Post

VENERDÌ DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA

PRIMA LETTURA Si trattava di un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo. Dagli Atti degli Apostoli At 25,13-21 In quei giorni, arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenìce e vennero a salutare Festo. E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo: «C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna. Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l'accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa. Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo. Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un cert...

Santa Rita da Cascia

Immagine
  Santa Rita da Cascia, nata Margherita Lotti a Roccaporena intorno al 1381, è una delle sante più venerate della tradizione cattolica, conosciuta universalmente come la santa degli impossibili e l'avvocata dei casi disperati. La sua vita fu caratterizzata da una profonda devozione e da una straordinaria capacità di sopportazione di fronte alle sofferenze familiari e personali. Fin da giovane manifestò il desiderio di consacrarsi a Dio, ma per volere dei genitori andò in sposa a Paolo di Ferdinando di Mancino, un uomo dal carattere fiero e violento. Durante il matrimonio, durato circa diciotto anni, Rita riuscì con la pazienza, la preghiera e l'amore a convertire il cuore del marito, trasformandolo in un uomo mite. Dalla loro unione nacquero due figli, Giangiacomo e Paolo Maria. La tragedia colpì duramente la sua esistenza quando il marito venne assassinato a causa delle faide politiche e dei rancori dell'epoca. Di fronte al pericolo che i figli cercassero la vendetta di sa...

PREGHIERA TRADIZIONALE

Immagine
  Sotto il peso e tra le angosce del dolore, a Voi che tutti chiamano la santa degli impossibili, io ricorro nella fiducia di presto averne soccorsi. Liberate, vi prego, il mio povero cuore, dalle angustie che da ogni parte l'opprimono, e ridonate la calma a questo spirito che geme, sempre pieno di affanni. E giacchè riesce inutile ogni mezzo a procurarmi sollievo, totalmente confido in Voi che foste da Dio prescelta per avvocata dei casi più disperati. Se sono di ostacolo al compimento dei miei desideri, i peccati miei ottenetemi da Dio ravvedimento e perdono. Non permettete, no, che più a lungo sparga lacrime di amarezza, premiate la mia ferma speranza, ed io darò a conoscere dovunque le grandi vostre misericordie verso gli animi afflitti. O ammirabile sposa del Crocifisso, intercedete ora, sempre per i miei bisogni.

GIOVEDÌ DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA

PRIMA LETTURA È necessario che tu dia testimonianza anche a Roma. Dagli Atti degli Apostoli At 22,30;23,6-11 In quei giorni, [il comandante della coorte,] volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui Paolo veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro. Paolo, sapendo che una parte era di sadducèi e una parte di farisei, disse a gran voce nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti». Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducèi e l'assemblea si divise. I sadducèi infatti affermano che non c'è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in piedi e protestavano dicendo: «Non troviamo a di mal...

San Carlo Eugenio

Immagine
  Nato ad Aix-en-Provence nel 1782 in una famiglia nobile, Eugenio dovette fuggire in Italia a causa dello scoppio della Rivoluzione Francese. Questo lungo periodo di esilio, trascorso tra Nizza, Torino, Venezia, Napoli e Palermo, segnò profondamente la sua giovinezza, privandolo di un'istruzione regolare ma esponendolo a diverse realtà culturali. Rientrato in Francia nel 1802, attraversò una profonda crisi spirituale che culminò in una radicale conversione il Venerdì Santo del 1807. Deciso a dedicare la sua vita a Dio, entrò nel seminario di San Sulpizio a Parigi e fu ordinato sacerdote nel 1811. Ritornato nella sua terra natale, Eugenio scelse di non intraprendere una carriera ecclesiastica d'élite, ma si dedicò interamente agli ultimi, ai giovani, ai carcerati e ai contadini delle zone rurali, che parlavano il provenzale e faticavano a comprendere il francese colto del clero dell'epoca. Per rispondere alla pressante necessità di rievangelizzare le campagne devastate dagl...

MERCOLEDÌ DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA

PRIMA LETTURA Vi affido a Dio, che ha la potenza di edificare e di concedere l'eredità. Dagli Atti degli Apostoli At 20,28-38 In quei giorni, Paolo diceva agli anziani della Chiesa di Èfeso: «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio. Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato, tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi. E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare e di concedere l'eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati. Non ho desiderato né argento né oro né il vestito di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli...

San Bernardino da Siena

Immagine
  Nato a Massa Marittima nel 1380 dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi, rimase presto orfano di entrambi i genitori e crebbe a Siena sotto la guida di alcune zie che ne curarono l'educazione cristiana e culturale. Fin dalla giovinezza dimostrò una spiccata inclinazione verso lo studio delle lettere e del diritto canonico, ma anche una profonda sensibilità verso i bisognosi. Questa dedizione al prossimo si manifestò concretamente nel 1400 quando, durante una violenta epidemia di peste che colpì Siena, Bernardino si prese cura dei malati nell'ospedale di Santa Maria della Scala, contraendo a sua volta la malattia ma riuscendo a sopravvivere. Sentendo la chiamata alla vita religiosa, nel 1402 entrò nell'Ordine dei Frati Minori e scelse la corrente dell'Osservanza, che promuoveva un ritorno alla rigida povertà originaria della regola di san Francesco. Dopo anni trascorsi nel silenzio e nella preghiera nel convento di Colleverde e poi in quello di Capriola, la sua ...

PREGHIERA TRADIZIONALE

Immagine
  O glorioso mio Avvocato e Protettore S. Bernardino, Voi che foste così amante d'ogni cristiana virtù ed in modo speciale della santa purità, Voi che aveste tanta tenerezza pel castissimo Sposo di Maria Vergine, S. Giuseppe, per la nostra cara Madre Maria e per il suo diletto Figlio Gesù, nel cui nome con fervore invocato, operaste stupendi prodigi di carità; deh! impetratemi, vi prego, ad imitazione vostra, aborrimento alla colpa, amore alla virtù e soprattutto una sincera divozione a Gesù, a Maria ed a S. Giuseppe e fate che questi SS. Nomi scolpiti nel mio cuore e da me invocati sovente in vita, possa dolcemente ripeterli nell'ora della mia morte. Così sia.

MARTEDÌ DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA

PRIMA LETTURA At 20,17-27 Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, da Milèto Paolo mandò a chiamare a Èfeso gli anziani della Chiesa. Quando essi giunsero presso di lui, disse loro: «Voi sapete come mi sono comportato con voi per tutto questo tempo, fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia: ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei; non mi sono mai tirato indietro da ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi, in pubblico e nelle case, testimoniando a Giudei e Greci la conversione a Dio e la fede nel Signore nostro Gesù. Ed ecco, dunque, costretto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere ciò che là mi accadrà. So soltanto che lo Spirito Santo, di città in città, mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di dare testimonianza al vang...

San Crispino da Viterbo

Immagine
  Nato a Viterbo il 13 novembre 1668 con il nome di Pietro Fioretti, il futuro santo crebbe in una famiglia di umili artigiani. Rimasto orfano di padre in tenera età, fu cresciuto dalla madre Marzia e dallo zio paterno Francesco, che lo accolse come apprendista nella sua bottega di calzolaio. Fin da fanciullo manifestò una profonda devozione mariana, ereditata dalla madre che fin da piccolo lo aveva affidato alla Vergine Maria presso il santuario della Madonna della Quercia. La svolta decisiva per la sua vita avvenne all'età di venticinque anni quando, colpito dalla profonda devozione di una processione di novizi cappuccini, decise di abbracciare la vita religiosa. Il 22 luglio 1693 entrò nel convento della Palanzana, assumendo il nome di fra Crispino e scegliendo consapevolmente di rimanere un fratello laico, non sacerdote, per ricalcare le orme dell'umiltà di san Francesco d'Assisi e di san Felice da Cantalice. Nel corso della sua vita comunitaria fra Crispino fu trasferi...