Sant'Attala di Bobbio

Sant'Attala di Bobbio è stato un monaco e abate di rilievo vissuto tra il VI e il VII secolo, figura centrale nel monachesimo europeo e successore diretto di san Colombano. Originario della Borgogna, egli decise di abbandonare la carriera ecclesiastica secolare presso il vescovo di Lione per abbracciare la rigida ascesi monastica, entrando inizialmente nel monastero di Lérins e trasferendosi successivamente a Luxeuil, dove divenne discepolo del grande abate irlandese Colombano.


Quando san Colombano fu costretto all'esilio dai regnanti franchi, Attala scelse di seguirlo con devozione incrollabile, accompagnandolo nel lungo viaggio attraverso l'Europa fino a giungere in Italia settentrionale. Qui, sotto la protezione del re longobardo Agilulfo e della regina Teodolinda, partecipò attivamente alla fondazione della celebre Abbazia di Bobbio, situata nell'Appennino emiliano, che sarebbe diventata uno dei fari culturali e spirituali del Medioevo.


Alla morte del suo maestro nel 615, Attala assunse la guida della comunità come secondo abate. Il suo governo fu caratterizzato dalla ferma difesa della Regola colombaniana e dalla lotta teologica contro l'arianesimo, ancora diffuso tra i nobili longobardi del tempo. Sotto la sua direzione, il monastero fiorì come centro di studi, dotandosi di uno dei più importanti scriptorium dell'epoca, dove venivano trascritti e conservati preziosi codici antichi.


Egli fu anche un esempio di rettitudine e fermezza, sapendo gestire con saggezza le tensioni interne tra i monaci che trovavano eccessivamente severo lo stile di vita imposto dalla regola. Sant'Attala morì a Bobbio il 10 marzo del 627, data in cui la Chiesa cattolica ne celebra la memoria liturgica. Le sue spoglie riposano ancora oggi nella cripta della Basilica di San Colombano a Bobbio, accanto a quelle del suo amato predecessore e degli altri abati santi.

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