Santa Margherita da Cortona

 

Margherita da Cortona rappresenta una delle figure più intense e drammatiche della spiritualità francescana del tredicesimo secolo. La sua vita, segnata da una radicale conversione, inizia in modo turbolento: nata a Laviano, fuggì giovanissima con un nobile di Montepulciano, con il quale visse per nove anni fuori dal matrimonio e da cui ebbe un figlio. La svolta decisiva avvenne nel 1273, quando il suo compagno venne assassinato durante una battuta di caccia. La leggenda narra che fu proprio il cane dell'uomo, raffigurato spesso nell'iconografia, a condurre Margherita nel bosco fino al corpo nascosto dell'amato.


Davanti alla tragedia e alla caducità della vita, Margherita scelse la via della penitenza estrema. Respinta dalla famiglia d'origine, si rifugiò a Cortona dove si affidò alla guida dei Frati Minori. Qui iniziò un percorso di spoliazione e preghiera, entrando nel Terz'Ordine Francescano. La sua ascesi non fu però un isolamento sterile; al contrario, si dedicò con energia instancabile al servizio dei poveri e dei malati, fondando l'ospedale di Santa Maria della Misericordia e la congregazione delle Poverelle.


Nell'immagine, la scala che Margherita sorregge simboleggia l'ascesa mistica verso Dio, un percorso fatto di gradini di espiazione e amore divino che la portò a frequenti visioni ed estasi. La luce che le illumina il volto e lo sguardo rivolto al cielo sottolineano questa comunione mistica raggiunta dopo anni di sofferenza interiore. La sua figura è diventata nel tempo un potente simbolo di speranza per chiunque cerchi il riscatto, dimostrando che nessuna colpa passata impedisce il raggiungimento della santità più alta. Morì a Cortona il 22 febbraio 1297, data in cui la Chiesa ne celebra la memoria liturgica.

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