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SABATO DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che ritorni la polvere alla terra e il soffio vitale torni a Dio. Dal libro del Qoèlet Qo 11,9 - 12,8 Godi, o giovane, nella tua giovinezza, e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù. Segui pure le vie del tuo cuore e i desideri dei tuoi occhi. Sappi però che su tutto questo Dio ti convocherà in giudizio. Caccia la malinconia dal tuo cuore, allontana dal tuo corpo il dolore, perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio. Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: «Non ci provo alcun gusto»; prima che si oscurino il sole, la luce, la luna e le stelle e tornino ancora le nubi dopo la pioggia; quando tremeranno i custodi della casa e si curveranno i gagliardi e cesseranno di lavorare le donne che macinano, perché rimaste poche, e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre e si chiuderanno i...

Beato Luigi Tezza

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  Il Beato Luigi Tezza nasce a Conegliano Veneto il 1° novembre 1841. Rimasto orfano di padre in giovane età, cresce sotto la guida devota della madre e a quindici anni sceglie di abbracciare la vita religiosa entrando nell'Ordine dei Ministri degli Infermi, noti come Camilliani. Ordinato sacerdote nel 1864, dimostra fin da subito spiccate doti di sensibilità e carità verso i sofferenti, ricoprendo incarichi di responsabilità come Maestro dei novizi e operando per diversi anni in Francia per diffondere la missione dell'ordine. Nel 1892, insieme a Giuseppina Vannini, fonda la Congregazione delle Figlie di San Camillo, nata per consacrare la vita delle religiose all'assistenza caritatevole e premurosa degli infermi e dei bisognosi. La sua dedizione e la sua capacità organizzativa lo portano, nel 1900, a essere inviato a Lima, in Perù, per svolgere una missione di visita e riorganizzazione della comunità locale. Quello che doveva essere un breve soggiorno di pochi mesi si tras...

VENERDÌ DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. Dal libro del Qoèlet Qo 3,1-11 Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato. Un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttar via. Un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace. Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica? Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha f...

San Cleofa

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  San Cleofa è una figura fondamentale del Nuovo Testamento, celebrato dalla Chiesa cattolica il 25 settembre. La sua storia si intreccia strettamente con i momenti salienti della vita e della risurrezione di Gesù, collocandosi tra le testimonianze più vive e toccanti dei Vangeli. Secondo la tradizione esegetica e storica, Cleofa — talvolta identificato con Clopa o Alfeo — era un parente di Gesù, probabilmente fratello di San Giuseppe, e marito di Maria di Cleofa, una delle pie donne presenti ai piedi della Croce. Padre di figure di spicco della prima comunità cristiana, tra cui l'apostolo Giacomo il Minore, Cleofa visse in prima persona la stagione della predicazione di Cristo e i tragici eventi della Passione a Gerusalemme. L'episodio per cui è universalmente noto e raffigurato anche nell'iconografia sacra è il celebre cammino verso Emmaus, narrato nel Vangelo di Luca. La sera della domenica di Pasqua, Cleofa e un altro discepolo stavano lasciando Gerusalemme tristi e dis...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Dio, che hai dato al tuo popolo San Cleofa discepolo di Gesù , con il suo aiuto rendici forti e perseveranti nella fede, per collaborare assiduamente all'unità della Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

GIOVEDÌ DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Non c’è niente di nuovo sotto il sole. Dal libro del Qoèlet Qo 1,2-11 Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa. Il sole sorge, il sole tramonta e si affretta a tornare là dove rinasce. Il vento va verso sud e piega verso nord. Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento. Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno: al luogo dove i fiumi scorrono, continuano a scorrere. Tutte le parole si esauriscono e nessuno è in grado di esprimersi a fondo. Non si sazia l’occhio di guardare né l’orecchio è mai sazio di udire. Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole. C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»? Proprio questa è già avvenuta nei secoli che ci hanno preceduto. Nessun ricordo resta de...

San Pacifico da San Severino

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  San Pacifico da San Severino, al secolo Carlo Antonio Divini, nacque a San Severino Marche il 1º marzo 1653. Orfano dei genitori in tenera età, fu cresciuto dallo zio materno e all'età di diciassette anni scelse di entrare nell'Ordine dei Frati Minori Reformati, assumendo il nome di fra Pacifico. Ordinato sacerdote nel 1678, si distinse subito come fervente predicatore e insegnante di filosofia, percorrendo gran parte delle Marche per l'apostolato. La vita di fra Pacifico fu segnata da una profonda austerità, dall'amore per la solitudine e da una costante devozione al Santissimo Sacramento. Nonostante la salute fragile, che col tempo sfociò nella cecità, nella sordità e in una gravissima infermità fisica, continuò a servire la sua comunità con umiltà e pazienza, arrivando a ricoprire anche la carica di frate guardiano nel convento di Santa Maria delle Grazie a San Severino. Durante la sua esistenza gli vennero attribuiti doni mistici, estasi, visioni e lo spirito di p...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Glorioso San Pacifico uomo alto, sparuto, pallido, con il naso, con voce sottile, e modi semplici e amichevoli, la vita non ti riservò molte gioie, ma Dio ti consolò con estasi, il dono delle profezie, di saper leggere nei cuori e un grande desiderio di donare le proprie sofferenze a Cristo per la salvezza delle anime. Il tuo corpo rimasto incorrotto schizzò sangue dopo quattro anni dalla sepoltura, come fosse ancora vivente. Dacci la forza di affrontare le disavventure della vita. Amen

SAN PIO DA PIETRELCINA, PRESBITERO – MEMORIA

PRIMA LETTURA Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane. Dal libro dei Proverbi Pr 30,5-9 Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco; egli è scudo per chi in lui si rifugia. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo. Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e abusi del nome del mio Dio. Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 118 (119) ℟. Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola. Tieni lontana da me la via della menzogna, donami la grazia della tua legge. Bene per me è la legge della tua bocca, più di mille pezzi d’oro e d’argento. ℟. Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli. Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero, per osservare la tua ...

San Pio da Pietrelcina

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  San Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, in provincia di Benevento. Fin dalla primissima infanzia manifesta una profonda inclinazione alla preghiera e alla vita religiosa, accompagnata da visioni e manifestazioni mistiche. Nel 1903 entra nel noviziato dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, prendendo il nome di fra Pio, e viene ordinato sacerdote nel 1910 nella cattedrale di Benevento. A causa delle sue precarie condizioni di salute, trascorre diversi anni nei suoi luoghi natii, finché nel 1916 giunge nel convento di San Giovanni Rotondo, sul Gargano, luogo che diventerà il centro propulsore di tutta la sua missione spirituale. È proprio qui che, il 20 settembre 1918, mentre è in preghiera davanti al Crocifisso del coro, riceve le stigmate visiblemente impresse sulle mani, sui piedi e sul costato, fenomeno spirituale e fisico che lo accompagnerà per tutta la vita. La notizia delle sue doti mistiche, della capacità di leggere ne...