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MERCOLEDÌ DELLA VIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Foste liberati dalla vostra vuota condotta con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 1Pt 1,18-25 Carissimi, voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio. Dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna. Perché ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fior...

sant’Agostino di Canterbury

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  Agostino di Canterbury, vissuto a cavallo tra il sesto e il settimo secolo, occupa un posto di fondamentale rilievo nella storia della Chiesa e dell'evangelizzazione dell'Europa occidentale. Monaco benedettino a Roma, ricopriva la carica di priore del monastero di Sant'Andrea sul Celio quando, nel 595, fu scelto personalmente da papa Gregorio Magno per guidare una delicata e ambiziosa missione evangelizzatrice. L'obiettivo del pontefice era quello di convertire i popoli anglosassoni della Britannia, una terra che, dopo il ritiro delle legioni romane e le invasioni barbariche, era in gran parte ricaduta nel paganesimo. Accompagnato da circa quaranta confratelli, Agostino intraprese il viaggio verso nord. Lungo la via, tuttavia, il gruppo fu colto dal timore a causa dei racconti sulla ferocia dei popoli della Britannia, tanto da spingere Agostino a fare ritorno a Roma per chiedere al papa di sollevarli dall'incarico. Gregorio Magno non cedette, ma incoraggiò i monac...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Signore, che con la predicazione e i miracoli del tuo beato confessore e vescovo Agostino, ti sei degnato illuminare della luce della vera fede la Nazione inglese, concedi, te ne preghiamo per la sua intercessione, che i cuori degli erranti ritornino all’unità della vera fede, e noi restiamo fedeli alla tua santa volontà. Così sia

SAN FILIPPO NERI, PRESBITERO - MEMORIA

PRIMA LETTURA I profeti preannunciavano la grazia a voi destinata; perciò restate sobri e abbiate speranza. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 1Pt 1,10-16 Carissimi, sulla salvezza indagarono e scrutarono i profeti, che preannunciavano la grazia a voi destinata; essi cercavano di sapere quale momento o quali circostanze indicasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che le avrebbero seguite. A loro fu rivelato che, non per se stessi, ma per voi erano servitori di quelle cose che ora vi sono annunciate per mezzo di coloro che vi hanno portato il Vangelo mediante lo Spirito Santo, mandato dal cielo: cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo. Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma, ...

San Filippo Neri

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  San Filippo Neri, nato a Firenze nel 1515 e morto a Roma nel 1595, è una delle figure più straordinarie e amate della Controriforma cattolica, venerato come compatrono di Roma e celebrato liturgicamente il 26 maggio. Conosciuto affettuosamente come il "Santo della gioia" o il "giullare di Dio", seppe coniugare una profonda e mistica spiritualità con una straordinaria vicinanza al popolo, all'insegna dell'allegria, dell'umiltà e della carità quotidiana. Dopo aver abbandonato le prospettive di una carriera commerciale, Filippo si trasferì a Roma da giovane, vivendo inizialmente come pellegrino ed eremita urbano. Dedicò lunghi anni alla preghiera solitaria, specialmente nelle catacombe di San Sebastiano, dove nel 1544 visse una celebre esperienza mistica: la discesa dello Spirito Santo sotto forma di un globo di fuoco, che gli dilatò fisicamente il cuore, un fenomeno confermato anche dai medici dopo la sua morte. Spinto da una forte vocazione all'apos...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O glorioso San Filippo, angelo di costumi, maestro di virtù, serafino di carità, apostolo di Roma e patrono della gioventù, io sotto la vostra protezione raccomando la vita mia. Ottenetemi la grazia di camminare per la strada retta del Vangelo e di star sempre vigilante e cauto, acciò la mia coscienza non si addormenti mai nella falsa e perniciosa pace dei peccatori. Assistetemi finalmente nell'ora della mia morte; scacciate da me, in quel passo terribile, il maledetto insidiatore, e accompagnate l'anima mia in Paradiso.

BEATA VERGINE MARIA MADRE DELLA CHIESA - MEMORIA

Prima Lettura Madre di tutti i viventi. Gn 3,9-15.20 Dal libro della Gènesi Gen 3,9-15.20 [Dopo che l'uomo ebbe mangiato del frutto dell'albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Risponde l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Risponde la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il...

Maria Madre della Chiesa

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  La figura della Vergine Maria viene invocata nell'immagine con il titolo solenne di "Madre della Chiesa", un riconoscimento teologico profondo che affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo ma che ha trovato la sua formale e definitiva consacrazione in epoca contemporanea. Durante la chiusura della terza sessione del Concilio Vaticano II, nel novembre del 1964, il Papa Paolo VI dichiarò solennemente Maria "Madre della Chiesa", ovvero di tutto il popolo cristiano, sia dei fedeli che dei pastori. Questa proclamazione intendeva sottolineare come la maternità di Maria non si esaurisse nella nascita storica di Gesù, ma continuasse nel tempo estendendosi spiritualmente sul corpo mistico di Cristo, che è appunto la comunità dei credenti. L'iconografia associata a questo titolo, ben visibile nel dipinto, unisce la dimensione celeste a quella terrena e istituzionale. Maria viene ritratta in una posizione di protezione e accoglienza, con le braccia ape...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Aiuta, o Madre, la nostra fede! Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata. Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi, uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa. Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede. Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare. Semina nella nostra fede la gioia del Risorto. Ricordaci che chi crede non è mai solo. Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!

DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO – ANNO A

PRIMA LETTURA Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare. Dagli Atti degli Apostoli At 2,1-11 Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàm...