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SABATO DELLA XIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Muterò le sorti del mio popolo, li pianterò nella loro terra. Dal libro del profeta Amos Am 9,11-15 Così dice il Signore: «In quel giorno rialzerò la capanna di Davide, che è cadente; ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò come ai tempi antichi, perché conquistino il resto di Edom e tutte le nazioni sulle quali è stato invocato il mio nome. Oracolo del Signore, che farà tutto questo. Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - in cui chi ara s'incontrerà con chi miete e chi pigia l'uva con chi getta il seme; i monti stilleranno il vino nuovo e le colline si scioglieranno. Muterò le sorti del mio popolo Israele, ricostruiranno le città devastate e vi abiteranno, pianteranno vigne e ne berranno il vino, coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto. Li pianterò nella loro terra e non saranno mai divelti da quel suolo che io ho dato loro». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 84 85) ℟.Il Signore annuncia la pace per il suo popolo. Asco...

Sant’Elisabetta di Portogallo

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  Nata nel 1271 dalla stirpe reale d'Aragona e battezzata con il nome della sua celebre prozia (Sant'Elisabetta d'Ungheria), ereditò da quest'ultima non solo il nome, ma anche una profonda e incrollabile vocazione verso i più deboli. Sposatasi giovanissima con il re Dionigi di Portogallo, Elisabetta si trovò a vivere in una corte sfarzosa ma spesso segnata da intrighi e tensioni politiche. Nonostante i doveri di sovrana, la sua vita quotidiana era scandita dalla preghiera, dal digiuno e da una carità instancabile. La tradizione le attribuisce il celebre miracolo delle rose, magnificamente evocato nell'iconografia di image.png dove la santa sorregge i fiori nel lembo della sua veste. Si racconta che il re, indispettito dalla continua e generosa elemosina della moglie, la fermò per controllare cosa nascondesse nel mantello. Elisabetta rispose che trasportava solo rose, e quando aprì il panno, i pezzi di pane destinati ai poveri si erano prodigiosamente trasformati in ...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O santa Elisabetta, modello d'ogni virtù sublime, col vostro esempio mostraste al mondo quanto può in un'anima cristiana la carità, la fede e l'umiltà. Con una fede invitta foste vera discepola dell'Evangelo metteste ogni vostra soddisfazione nel parlare coi poveri, nel servirli, nell'asciugare le loro lacrime e nel soccorrerli. La vostra umiltà fu sì grande, che voleste sottoporvi ad una vita di privazioni e di penitenze abbracciando con gioia la croce del Divin Redentore. O santa Elisabetta, siate la celeste amica dell'anima nostra, aiutateci ad amare Gesù come voi Lo avete amato, proteggeteci nel nostro difficile e, ottenendoci il perdono dei nostri falli, apriteci la via al Regno dei Cieli ove voi sedete beata. Così sia.

SAN TOMMASO, APOSTOLO – FESTA

PRIMA LETTURA Edificati sopra il fondamento degli apostoli. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni Ef 2,19-22 Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 116 (117) ℟.Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. Genti tutte, lodate il Signore, popoli tutti, cantate la sua lode. ℟. Perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura per sempre. ℟. CANTO AL VANGELO Gv 20,29 Alleluia, alleluia. Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Alleluia. VANGELO Mio Signore e mio Dio! ✠ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,24-...

San Tommaso

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  Noto anche come Didimo, che significa "gemello", Tommaso è uno dei dodici apostoli più vicini a Gesù, celebre nella tradizione cristiana per il suo temperamento franco, a tratti pessimista, ma profondamente legato al Maestro. Il momento più iconico della sua vita, immortalato nel dipinto, è legato all'episodio dell'incredulità successivo alla Resurrezione. Non essendo presente alla prima apparizione di Gesù nel cenacolo, Tommaso dichiarò apertamente che non avrebbe creduto se non avesse messo il dito nel segno dei chiodi e la mano nel costato del Cristo. Otto giorni dopo, Gesù si ripresentò ai discepoli invitando espressamente Tommaso a compiere quel gesto e a non essere più incredulo, bensì credente. Di fronte alla realtà corporea del Risorto, l'apostolo pronunciò la più alta e diretta professione di fede dei Vangeli: "Mio Signore e mio Dio!". Dopo la Pentecoste e la successiva dispersione degli apostoli nel mondo, la tradizione agiografica e i testi ...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Apostolo Tommaso, hai sperimentato l’apprensione di dover morire con Gesù, lo smarrimento di non conoscere la Via, l'oscurità del dubbio nei giorni della Pasqua. Folgorato dall’incontro con il Risorto, nella commozione della fede ritrovata, in un impeto di tenero amore hai esclamato: Mio Signore e mio Dio!. Lo Spirito Santo, nel giorno di Pentecoste, ti ha trasformato in coraggioso missionario del Vangelo, instancabile pellegrino del mondo, fino agli estremi confini della terra. Proteggi questa chiesa frentana e fa' che, ogni volta più spesso, si trovi “per la strada” ad annunziare con passione e franchezza, che Cristo è l’unico Salvatore degli uomini, ieri, oggi e sempre. Amen

GIOVEDÌ DELLA XIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Va', profetizza al mio popolo. Dal libro del profeta Amos Am 7,10-17 In quei giorni, Amasìa, sacerdote di Betel, mandò a dire a Geroboàmo re di Israele: «Amos congiura contro di te, in mezzo alla casa d'Israele; il paese non può sopportare le sue parole, poiché così dice Amos: "Di spada morirà Geroboàmo e Israele sarà condotto in esilio lontano dalla sua terra"». Amasìa disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». Amos rispose ad Amasìa: «Non ero profeta né figlio di profeta; ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro. Il Signore mi prese, mi chiamò mentre seguivo il gregge. Il Signore mi disse: Va', profetizza al mio popolo Israele. Ora ascolta la parola del Signore: Tu dici: "Non profetizzare contro Israele, non parlare contro la casa d'Isacco". Ebbene, dice il Sign...

San Bernardino Realino

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  Nato a Carpi nel 1530 da una famiglia nobile, Bernardino intraprese inizialmente studi classici e successivamente si laureò in diritto civile e canonico a Bologna. La sua spiccata intelligenza e le sue doti umane lo portarono a ricoprire importanti cariche pubbliche, lavorando come podestà e pretore in diverse città d'Italia, dove si distinse sempre per la sua rettitudine, l'immensa carità e un profondo senso della giustizia. La svolta della sua vita avvenne a Napoli. Qui, colpito dalla predicazione dei Gesuiti e profondamente scosso dalla perdita della donna amata, decise di abbandonare la promettente carriera politica per entrare nella Compagnia di Gesù a 34 anni. Ordinato sacerdote, nel 1574 venne inviato a Lecce con il compito di fondare una casa e un collegio gesuita. A Lecce, Bernardino Realino divenne una vera e propria colonna spirituale per l'intera comunità. Rimase nella città pugliese per ben quarantadue anni, fino alla sua morte, spendendosi instancabilmente n...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Beato Bernardino Realino, noi lodiamo il Signore dei doni copiosi di natura e di grazia, onde vi volle arricchito nella vostra vita mortale; ma ammiriamo soprattutto il conto prezioso che voi ne faceste, coll' abbandonare ogni più bella speranza di onori terreni per tutto consacrarvi alla sola maggior gloria divina, nella Compagnia di Gesù ed al bene delle anime, che, da voi coltivate in gran numero, recarono frutti abbondanti d' ogni più eletta virtù. Dalla patria celeste ove siete, o Beato, vogliate, ve ne preghiamo, ricordarvi di noi coi, quali avete comune la patria terrena. Otteneteci pertanto da Dio di servirlo anche noi con quella generosità di cuore, della quale voi foste modello. Otteneteci lo spirito di fervore nella pratica e nella difesa di questa nostra santa religione, tanto ora combattuta dai tristi, trascurata dai fiacchi, e travisata dal, soverchio amore alle cose del mondo della carne. Cosi sia.

MERCOLEDÌ DELLA XIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Am 5,14-15.21-24 Lontano da me il frastuono dei vostri canti; piuttosto scorra la giustizia come un torrente perenne. Dal libro del profeta Amos Cercate il bene e non il male, se volete vivere, e solo così il Signore, Dio degli eserciti, sarà con voi, come voi dite. Odiate il male e amate il bene e ristabilite nei tribunali il diritto; forse il Signore, Dio degli eserciti, avrà pietà del resto di Giuseppe. «Io detesto, respingo le vostre feste solenni e non gradisco le vostre riunioni sacre; anche se voi mi offrite olocausti, io non gradisco le vostre offerte, e le vittime grasse come pacificazione io non le guardo. Lontano da me il frastuono dei vostri canti: il suono delle vostre arpe non posso sentirlo! Piuttosto come le acque scorra il diritto e la giustizia come un torrente perenne». Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE Sal 49 A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio Ascolta, popolo mio, voglio parlare, testimonierò contro di te, Israele! Io sono Dio, ...