle migliori arti della retorica e della filosofia antica sotto la guida del celebre maestro Libanio, sceglie di dedicare la propria vita a Cristo ricevendo il battesimo e ritirandosi inizialmente a condurre una rigorosa vita ascetica nel deserto. Tuttavia, le dure penitenze e la salute precaria lo costringono a fare ritorno in città, dove viene ordinato sacerdote nel 386. Iniziano così gli anni della sua intensa attività di predicatore: le sue omelie, caratterizzate da una profonda esegesi biblica e da una spiccata attenzione per la giustizia sociale, incantano il popolo e gli valgono la fama in tutto l'Impero. Nel 398 Giovanni viene chiamato inaspettatamente a guidare la sede episcopale di Cost...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che a misura del vostro avanzarvi negli studi profani, progrediste ancora nella scienza della salute, per cui ancor giovanetto in Atene aveste la gloria di confondere tanti pagani filosofi, e di convertire in fervente cristiano il celebre Antemo, intercedete a noi tutti la grazia di servirci sempre dei nostri lumi per avanzarci nelle cognizioni indispensabili alla salute, e procurare a tutto potere la conversione e il miglioramento di tutti i nostri fratelli. Amen

SABATO DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 10,14-22 Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa? No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partec...

Santissimo Nome di Maria

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  La festa del Santissimo Nome di Maria, celebrata il 12 settembre, affonda le sue radici nella profonda venerazione cristiana per la Madre di Gesù e nella fiducia riposta nella sua intercessione. Il nome "Maria", derivato dall'ebraico Miryam, è stato interpretato nel corso dei secoli con diversi significati spirituali, tra cui "Signora", "Stella del mare" e "Amata da Dio", diventando un simbolo universale di speranza e protezione per i fedeli. La devozione particolare per il nome di Maria iniziò a diffondersi capillarmente a partire dal XII secolo, sostenuta dal pensiero e dalle predicazioni di grandi figure della Chiesa come san Bernardo di Chiaravalle. La celebrazione liturgica venne approvata per la prima volta nel 1513 dal papa Giulio II per la diocesi spagnola di Cuenca, per poi estendersi gradualmente ad altre regioni del mondo cattolico. Il momento di svolta storico per questa ricorrenza avvenne nel 1683. Durante la drammatica battagl...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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Ricordati o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito che sia stato abbandonato chi ha ricorso a Voi, implorato il Vostro aiuto, chiesto il vostro soccorso. Io, animato da tale confidenza o Madre, Vergine delle Vergini a Voi vengo, innanzi a Voi peccatore contrito mi prostro; non vogliate, o Madre del Verbo sdegnare le mie preghiere, ma ascoltatemi propizia ad esauditemi. Amen

VENERDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 9,16-19.22-27 Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo. Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io. Non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona ...