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VENERDÌ DOPO LE CENERI

PRIMA LETTURA È forse questo il digiuno che bramo? Dal libro del profeta Isaìa Is 58,1-9a Così dice il Signore: «Grida a squarciagola, non avere riguardo; alza la voce come il corno, dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati. Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio: "Perché digiunare, se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?". Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito...

San Leone di Catania

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  San Leone il Taumaturgo, noto come Leone di Catania, è una figura luminosa della Chiesa siciliana dell'VIII secolo. Nato a Ravenna, si trasferì nel Sud Italia dove abbracciò la vita monastica prima di essere eletto vescovo di Catania. La sua agiografia è ricca di prodigi che gli valsero l'appellativo di Taumaturgo, ovvero operatore di miracoli, poiché si dedicò instancabilmente alla cura dei poveri e degli ammalati in un'epoca di grandi tensioni religiose. L'episodio più celebre della sua vita riguarda la sfida con Eliodoro, un ex cristiano diventato negromante che disturbava le celebrazioni sacre con i suoi incantesimi. Per dimostrare la potenza della vera fede contro le arti oscure, Leone non esitò a sfidare il mago in una prova estrema. Egli avvolse il suo pallio attorno a Eliodoro e lo trascinò nel fuoco acceso in una piazza pubblica. Mentre l'uomo fu consumato dalle fiamme, il vescovo ne uscì completamente illeso, con le vesti intatte e senza alcun segno di b...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O gloriosissimo San Leone, vi accetto volentieri per mio speciale protettore inviatomi da Dio. Sotto il vostro gran patrocinio voglio vivere sicuro in tutto il tempo della mia vita, sperando da voi ogni aiuto per l'anima, e per il corpo. Per mano vostra intendo offrire a Dio tutte le mie preghiere, e tutte le opere mie, acciò gli siano più gradite. A Voi ricorrerò nelle mie tentazioni, ed in tutti miei travagli. Impetratemi grazia, che meni una vita santa, imitando le vostre virtù. Liberate me e tutta la mia casa, ed amici, da malattie, da morte improvvisa, da tutti i pericoli del mondo, e da tutte le insidie del demonio. E finalmente assistetemi nel punto della morte mia; acciò poi possa ringraziarvi nel Paradiso, e godere insieme con Voi l'eterna gloria.

GIOVEDÌ DOPO LE CENERI

PRIMA LETTURA Io pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione. Dal libro del Deuteronòmio Dt 30,15-20 Mosè parlò al popolo e disse: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbeden...

San Corrado Confalonieri

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  San Corrado Confalonieri nacque in una nobile famiglia piacentina nel 1290 e condusse inizialmente una vita agiata, dedita ai passatempi dell'aristocrazia del tempo. La svolta decisiva della sua esistenza avvenne durante una battuta di caccia, quando ordinò di appiccare il fuoco a delle sterpaglie per snidare la selvaggina. Le fiamme, alimentate dal vento, si propagarono in modo incontrollabile distruggendo boschi e coltivazioni vicine. Per timore delle conseguenze, Corrado permise inizialmente che un povero innocente venisse condannato a morte al suo posto. Tuttavia, tormentato dal rimorso e mosso da un profondo spirito cristiano, decise di confessare pubblicamente la propria colpa e di risarcire tutti i danni subiti dalla comunità, arrivando a vendere ogni suo avere e riducendosi in povertà. Questo evento segnò la sua conversione radicale: d’accordo con la moglie Giovannina, che scelse la vita claustrale, Corrado vestì l'abito del Terz’ordine francescano e iniziò un lungo p...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O gloriosissitno S. Corrado, per l'alto favore che godete presso Dio, otteneteci di essere veri vostri divoti, imitando le vostre virtù e mostrandovi a fatti quanto noi siamo riconoscenti alle grazie celesti da Voi 'impetrateci. Rinvigorite sull'esempio vostro la nostra fede vacillante, ridestate nei nostri cuori l'avita pietà, allontanate da noi i divini flagelli, ottenete alla vostra Patria di elezione la pace e a noi quei beni sprituali e temporali necessari perché possiamo in terra sopportare i dolori di questa vita mortale e godere in vostra compagnia in Cielo l'eterna felicità Coli sia.

MERCOLEDÌ DELLE CENERI

PRIMA LETTURA Laceratevi il cuore e non le vesti. Dal libro del profeta Gioèle Gl 2,12-18 Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libazione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un'assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l'altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov'è il loro Dio?». ...

Sacre Ceneri

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  Il significato teologico e religioso racchiuso in questa iconografia, specialmente se accostato al richiamo delle Sacre Ceneri, tocca i pilastri della dottrina cristiana riguardanti la natura di Cristo e il cammino di conversione del fedele. L'Umanità di fronte alla Tentazione Dal punto di vista teologico, l'immagine enfatizza la Kenosi, ovvero lo svuotamento della divinità di Cristo per abbracciare pienamente la condizione umana. Gesù non è ritratto come un essere etereo o trionfante, ma come un uomo che sperimenta la stanchezza, la fame e il peso della scelta. Il deserto rappresenta il luogo della prova suprema, dove la volontà umana deve allinearsi a quella divina attraverso il rifiuto delle lusinghe del potere, del possesso e dell'orgoglio. Il Simbolismo delle Ceneri e della Penitenza Le ceneri ricordano la caducità dell'esistenza e la necessità di un ritorno all'essenziale. In questa prospettiva, la figura solitaria nel deserto diventa l'archetipo del pen...
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 PREGHIERA TRADIZIONALE Ti preghiamo, Signore Gesù, fa' che questa cenere scenda sulle nostre teste con la forza della grandine e ci svegli dal torpore del peccato. Fa' che questi quaranta giorni siano un occasione speciale per convertire il nostro cuore a Te, e rimetterti al primo posto della nostra vita. Donaci di saper riconoscere il tuo passaggio e di vivere ogni istante con la certezza che Tu cammini in mezzo a noi, che Tu sai aspettare il nostro passo lento e insicuro; che Tu sai vedere in noi quello che nemmeno sappiamo immaginare. In questi quaranta giorni, metti nel nostro cuore desideri che palpitino al ritmo della tua Parola. Maria aggiunga ciò che manca alla nostra preghiera. Amen.

MARTEDÌ DELLA VI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Dio non tenta nessuno. Dalla lettera di san Giacomo apostolo Gc 1,12-18 Beato l'uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte. Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c'è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature. Parola di Dio.  SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 93 (94) ℟. Beato l'uomo a cui insegni la tua legge, Signore. Beato l...