Santa Fosca e Santa Maura
Le figure di Santa Fosca e Santa Maura sono profondamente legate alla storia del primo cristianesimo africano, precisamente nella regione della Libia, durante il III secolo. La tradizione narra che Fosca, una giovane nata da una famiglia di origine pagana, sentì nel cuore il richiamo della fede cristiana fin dalla tenera età. Fondamentale nel suo percorso fu la nutrice Maura, la quale non solo la accudì materialmente, ma la guidò spiritualmente verso il battesimo, che ricevettero insieme in segreto.
Quando il padre di Fosca scoprì la conversione della figlia, cercò in ogni modo di convincerla a rinnegare il cristianesimo per tornare ai culti tradizionali. Di fronte al fermo rifiuto della giovane, l'ira paterna si trasformò in persecuzione, tanto che egli stesso arrivò a denunciarla alle autorità romane dell'epoca. Le due donne vennero catturate e condotte davanti al prefetto Quinziano.
Nonostante le minacce e le torture inflitte per indurle all'apostasia, Fosca e Maura rimasero incrollabili nella loro confessione di fede. Il loro martirio avvenne infine per decapitazione il 13 febbraio, data in cui la Chiesa ne celebra la memoria. Successivamente, i loro resti vennero traslati e trovarono riposo nell'isola di Torcello, nella laguna di Venezia, dove sorge la celebre chiesa a loro dedicata, esempio magistrale di architettura veneto-bizantina.
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