Post

GIOVEDÌ DELLA XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Elìa fu assunto in un turbine di fuoco ed Elisèo fu ripieno del suo spirito. Dal libro del Siràcide Sir 48,1-14 Sorse Elìa profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi. Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco. Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? Tu hai fatto sorgere un defunto dalla morte e dagl’inferi, per la parola dell'Altissimo; tu hai fatto precipitare re nella perdizione e uomini gloriosi dal loro letto e hai annientato il loro potere. Tu sul Sinai hai ascoltato parole di rimprovero, sull'Oreb sentenze di condanna. Hai unto re per la vendetta e profeti come tuoi successori. Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l'ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del pa...

San Gregorio Barbarigo

Immagine
  Nato a Venezia nel 1625 da una nobile e influente famiglia, Gregorio Barbarigo si distinse fin da giovane per una straordinaria acutezza intellettuale e una profonda inclinazione spirituale. Dopo aver completato gli studi in giurisprudenza a Padova, la sua vita prese una svolta decisiva quando accompagnò l'ambasciatore veneziano a Münster per le trattative che portarono alla Pace di Vestfalia. Lì conobbe il futuro papa Alessandro VII, il quale, colpito dalle sue doti e dalla sua integrità, lo spinse verso la carriera ecclesiastica. Ordinato sacerdote, la sua dedizione emerse con forza durante la terribile epidemia di peste che colpì Roma nel 1656. Gregorio non esitò a spendersi in prima linea per assistere i malati e i moribondi, organizzando i soccorsi con un coraggio che gli valse la stima universale e la successiva nomina a vescovo di Bergamo, seguita dalla porpora cardinalizia. Nel 1664 fu trasferito alla guida della diocesi di Padova, un ruolo che ricoprì per ben trent'a...

PREGHIERA TRADIZIONALE

Immagine
  O Gesù, Sacerdote Sommo ed Eterno, che avete voluto continuare il Vostro ministero di redenzione e santificazione delle anime per mezzo del Sacerdozio Cattolico da Voi istituito e che ci avete insegnato a pregare Il padrone della messe perché mandi operai alla sua messe, noi Vi preghiamo di voler suscitare numerose sante vocazioni al sacerdozio. Vi preghiamo per il Seminario, destinato ad accogliere e coltivare i Vostri eletti. Mandate su questo cenacolo il Vostro Spirito, la Vostra luce e verità, i Vostri aiuti: fate ch'esso possa preparare alla Vostra vigna operai emuli di quegli Apostoli, che educaste alla scuola del Vostro Cuore. E Vi preghiamo per il Clero: mantenete sempre i ministri Vostri, i dispensatori dei divini misteri all'altezza della loro missione, e fate che alla loro missione divina corrispondano generosamente e fedelmente le anime! Con Voi e per mezzo Vostro supplichiamo l'Eterno Padre: Custoditeli nel vostro nome, guardateli dal male consacrateli nella ...

MERCOLEDÌ DELLA XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Apparve un carro di fuoco ed Elia salì verso il cielo. Dal secondo libro dei Re 2Re 2,1.6-14 In quei giorni, quando il Signore stava per far salire al cielo in un turbine Elìa, questi partì da Gàlgala con Elisèo. [Giunti a Gerico,] Elìa disse ad Elisèo: «Rimani qui, perché il Signore mi manda al Giordano». Egli rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò». E procedettero insieme. Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono di fronte, a distanza; loro due si fermarono al Giordano. Elìa prese il suo mantello, l’arrotolò e percosse le acque, che si divisero di qua e di là; loro due passarono sull’asciutto. Appena furono passati, Elìa disse a Elisèo: «Domanda che cosa io debba fare per te, prima che sia portato via da te». Elisèo rispose: «Due terzi del tuo spirito siano in me». Egli soggiunse: «Tu pretendi una cosa difficile! Sia per te così, se mi vedrai quando sarò portato via da te; altrimenti non avverrà». Mentre ...

Beato Pietro Gambacorta

Immagine
  Il Beato Pietro Gambacorta da Pisa nacque intorno al 1355, discendente da una delle famiglie nobili e più influenti della città di Pisa, i Gambacorti, che ne ressero le sorti in un periodo di grande instabilità politica. La sua giovinezza fu segnata dalla violenza e dalle tragedie politiche che affliggevano la sua patria, in particolare l'assassinio di alcuni suoi parenti stretti da parte di fazioni rivali. Questi eventi drammatici lo portarono a comprendere la vanità del potere mondano e la caducità della vita gloriosa che la sua famiglia gli offriva, spingendolo a cercare un senso più profondo e imperituro. Renunciando a ogni eredità e status nobiliare, Pietro scelse la via della solitudine e della penitenza. Abbandonò Pisa e si ritirò inizialmente in un monastero dei monaci Olivetani a Monte Oliveto, ma la sua sete di un'ascesi ancora più rigorosa lo spinse oltre. Desiderava una vita di eremitismo assoluto, priva di ogni consolazione terrena. Si diresse così verso la regio...

MARTEDÌ DELLA XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Hai fatto peccare Israele. Dal primo libro dei Re 1Re 21,17-29 [Dopo che Nabot fu lapidato,] la parola del Signore fu rivolta a Elìa il Tisbìta: «Su, scendi incontro ad Acab, re d'Israele, che abita a Samarìa; ecco, è nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderne possesso. Poi parlerai a lui dicendo: "Così dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi!". Gli dirai anche: "Così dice il Signore: Nel luogo ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue"». Acab disse a Elìa: «Mi hai dunque trovato, o mio nemico?». Quello soggiunse: «Ti ho trovato, perché ti sei venduto per fare ciò che è male agli occhi del Signore. Ecco, io farò venire su di te una sciagura e ti spazzerò via. Sterminerò ad Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele. Renderò la tua casa come la casa di Geroboàmo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasà, figlio di Achìa, perché tu mi hai irritato e hai fatto peccare Israele. Anche riguardo a Gezabèle parla ...

Santi Quirico e Giulitta

Immagine
  Santi Quirico e Giulitta, due tra i martiri più celebri e venerati dell'antichità cristiana, la cui memoria liturgica ricorre proprio il 16 giugno. La loro agiografia unisce la tenerezza dell'infanzia alla fermezza incrollabile della fede di fronte alle persecuzioni. La vicenda si svolge agli inizi del IV secolo, intorno al 304 d.C., durante la feroce persecuzione dei cristiani ordinata dall'imperatore Diocleziano. Giulitta era una nobile e ricca vedova cristiana di Iconio, nell'odierna Turchia. Rimasta sola con il figlioletto Quirico, che aveva circa tre anni, decise di fuggire per sottrarsi alle violenze e proteggere il bambino. Abbandonò tutti i suoi beni materiali e si rifugiò prima a Seleucia e successivamente a Tarso, in Cilicia. A Tarso, tuttavia, la situazione era altrettanto drammatica a causa della presenza del governatore Alessandro, un uomo noto per la sua spietatezza nell'applicare i decreti imperiali. Giulitta fu riconosciuta e arrestata insieme al p...

PREGHIERA TRADIZIONALE

Immagine
  Santi Quirico e Giuditta, voi che avete testimoniato con il sangue la vostra fede in Cristo, donateci il coraggio di non rinnegare mai il Vangelo, anche quando costa dolore e sacrificio. Madre forte e figlio innocente, nel vostro amore intrecciato al martirio ci mostrate la via della fedeltà fino alla fine. Intercedete per le madri cristiane, per i bambini minacciati, e per tutti coloro che soffrono per il nome di Gesù. Sosteneteci nel combattimento della fede e custodite le nostre famiglie nella luce della verità. Amen.

LUNEDÌ DELLA XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Nabot venne lapidato e morì, e Acab si impadronì della sua vigna. Dal primo libro dei Re 1Re 21,1-16 In quel tempo, Nabot di Izreèl possedeva una vigna che era a Izreèl, vicino al palazzo di Acab, re di Samarìa. Acab disse a Nabot: «Cedimi la tua vigna; ne farò un orto, perché è confinante con la mia casa. Al suo posto ti darò una vigna migliore di quella, oppure, se preferisci, te la pagherò in denaro al prezzo che vale». Nabot rispose ad Acab: «Mi guardi il Signore dal cederti l'eredità dei miei padri»  Acab se ne andò a casa amareggiato e sdegnato per le parole dettegli da Nabot di Izreèl, che aveva affermato: «Non ti cederò l'eredità dei miei padri!». Si coricò sul letto, voltò la faccia da un lato e non mangiò niente. Entrò da lui la moglie Gezabèle e gli domandò: «Perché mai il tuo animo è tanto amareggiato e perché non vuoi mangiare?». Le rispose: «Perché ho detto a Nabot di Izreèl: "Cedimi la tua vigna per denaro, o, se preferisci, ti darò un'altr...

San Vito Martire

Immagine
  Nato a Mazara del Vallo da un ricco nobile pagano di nome Ila, Vito rimase orfano di madre in tenerissima età. Venne quindi affidato alle cure di Crescenzia e Modesto, che lo educarono segretamente al cristianesimo. Quando il padre scoprì la fede del figlio, tentò in ogni modo di farlo abiurare, prima con le lusinghe e i piaceri, poi con la reclusione e le torture. La tradizione narra che, quando il padre lo rinchiuse nella sua stanza, vide attraverso la fessura della porta il fanciullo circondato da sette angeli splendenti che danzavano con lui, un bagliore accecante che privò temporaneamente l'uomo della vista, poi guarita dalle preghiere del figlio. Per sfuggire alle persecuzioni del padre e del governatore locale, Vito, Modesto e Crescenzia fuggirono via mare, guidati da un angelo, e approdarono in Lucania. La fama della santità del giovane Vito e i suoi straordinari poteri di guarigione giunsero fino alle orecchie dell'imperatore Diocleziano. Il sovrano lo fece condurre ...