Beato Angelo Scarpetti
La figura del Beato Angelo Scarpetti, la cui memoria liturgica ricorre proprio il 15 febbraio, rappresenta uno dei pilastri della storia dell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino. Nato a Sansepolcro intorno alla metà del XIII secolo, Angelo manifestò fin dalla giovinezza una profonda inclinazione verso la vita contemplativa e il rigore ascetico, entrando giovanissimo nel convento agostiniano della sua città natale. La sua esistenza si intrecciò con un periodo di grande fervore spirituale per l'ordine, distinguendosi per una santità fatta di umiltà estrema e di un silenzio operoso che lo portò a essere considerato un modello di perfezione monastica dai suoi contemporanei.
Dopo aver trascorso diversi anni in Inghilterra per approfondire gli studi e contribuire alla diffusione dell'ordine in terra britannica, Angelo fece ritorno in Italia portando con sé una fama di taumaturgo che lo precedeva. La tradizione agiografica narra di numerosi miracoli compiuti durante la sua vita, tra cui guarigioni prodigiose e la capacità di scrutare i cuori dei fedeli che a lui si rivolgevano per consiglio. Nonostante i doni mistici, mantenne sempre un profilo di assoluta semplicità, dedicandosi interamente alla preghiera e alla penitenza all'interno delle mura del convento di Sansepolcro, dove morì intorno al 1306.
Il culto verso Angelo Scarpetti si diffuse rapidamente dopo la sua scomparsa, alimentato dalla devozione popolare dei concittadini che vedevano in lui un protettore celeste. Il suo corpo, rimasto incorrotto per secoli, è stato oggetto di diverse traslazioni fino alla definitiva collocazione nella chiesa di Sant'Agostino a Sansepolcro. La Chiesa ne ha riconosciuto ufficialmente il titolo di Beato, confermando una venerazione che dura da oltre settecento anni e che continua a ispirare chi cerca nella via agostiniana un equilibrio tra la ricerca intellettuale di Dio e l'abbandono mistico alla Sua volontà.
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