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MERCOLEDÌ DELLA IV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Io ho peccato facendo il censimento; ma queste pecore che hanno fatto? Dal secondo libro di Samuèle 2 Sam 24, 2.9-17 In quei giorni, il re Davide disse a Ioab, capo dell’esercito a lui affidato: «Percorri tutte le tribù d’Israele, da Dan fino a Bersabea, e fate il censimento del popolo, perché io conosca il numero della popolazione». Ioab consegnò al re il totale del censimento del popolo: c’erano in Israele ottocentomila uomini abili in grado di maneggiare la spada; in Giuda cinquecentomila. Ma dopo che ebbe contato il popolo, il cuore di Davide gli fece sentire il rimorso ed egli disse al Signore: «Ho peccato molto per quanto ho fatto; ti prego, Signore, togli la colpa del tuo servo, poiché io ho commesso una grande stoltezza». Al mattino, quando Davide si alzò, fu rivolta questa parola del Signore al profeta Gad, veggente di Davide: «Va’ a riferire a Davide: Così dice il Signore: “Io ti propongo tre cose: scegline una e quella ti farò”». Gad venne dunque a Davide, gli ...

San Giuseppe da Leonessa

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  San Giuseppe da Leonessa, al secolo Eufranio Desideri, rappresenta una delle figure più carismatiche dell'ordine dei Frati Minori Cappuccini a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Nato nel 1556 a Leonessa, manifestò fin dalla giovinezza una profonda inclinazione verso la vita ascetica, rifiutando un matrimonio vantaggioso per abbracciare la regola francescana, attratto dalla radicalità della povertà e dalla penitenza. La sua biografia è segnata da un ardente desiderio missionario che lo portò nel 1587 a Costantinopoli, con l'obiettivo di confortare i cristiani ridotti in schiavitù nelle galere e di annunciare il Vangelo in terra ottomana. Fu proprio in questo contesto che si verificò l'episodio più celebre della sua vita, richiamato dall'iconografia che lo ritrae con i segni del martirio. Arrestato per aver tentato di penetrare nel palazzo imperiale per predicare davanti al Sultano, fu condannato al supplizio del gancio: rimase appeso per tre giorni a una trave, sospe...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Signore, ti ringraziamo per il dono fatto alla Chiesa della santità di Giuseppe da Leonessa. In lui hai suscitato tutte le virtù proprie del cristiano: l'amore ardente a te, la carità eroica verso i fratelli, la purezza angelica, l'apostolato instancabile, la ricerca della pace. Tu ce lo hai donato perché potessimo imitarlo e lo hai favorito di grazie perché potessimo trovare aiuto: è quello che ti chiediamo o Signore. Oggi più che mai abbiamo bisogno di amore, di preghiera, di penitenza, di pace; abbiamo bisogno di conforto nel dolore, di aiuto nelle necessità. Concedi a noi tuoi figli quello che tu stesso desideri: te lo chiediamo confidano nei meriti e nella intercessione di S. Giuseppe da Leonessa. Amen.

MARTEDÌ DELLA IV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te! Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19,1-3 In quei giorni, Assalonne s’imbatté nei servi di Davide. Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entrò sotto il groviglio di una grande quercia e la testa di Assalonne rimase impigliata nella quercia e così egli restò sospeso fra cielo e terra, mentre il mulo che era sotto di lui passò oltre. Un uomo lo vide e venne a riferire a Ioab: «Ho visto Assalonne appeso a una quercia». Allora Ioab prese in mano tre dardi e li ficcò nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto della quercia. Poi Ioab disse all’Etìope: «Va’ e riferisci al re quello che hai visto». Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta sopra le mura, alzò gli occhi, guardò, ed ecco vide un uomo correre tutto solo. La sentinella gridò e l’annunciò al re. Il re disse: «Se è solo, ha in bocca una bella notizia». Il re gli disse: «Mettiti là, da parte». Q...

San Biagio

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  San Biagio di Sebaste, vissuto a cavallo tra il III e il IV secolo in Armenia, incarna la figura del pastore che fonde la cura dell'anima con quella del corpo. Prima di essere eletto vescovo dalla sua comunità, esercitò con dedizione la professione di medico, mettendo le sue conoscenze al servizio dei sofferenti. Durante la persecuzione dei cristiani sotto l'imperatore Licinio, Biagio scelse la via dell'eremitaggio ritirandosi in una grotta sul monte Argeos. La leggenda narra che in quel luogo egli vivesse in armonia con la natura selvaggia, curando gli animali feriti che a lui si rivolgevano con fiducia. La sua cattura avvenne proprio in quel rifugio montano, per mano dei soldati romani che lo condussero dinnanzi al prefetto Agricola. Fu durante il tragitto verso il martirio che si compì l'episodio più celebre della sua vita, quello che lo rese il protettore delle gole. Una madre disperata gli si fece incontro recando tra le braccia il figlio morente per aver inghiot...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O glorioso San Biagio, Martire di meriti sublimi e protettore benignissimo, Voi, che, con breve preghiera, rendeste la perfetta salute a chi per malanno di gola stava per morire, concedete a noi tutti la grazia del Vostro patrocinio, e così, anche per i meriti del Vostro martirio e del sangue da Voi versato sotto il tormento dei pettini di ferro, Vi preghiamo ottenerci dal Signore la liberazione di tutti i mali di gola e saper mortificare questa ad onore Vostro e per il bene della vita eterna. Così sia.

PRESENTAZIONE DEL SIGNORE - FESTA

PRIMA LETTURA Entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate. Dal libro del profeta Malachìa Ml 3,1-4 Così dice il Signore Dio: «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti. Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare l'argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia. Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 23 (24) ℟. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo. Alzate, o porte, la vostra fronte, alzatevi, soglie antiche, ed entri il re della gloria. ℟. Chi è questo re ...

Presentazione del Signore

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  La Presentazione del Signore, nota popolarmente come Candelora, è una festività che affonda le sue radici sia nella tradizione biblica che in quella liturgica antica. L'episodio raffigurato nel dipinto trae origine dal Vangelo secondo Luca, che narra come Maria e Giuseppe portarono il piccolo Gesù al Tempio di Gerusalemme quaranta giorni dopo la sua nascita. Questo gesto rispondeva alla prescrizione della Legge mosaica che prevedeva la purificazione rituale della madre e il riscatto del primogenito maschio. Al centro della scena troviamo l'incontro tra la Sacra Famiglia e l'anziano Simeone, un uomo giusto al quale lo Spirito Santo aveva promesso che non avrebbe visto la morte prima di aver contemplato il Messia. Accanto a lui compare spesso la profetessa Anna, che come Simeone riconosce nel bambino la salvezza attesa da Israele. Il momento culminante è il "Cantico di Simeone", in cui il vecchio definisce il Cristo come luce per illuminare le genti e gloria del s...

PREGHIERA TRADIZIONALE Presentazione del Signore (Festa della Candelora)

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I. Per quella sì eroica obbedienza che Voi esercitaste, o gran Vergine, nell'assoggettarvi alla legge della Purificazione, ottenete anche a noi la più esatta obbedienza a tutti i comandi di Dio, della Chiesa e dei nostri maggiori. Ave Maria II. Per quell'angelica modestia e celestiale devozione con cui Voi, o gran Vergine, Vi recaste e presentaste nel Tempio, ottenete anche a noi di portarci e stare nel tempio con quell'interno ed esterno raccoglimento che conviene alla casa di Dio. Ave Maria III. Per quella santa premura che Voi aveste, o Vergine illibatissima, di toglier da Voi col sacro rito della Purificazione ogni apparenza di macchia, ottenete a noi pure una instancabile premura di togliere sempre da noi ogni ancor più piccola macchia di peccato. Ave Maria IV. Per quella umiltà profondissima che vi indusse, o Maria, a collocarvi nel tempio tra le donne più volgari, quasi foste una di loro, sebbene la più santa fra tutte le creature, impetrate a noi pure quello spirito...

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero. Dal libro del profeta Sofonìa Sof 2,3; 3,12-13 Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini, cercate la giustizia, cercate l'umiltà; forse potrete trovarvi al riparo nel giorno dell'ira del Signore. «Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero». Confiderà nel nome del Signore il resto d'Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 145 (146) ℟. Beati i poveri in spirito. Il Signore rimane fedele per sempre rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri. ℟. Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri. ℟. Egli sostiene l'orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi...