Beata Speranza di Gesù

 

La figura di Beata Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valera, emerge nel panorama spirituale del Novecento come una testimone infaticabile dell'Amore Misericordioso. Nata in Spagna alla fine dell'Ottocento in una famiglia di umili origini, manifestò fin da giovane una profonda vocazione religiosa che la portò inizialmente tra le Figlie del Calvario e successivamente a fondare nuove congregazioni. La sua missione principale fu quella di far conoscere al mondo il volto di un Dio che non è un giudice severo pronto a castigare, ma un Padre amorevole che attende con ansia il ritorno dei figli, pronto a perdonare e dimenticare ogni colpa.


Il cuore pulsante del suo operato si stabilì a Collevalenza, in Italia, dove su indicazione divina diede vita al Santuario dell'Amore Misericordioso. Questo luogo divenne rapidamente un centro di spiritualità e accoglienza per sacerdoti, poveri e malati, incarnando concretamente il messaggio di speranza che ella predicava. Madre Speranza dedicò tutta la sua esistenza al servizio degli ultimi e alla santificazione del clero, offrendo le proprie sofferenze fisiche e morali come sacrificio per la Chiesa. La sua vita fu costellata di fenomeni mistici e prove dolorose, che affrontò sempre con un sorriso sereno e una fiducia incrollabile nella Provvidenza.


La data dell'8 febbraio, segna il giorno del suo ritorno alla casa del Padre avvenuto nel 1983. La sua eredità spirituale continua a vivere attraverso le congregazioni delle Ancelle e dei Figli dell'Amore Misericordioso, che portano avanti il suo carisma di carità e accoglienza in tutto il mondo. È stata proclamata Beata nel 2014, riconoscendo ufficialmente l'eroicità delle sue virtù e il valore profetico del suo annuncio sulla misericordia divina.

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