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XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA La pioggia fa germogliare la terra. Dal libro del profeta Isaìa Is 55,10-11 Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 64 (65) ℟.Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli. Tu visiti la terra e la disseti, la ricolmi di ricchezze. Il fiume di Dio è gonfio di acque; tu prepari il frumento per gli uomini.℟. Così prepari la terra: ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle, la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. ℟. Coroni l'anno con i tuoi benefici, i tuoi solchi stillano abbondanza. Stillano i pascoli del deserto e le colline si cingono di esultanza. ℟. I prati si...

Santi Ermagora e Fortunato di Aquileia

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 La celebrazione dei Santi Ermagora (o Ermacora) e Fortunato, fissata dal martirologio il 12 luglio, ci riporta alle radici profonde del cristianesimo nell'alto Adriatico e in particolare nella gloriosa e antica città di Aquileia. La loro memoria unisce la storia documentata alle suggestive narrazioni della tradizione paleocristiana, rendendoli figure centrali per l'identità religiosa e culturale del Friuli-Venezia Giulia. Le radici storiche e il legame con Aquileia Dal punto di vista storico, Ermagora è ampiamente riconosciuto come il primo vescovo di Aquileia. Il suo nome apre ufficialmente il catalogo episcopale della città friulana, una testimonianza considerata solida dagli storici, i quali collocano la sua figura e il suo ministero intorno alla metà del III secolo. Accanto a lui spicca la figura di Fortunato, storicamente documentato come il suo diacono e compagno di fede, il cui culto era talmente celebre e diffuso nell'antichità da essere esplicitamente elogiato nel...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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Santi Ermagora e Fortunato, luci antiche della fede aquileiese, vi invochiamo con cuore grato per la vostra testimonianza di fedeltà a Cristo. Ermagora, discepolo dell’evangelista Marco e primo vescovo secondo la tradizione, guida instancabile del popolo cristiano, hai portato il Vangelo tra le genti del Nord, seminando speranza, verità e salvezza. Fortunato, suo compagno e diacono fedele, lo accompagnasti fino al martirio, condividendo la stessa sorte e la stessa gloria. Anche se le vostre figure emergono da nebbie di secoli e leggende, il vostro culto ha illuminato l’intera terra venetofriulana e oltre, suscitando nei cuori amore per Cristo e per la Chiesa. Intercedete per noi, perché anche oggi la nostra fede non si lasci piegare dal dubbio o dall’indifferenza, ma diventi luce viva nelle nostre comunità. Rendete saldi i pastori, ferventi i diaconi, e coraggiosi tutti i fedeli, perché l’annuncio del Vangelo giunga, come ai vostri tempi, fino agli estremi confini della terra. Amen.

SAN BENEDETTO, ABATE, PATRONO D'EUROPA – FESTA

PRIMA LETTURA Inclina il tuo cuore alla prudenza. Dal libro dei Proverbi Pr 2,1-9 Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza, se appunto invocherai l'intelligenza e rivolgerai la tua voce alla prudenza, se la ricercherai come l'argento e per averla scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la conoscenza di Dio, perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca escono scienza e prudenza. Egli riserva ai giusti il successo, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, vegliando sui sentieri della giustizia e proteggendo le vie dei suoi fedeli. Allora comprenderai l'equità e la giustizia, la rettitudine e tutte le vie del bene. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 33 (34) ℟. Gustate e vedete com'è buono il Signore. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore: i p...

San Benedetto da Norcia

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  Nato a Norcia intorno al 480 d.C. in una nobile famiglia, Benedetto visse in un'epoca di profonda crisi e transizione, segnata dalla fine dell'Impero Romano d'Occidente e dalle invasioni barbariche. Inviato a Roma per compiere gli studi letterari e giuridici, rimase profondamente turbato dalla dissolutezza morale della città e dalla vacuità della vita mondana. Questa profonda crisi spirituale lo spinse ad abbandonare i beni terreni e le prospettive di una brillante carriera per ritirarsi inizialmente a ad Affile e, successivamente, nella solitudine di una grotta a Subiaco. In questo luogo impervio, Benedetto visse per tre anni come eremita, dedicandosi interamente alla preghiera, alla penitenza e alla contemplazione. La sua fama di santità e saggezza si diffuse rapidamente, attirando numerosi discepoli desiderosi di porsi sotto la sua guida spirituale. Questo afflusso lo portò a superare la dimensione puramente eremitica per dare vita a una prima forma di comunità monasti...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  A te oggi rivolgiamo la nostra supplica ardente, glorioso San Benedetto, "messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà, araldo della religione di Cristo", ed imploriamo la tua protezione sulle singole anime, sui monasteri che seguono la tua santa Regola, sull'Europa, sul mondo intero. Insegnaci ancora il primato del culto divino, donaci di comprendere quanto sia grande e fecondo il dono della pace, aiuta tutti coloro che si sforzano di ricomporre l'unità spirituale dei vari popoli, spezzata da tanti eventi dolorosi, così che per la tua protezione ritorniamo tutti quanti ad essere fratelli in Cristo. Amen.

VENERDÌ DELLA XIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Non chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani. Dal libro del profeta Osea Os 14,2-10 Torna dunque, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità. Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: «Togli ogni iniquità, accetta ciò è bene: non offerta di tori immolati, ma la lode delle nostre labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più "dio nostro" l'opera delle nostre mani, poiché presso di te l'orfano trova misericordia». «Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente, poiché la mia ira si è allontanata da loro. Sarò come rugiada per Israele; fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano. Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, fioriranno come le vigne, saranno famosi come il vino del Libano. Che ho ancora in comune con gl...

Santa Anatolia e Santa Vittoria

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  L'agiografia di Santa Anatolia e Santa Vittoria, celebrate il 10 luglio, racconta la storia di due giovani sorelle romane vissute nel III secolo, appartenenti a una nobile famiglia cristiana. Promesse in spose a due influenti patrizi pagani, Tito Aurelio ed Eugenio, le due fanciulle decisero di consacrare interamente la propria verginità a Cristo. Fu Anatolia a convincere la sorella Vittoria a rifiutare il matrimonio mondano, spingendola a vendere tutti i suoi beni per distribuirli ai poveri. I pretendenti rifiutati, non riuscendo a piegare la loro determinazione né con le lusinghe né con le minacce, decisero di denunciarle come cristiane alle autorità imperiali. Sfruttando la loro influenza, ottennero il permesso di confinarle nei loro possedimenti in Sabina, sperando che l'isolamento e i disagi potessero farle desistere dal loro voto. Vittoria fu segregata nella zona di Trebula Mutuesca (l'odierna Monteleone Sabino), mentre Anatolia venne mandata a Thora. Durante la pri...

GIOVEDÌ DELLA XIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Il mio cuore si commuove dentro di me. Dal libro del profeta Osèa Os 11,1.3-4.8-9 Così dice il Signore: «Quando Israele era fanciullo, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Èfraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 79 (80) ℟.Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi. Tu, pastore d'Israele, ascolta, seduto sui cherubini, risple...

Santa Veronica Giuliani

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  L'agiografia di Santa Veronica Giuliani, una delle più grandi mistiche della storia della Chiesa, si sviluppa lungo un percorso di profonda ascesi e totale conformazione a Cristo crocifisso. Nata a Mercatello sul Metauro nel 1660 con il nome di Orsola, manifestò fin dalla tenera età una spiccata inclinazione alla preghiera e alla carità verso i poveri, mossa da un desiderio ardente di condividere le sofferenze di Gesù. Nonostante l'opposizione iniziale del padre, che desiderava per lei un futuro nel mondo, Orsola assecondò la sua forte vocazione ed entrò a diciassette anni nel monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello, assumendo il nome di Veronica. All'interno delle mura del chiostro, la sua vita divenne un laboratorio di spiritualità intensa, caratterizzata da penitenze straordinarie, digiuni prolungati e un'obbedienza radicale, che la portarono a ricoprire in seguito i ruoli di maestra delle novizie e di badessa. Il culmine della sua esperienza misti...