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BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA – MEMORIA

PRIMA LETTURA Imparò l'obbedienza e divenne causa di salvezza eterna. Dalla lettera agli Ebrei Eb 5,7-9 Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 30 (31) ℟. Salvami, Signore, per la tua misericordia. In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso; difendimi per la tua giustizia. Tendi a me il tuo orecchio. ℟. Vieni presto a liberarmi. Sii per me una roccia di rifugio, un luogo fortificato che mi salva. Perché mia rupe e mia fortezza tu sei, per il tuo nome guidami e conducimi. ℟. Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, perché sei tu la mia difesa. Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. ℟. Ma io confido in te, S...

Beata Vergine Maria Addolorata

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  La memoria della Beata Vergine Maria Addolorata, celebrata il 15 settembre all'indomani della festa dell'Esaltazione della Santa Croce, richiama la profonda partecipazione della Madre di Gesù al mistero della passione e morte del Figlio. Il titolo di Addolorata affonda le sue radici nella profezia del vecchio Simeone, che al momento della presentazione di Gesù al Tempio predisse a Maria che una spada le avrebbe trafitto l'anima, prefigurando il dolore per la missione redentrice del Figlio. Nel corso dei secoli, la pietà popolare e la riflessione teologica hanno contemplato la sofferenza della Vergine attraverso la devozione ai suoi "Sette Dolori": la profezia di Simeone, la fuga in Egitto per sfuggire all'ira di Erode, la smarrimento di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme, l'incontro lungo la via del Calvario, la crocifissione e morte del Figlio, la deposizione del suo corpo dalla croce e la sua sepoltura. La devozione nacque spontaneamente tra i fe...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O gran Regina dei Martiri e la più desolata di tutte le madri, il vostro dolore è immenso come il mare, perchè tutte le piaghe che i peccati degli uomini hanno impresse nel sacro corpo del vostro divin Figliuolo, sono ivi tutte riunite a trafiggere il vostro cuore. Ecco prostrato ai vostri piedi il peccatore più indegno, sinceramente pentito d'aver trafitto il divin Redentore. Le colpe che io ho commesso sono più gravi di quello che io posso soffrire per cancellarle. Deh, Madre beata, imprimete nel mio cuore le piaghe santissime del vostro amore, onde non brami che di patire e morire con Gesù crocifisso, e spirar l'anima penitente nel vostro purissimo cuore. Così sia. Maria Addolorata, Madre di tutti i Cristiani, pregate per noi.

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

PRIMA LETTURA Chiunque sarà stato morso e guarderà il serpente, resterà in vita. Dal libro dei Numeri Nm 21,4-9 In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. Parola di Dio  SALMO RESPO...

Esaltazione della Santa Croce

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  La festa dell'Esaltazione della Santa Croce, celebrata il 14 settembre, trae la sua origine storica dal IV secolo, legandosi al ritrovamento delle reliquie della Vera Croce a Gerusalemme per opera di sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino. Nel 335 d.C., dopo la consacrazione della basilica del Santo Sepolcro e del Martyrion eretti sul Golgota, il legno sacro della Croce venne esposto per la prima volta alla venerazione dei fedeli proprio il giorno successivo alla dedicazione della chiesa, dando origine a questa festività. La solennità assunse un significato ancor più profondo nel VII secolo. L'imperatore bizantino Eraclio riuscì a recuperare la reliquia nel 628, dopo che era stata asportata dal re persiano Cosroe II durante la conquista di Gerusalemme. Secondo la tradizione agiografica, Eraclio riportò personalmente il legno sacro in città restituendolo al Patriarca di Gerusalemme, e da quel momento la memoria dell'Esaltazione, intesa sia come innalzamento c...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Mi abbandono, o Dio, nelle tue mani. Gira e rigira quest'argilla, come creta nelle mani del vasaio. Dàlle una forma e poi spezzala, se vuoi. Domanda, ordina, cosa vuoi che io faccia? Innalzato, umiliato, perseguitato, incompreso, calunniato, sconsolato, sofferente, inutile a tutto, non mi resta che dire, sull'esempio di tua Madre: «Sia fatto di me secondo la tua Parola». Dammi l'amore per eccellenza, l'amore della Croce, ma non delle croci eroiche che potrebbero nutrire l'amor proprio, ma di quelle croci volgari, che purtroppo porto con ripugnanza... di quelle che si incontrano ogni giorno nella contraddizione, nell'insuccesso, nei falsi giudizi, nella freddezza, nel rifiuto e nel disprezzo degli altri, nel malessere e nei difetti dei corpo, nelle tenebre della mente e nel silenzio e aridità del cuore. Allora solamente Tu saprai che Ti amo, anche se non lo saprò io, ma questo mi basta. Amen.

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA Perdona l'offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Dal libro del Siracide Sir 27,33 – 28,9 (NV) [gr. 27,30 – 28,7] Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, come può ottenere il perdono di Dio? Chi espierà per i suoi peccati? Ricòrdati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 102 (103) ℟. Il Signore è buono...

San Giovanni Crisostomo

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  San Giovanni Crisostomo, nato ad Antiochia intorno al 349, è venerato come uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa d'Oriente. Rinomato per la sua straordinaria eloquenza, ricevette il soprannome "Crisostomo", che in greco significa "Bocca d'oro". Educato nelle migliori arti della retorica e della filosofia antica sotto la guida del celebre maestro Libanio, sceglie di dedicare la propria vita a Cristo ricevendo il battesimo e ritirandosi inizialmente a condurre una rigorosa vita ascetica nel deserto. Tuttavia, le dure penitenze e la salute precaria lo costringono a fare ritorno in città, dove viene ordinato sacerdote nel 386. Iniziano così gli anni della sua intensa attività di predicatore: le sue omelie, caratterizzate da una profonda esegesi biblica e da una spiccata attenzione per la giustizia sociale, incantano il popolo e gli valgono la fama in tutto l'Impero. Nel 398 Giovanni viene chiamato inaspettatamente a guidare la sede episcopale di Cost...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O glorioso s. Giovanni Crisostomo, che a misura del vostro avanzarvi negli studi profani, progrediste ancora nella scienza della salute, per cui ancor giovanetto in Atene aveste la gloria di confondere tanti pagani filosofi, e di convertire in fervente cristiano il celebre Antemo, intercedete a noi tutti la grazia di servirci sempre dei nostri lumi per avanzarci nelle cognizioni indispensabili alla salute, e procurare a tutto potere la conversione e il miglioramento di tutti i nostri fratelli. Amen

SABATO DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 10,14-22 Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa? No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partec...