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MERCOLEDÌ DELLA III SETTIMANA DI QUARESIMA

PRIMA LETTURA Osserverete le leggi e le metterete in pratica. Dal libro del Deuteronomio Dt 4,1.5-9 Mosè parlò al popolo e disse: «Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: "Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente". Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do? ...

Beato Giovanni Righi

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  Giovanni Righi, nato a Fabriano intorno al 1469, incarna l'ideale della penitenza e della contemplazione francescana. Cresciuto in una famiglia nobile, scelse di abbandonare i privilegi del proprio rango per abbracciare la vita religiosa tra i Frati Minori dell'Osservanza, spinto da un profondo desiderio di solitudine e preghiera. Dopo aver completato la sua formazione, si ritirò presso l'eremo di Massaccio, l'odierna Cupramontana, dove trascorse gran parte della sua esistenza in una grotta naturale. La sua vita era scandita da una rigidissima ascesi, digiuni prolungati e una costante preghiera meditativa, elementi che lo resero un punto di riferimento spirituale per le popolazioni locali che salivano al suo romitorio in cerca di conforto e consigli. Nonostante la sua ricerca di isolamento, la fama della sua santità si diffuse rapidamente grazie ai numerosi prodigi che gli venivano attribuiti già in vita. Si narra che la sua intercessione fosse potente contro le malat...

MARTEDÌ DELLA III SETTIMANA DI QUARESIMA

PRIMA LETTURA Accoglici, Signore, con il cuore contrito e con lo spirito umiliato. Dal libro del profeta Daniele Dn 3,25.34-43   In quei giorni, Azarìa si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse: «Non ci abbandonare fino in fondo, per amore del tuo nome, non infrangere la tua alleanza; non ritirare da noi la tua misericordia, per amore di Abramo, tuo amico, di Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo, ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare la loro stirpe come le stelle del cielo, come la sabbia sulla spiaggia del mare. Ora invece, Signore, noi siamo diventati più piccoli di qualunque altra nazione, oggi siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati. Ora non abbiamo più né principe, né profeta né capo né olocàusto né sacrificio né oblazione né incenso né luogo per presentarti le primizie e trovare misericordia. Potessimo essere accolti con il cuore contrito e con lo spirito umiliato, come olocàusti di montoni e di tori, come ...

Sant'Attala di Bobbio

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Sant'Attala di Bobbio è stato un monaco e abate di rilievo vissuto tra il VI e il VII secolo, figura centrale nel monachesimo europeo e successore diretto di san Colombano. Originario della Borgogna, egli decise di abbandonare la carriera ecclesiastica secolare presso il vescovo di Lione per abbracciare la rigida ascesi monastica, entrando inizialmente nel monastero di Lérins e trasferendosi successivamente a Luxeuil, dove divenne discepolo del grande abate irlandese Colombano. Quando san Colombano fu costretto all'esilio dai regnanti franchi, Attala scelse di seguirlo con devozione incrollabile, accompagnandolo nel lungo viaggio attraverso l'Europa fino a giungere in Italia settentrionale. Qui, sotto la protezione del re longobardo Agilulfo e della regina Teodolinda, partecipò attivamente alla fondazione della celebre Abbazia di Bobbio, situata nell'Appennino emiliano, che sarebbe diventata uno dei fari culturali e spirituali del Medioevo. Alla morte del suo maestro ne...

LUNEDÌ DELLA III SETTIMANA DI QUARESIMA

PRIMA LETTURA C'erano molti lebbrosi in Israele, ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro (Cf. Lc 4,27). Dal secondo libro dei Re 2Re 5,1-15a   In quei giorni Naamàn, comandante dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la salvezza agli Aramèi. Ma questo uomo prode era lebbroso. Ora bande aramèe avevano condotto via prigioniera dalla terra d'Israele una ragazza, che era finita al servizio della moglie di Naamàn. Lei disse alla padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che è a Samarìa, certo lo libererebbe dalla lebbra». Naamàn andò a riferire al suo signore: «La ragazza che proviene dalle terra d'Israele ha detto così e così». Il re di Aram gli disse: «Va' pure, io stesso invierò una lettera al re d'Israele». Partì dunque, prendendo con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro e dieci mute di abiti. Portò la letter...

Santa Caterina da Bologna

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  Santa Caterina de' Vigri, nota universalmente come Santa Caterina da Bologna, rappresenta una delle figure più poliedriche e affascinanti del misticismo quattrocentesco. Nata a Ferrara nel 1413 in una famiglia aristocratica legata alla corte estense, ricevette un'educazione raffinatissima che comprendeva lo studio del latino, della musica, della pittura e della miniatura. Proprio questa formazione umanistica distinse la sua spiritualità, rendendola un raro esempio di santa capace di coniugare l'altissima ascesi con l'espressione artistica. All'età di circa quattordici anni, Caterina scelse di abbandonare la vita di corte per unirsi a un gruppo di giovani donne devote a Ferrara, che successivamente abbracciarono la regola di Santa Chiara. La sua vita claustrale fu segnata da una profonda umiltà e da un'attività instancabile come maestra delle novizie. Durante questo periodo, Caterina visse intense esperienze mistiche, ma anche durissime prove spirituali e tenta...

III DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A

PRIMA LETTURA Dacci acqua da bere. Dal libro dell'Èsodo Es 17,3-7 In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché ci hai fatto salire dall'Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?». Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!». Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d'Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va'! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà». Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d'Israele. E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 94 (95) ℟. Ascoltate oggi la voce del Signore: non ...

San Giovanni di Dio

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  San Giovanni di Dio, nato João Cidade nel 1495 a Montemor-o-Novo, in Portogallo, visse una giovinezza errante e turbolenta prima di trovare la sua definitiva vocazione. Dopo aver servito come soldato nelle truppe dell'imperatore Carlo V e aver intrapreso vari mestieri in giro per l'Europa, si stabilì a Granada, in Spagna, dove l'ascolto di una predica di San Giovanni d'Avila scatenò in lui una crisi spirituale così profonda da essere scambiato per un folle. Rinchiuso nell'ospedale reale di Granada, sperimentò sulla propria pelle le crudeltà e l'incomprensione con cui venivano trattati i malati e i poveri dell'epoca. Questa dolorosa esperienza si trasformò nel seme della sua missione: una volta uscito, decise di dedicare l'intera esistenza all'accoglienza dei bisognosi, fondando quello che sarebbe diventato il primo nucleo dell'Ordine Ospedaliero. La sua opera si distingueva per un approccio rivoluzionario che univa la cura del corpo a quella de...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Per quell'eroismo con cui Voi o glorioso San Giovanni faceste vostra delizia il faticare continuamente in soccorso dei poveri e degli infermi, il perdonare i torti più gravi ai vostri più indegni persecutori, impetrate a noi tutti la grazia di soffrire con cristiana rassegnazione le persecuzioni e le traversie con ci piacesse al Signore di provare la nostra fedeltà. Gloria. Per quella fede vivissima con cui Voi, o glorioso San Giovanni, vi lanciaste in mezzo alle fiamme onde salvare i poveri infermi nell'ospedale di Granata e per quella Protezione particolare che ebbe di Voi in Cielo, conservandovi illeso nel mezzo dell'incendio, impetrate a noi tutti la grazia di affrontare generosamente qualunque pericolo per procurare soccorso ai nostri bisognosi fratelli onde impegnare l'altissimo a favorirci continuamente colla sua speciale assistenza. Gloria

SABATO DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA

PRIMA LETTURA Il nostro Dio viene a salvarci. Dal libro del profeta Michèa Mi 7,14-15.18-20 Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità, che sta solitario nella foresta tra fertili campagne; pascolino in Basan e in Gàlaad come nei tempi antichi. Come quando sei uscito dalla terra d'Egitto, mostraci cose prodigiose. Quale dio è come te, che toglie l'iniquità e perdona il peccato al resto della sua eredità? Egli non serba per sempre la sua ira, ma si compiace di manifestare il suo amore. Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo il tuo amore, come hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi. Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 102 (103) ℟. Misericordioso e pietoso è il Signore. Oppure: ℟. Il Signore è buono e grande nell'amore. Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore...