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MARTEDÌ DELLA XXXI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Fil 2,5-11 Svuotò se stesso, per questo Dio lo esaltò. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 21 (22) ℟. Da te, Signore, la mia lode nella grande assemblea. Oppure: ℟. Lode a te, Signore, nell'assemblea dei santi. Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli. I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano; i...

San Martino de Porres

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 San Martino de Porres nacque a Lima, in Perù, il 9 dicembre 1579, figlio di un nobile spagnolo, Juan de Porres, e di Ana Velázquez, una donna di origini africane. A causa della sua origine meticcia e della condizione dei genitori, visse l'infanzia tra notevoli difficoltà economiche e sociali, venendo inizialmente registrato come figlio di padre ignoto. Nonostante ciò, ricevette dalla madre un'accurata educazione cristiana e una profonda dedizione alla fede e ai poveri. Da giovane apprese i primi rudimenti della professione di barbiere e della chirurgia pratica dell'epoca, competenze che in seguito gli permisero di prestare servizio come infermiere con straordinaria abnegazione. All'età di quindici anni decise di entrare nell'Ordine dei Domenicani nel convento del Santissimo Rosario di Lima. Data la sua condizione di mulatto, fu accolto inizialmente come donato e terziario, svolgendo mansioni umili come quelle di inserviente e spazzino, compiti che accettò sempre co...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O glorioso San Martino de Porres, con l'anima inondata di serena fiducia, ti invochiamo ricordando la tua infiammata carità benefattrice di tutte le classi sociali; a te mite e umile di cuore, presentiamo i nostri desideri. Versa sulle famiglie i soavi doni della tua intercessione sollecita e generosa; apri ai popoli di ogni stirpe e di ogni colore, il cammino dell'unità e della giustizia; chiedi al Padre che è nei cieli la venuta del Suo Regno; affinchè l' umanità nella reciproca benevolenza, fondata nella fratellanza in Dio, aumenti i frutti della grazia e meriti il premio della gloria.

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

PRIMA LETTURA Io lo so che il mio redentore è vivo. Dal libro di Giobbe Gb 19,1.23-27a Rispondendo Giobbe prese a dire: «Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s'incidessero sulla roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 26 ℟.  Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Oppure: ℟.  Il Signore è mia luce e mia salvezza. Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? ℟. Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario. ℟. Ascolta, Signor...

Commemorazione dei Defunti

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  La teologia cattolica della Commemorazione dei Defunti poggia innanzitutto sul dogma della comunione dei santi, ovvero l'unione spirituale indivisibile che lega i membri della Chiesa della terra (la Chiesa pellegrina), quelli del cielo (la Chiesa trionfante) e quelli che si trovano nello stato di purificazione dopo la morte (la Chiesa purgante). Secondo questa visione, il confine della morte non interrompe i legami d'amore e di solidarietà cristiana; al contrario, i vivi possono soccorrere le anime del Purgatorio attraverso la preghiera, le opere di misericordia e, in particolare, la celebrazione del sacrificio eucaristico. La preghiera per i defunti non è soltanto un atto di affetto o di ricordo nostalgico, ma un intervento spirituale attivo che esprime la carità fraterna e collabora all'opera di misericordia divina per il completamento della purificazione delle anime. Contemporaneamente, la ricorrenza e l'iconografia rimandano al mistero della risurrezione dei corpi...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Ti preghiamo, Signore, per tutti i parenti, amici, conoscenti che nel corso di questi anni ci hanno lasciati. Per coloro che in vita hanno avuto fede in te, che in te hanno riposto ogni speranza, che ti hanno amato, ma anche per coloro che di te non hanno capito nulla e che ti hanno cercato in modo sbagliato e ai quali infine ti sei svelato come veramente sei: misericordia e amore senza limiti. Fa' o Signore che veniamo un giorno tutti insieme a fare festa con te in Paradiso. Amen.

TUTTI I SANTI – SOLENNITÀ

PRIMA LETTURA Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo Ap 7,2-4.9-14 Io, Giovanni, vidi salire dall'oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d'Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto...

Tutti i Santi

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  Il significato teologico e religioso della solennità di Tutti i Santi, celebrata il primo novembre, affonda le sue radici nella comunione universale della Chiesa e nella contemplazione del mistero divino. Dal punto di vista dogmatico, questa ricorrenza non celebra soltanto i santi ufficialmente riconosciuti e canonizzati dal processo ecclesiastico, ma abbraccia la folla immensa e in numerabile di tutti coloro che, vissuti nella fedeltà al Vangelo e nell'amore fraterno, godono ora della visione beatifica di Dio. La festa evidenzia il dogma della comunione dei santi, un legame indissolubile che unisce la Chiesa trionfante nei cieli, la Chiesa purgante e la Chiesa pellegrina ancora sulla Terra, indicando che la santità non è un traguardo riservato a pochi eletti, ma la vocazione universale alla quale ogni battezzato è chiamato a rispondere nel corso della propria esistenza terrena. Sotto il profilo strettamente agiografico e spirituale, i santi non vengono considerati come divinità ...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Fedelissimi Patriarchi, Santissimi Profeti, zelantissimi Apostoli, invitti Martiri, integerrimi Confessori, castissime Matrone, Vergini immacolate, voi tutti quanti siete che regnate con Cristo nel Paradiso, dai seggi luminosi della vostra beatitudine volgete uno sguardo di pietà sopra di noi esuli infelici della celeste Sionne. Voi godete ora l'ampia messe di gaudio che meritata vi siete seminando nelle lagrime in questa terra di esilio. Nientemeno che Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l'oggetto ed il fine dei vostri godimenti. O anime beate, intercedete per noi! Ottenete a noi tutti di camminare fedeli dietro le vostre pedate, di seguire animosi i vostri esempi, di ricopiare continuamente in noi stessi le virtù vostre, affinchè, da imitatori che siamo attualmente delle vostre grandi virtù, diventiamo un giorno partecipi della vostra gloria immortale. Onnipotente ed eterno Dio, che ci donasti di poter festeggiare in un sol giorno i meriti di tutti i ...

SABATO DELLA XXX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési Fil 1,18b-26 Fratelli, purché in ogni maniera, per convenienza o per sincerità, Cristo venga annunciato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene. So infatti che questo servirà alla mia salvezza, grazie alla vostra preghiera e all’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, secondo la mia ardente attesa e la speranza che in nulla rimarrò deluso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Persuaso di questo, so che rimarrò e continuerò a rimanere in mezzo a tutti...