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San Giuseppe Allamano

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Nella seconda metà dell'Ottocento Torino è una città di santi. Il beato Giuseppe Allamano (1851-1926) ebbe come zio san Giuseppe Cafasso e come insegnante san Giovanni Bosco, che lo invitò a entrare nell'istituto che stava fondando. Giuseppe, però, si sente attratto dalla vita diocesana e sceglie il seminario. Ha pietà profonda, è uno studente diligente, ma la salute è precaria. Ciononostante viene ordinato sacerdote e presto è no-minato direttore spirituale del seminario. Successivamente è scelto come rettore della Consolata, che sotto la sua guida diviene il santuario mariano dei torinesi. In poco tempo l'antica basilica diventa centro di rinnovamento della vita cristiana. Tra le numerose iniziative fonda e dirige una rivista mariana che ha rapida e ampia diffusione. Lo zelo di don Giuseppe non sembra conoscere confini. Insieme con il teologo Giacomo Camisassa pensa alla fondazione di una congregazione sacerdotale per l'evangelizzazione alle genti. Prepara accuratamen...

SABATO DELLA V SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

PRIMA LETTURA Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo. Dal libro della Genesi Gen 3,9-24 Il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». Alla donna di...

Santi Faustino e Giovita

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 La loro vita viene ricostruita, con l'aggiunta di diversi elementi leggendari, dalla «Legenda maior». Di storico vi è l'esistenza dei due giovani cavalieri, convertiti al cristianesimo, tra i primi evangelizzatori del Bresciano e morti martiri tra il 120 e il 134 al tempo dell'imperatore Adriano. La tradizione arricchisce di particolari il loro martirio. La loro conversione viene attribuita al vescovo Apollonio, lo stesso che poi ordina Faustino presbitero e Giovita diacono. Il loro successo nella predicazione, però, li espone all'odio dei maggiorenti di Brescia che invitano il governatore della Rezia Italico a eliminare i due col pretesto del mantenimento dell'ordine pubblico. La morte di Traiano, promotore della persecuzione, ritarda però i piani del governatore, che approfittando della visita del nuovo imperatore Adriano a Milano denuncia i due predicatori come nemici della religione pagana. Diversi eventi miracolosi li risparmiano dalla morte e spingono numeros...

PREGHIERA A SANTI FAUSTINO E GIOVITA

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O gloriosi Santi Faustino e Giovita, nostri Protettori, che primi foste in Brescia ad abbracciare e predicare la fede di Gesù Cristo, non dimenticate i vostri figli adottivi che ancora si trovano militanti in questa terra, sorreggeteli, assisteteli, fate che tutti siano degni del nome che portano per la loro fede e per la vita conforme alla loro fede.

SANTI CIRILLO, MONACO, E METODIO, VESCOVO, PATRONI D'EUROPA - FESTA

PRIMA LETTURA Noi ci rivolgiamo ai pagani. Dagli Atti degli Apostoli At 13,46-49 In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”». Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 116 (117) ℟. Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. Genti tutte, lodate il Signore, popoli tutti, cantate la sua lode.  ℟. Perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura per sempre.  ℟. Acclamazione al Vangelo ...

Santi Cirillo e Metodio

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 Giovanni Paolo II, papa slavo, proclamò i santi Cirillo e Metodio patroni dell'Europa orientale, affiancandoli a san Benedetto, patrono della porzione occidentale, a significare l'unità e le comuni origini cristiane di tutto il vecchio continente. I santi Cirillo e Metodio meritano pienamente questo titolo che va ad aggiungersi all'altro, più antico, di «apostoli degli slavi». Furono infatti loro con un'indefessa e intrepida opera missionaria a evangelizzare i popoli slavi. Per i due fratelli, figli di un alto funzionario dell'impero orientale, evangelizzare significava anche vincere l'ignoranza: un'autentica dignità umana e cristiana includeva anche il leggere e lo scrivere e tutto il resto. Per questo tradussero in segni grafici la lingua slava, allora priva di alfabeto. I caratteri disegnati dai due santi si chiamano ancor oggi cirillici, dal nome di uno dei due fratelli che più dell'altro lavorò in questo settore (la lingua russa, ad esempio, si esp...

GIOVEDÌ DELLA V SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

PRIMA LETTURA La condusse all'uomo. I due saranno un'unica carne. Dal libro della Gènesi Gen 2,18-25 Il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l'uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si c...

Beata Cristina da Spoleto

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 Poco si sa della sua vita, fino a quando nel 1450, appena diciottenne, decide di cambiare radicalmente vita,abbandonando la famiglia e i luoghi in cui aveva vissuto per prendere l'abito delle Agostiniane secolari. Da quel momento in poi vaga in cerca dell'oblio, si dedica totalmente alla preghiera, alle mortificazioni e alle opere di carità. Ma appena si accorge di essere oggetto di attenzione, lascia quel luogo in cerca di una nuova esperienza, alla ricerca dell'attenzione per Cristo e non per la sua persona. Desiderosa di visitare Assisi, Roma e la Terra Santa giunse a Spoleto in compagnia di un'altra terziaria, lì soggiorno per un periodo, dedicandosi alle cure degli ammalati nell'ospedale cittadino. Dopo aver vissuto intensamente la sua nuova vita, morì improvvisamente nel 1458 solo ventiseienne. Gli agiografi sono divisi sulle origini della Beata Cristina, alcuni la ritengono erede dei Visconti di Milano, altri dei Semenzi di ... ... Calvisano, vicino Brescia....

MERCOLEDÌ DELLA V SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

PRIMA LETTURA Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden. Dal libro della Gènesi Gen 2,4b-9.15-17 Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c'era uomo che lavorasse il suolo, ma una polla d'acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio ...

Sant'Eulalia di Barcellona

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Sant' Eulalia patrona di Barcellona fu una fanciulla che subì il martirio all'età di tredici anni sotto Diocleziano. Poiché rifiutava di rinnegare la sua fede cristiana, Eulalia fu sottoposta dai romani a 13 torture fra cui: fu chiusa in un barile pieno di chiodi e fatta rotolare in una strada identificata dalla tradizione con l'attuale Baixada de Santa Eulalia ("discesa di Sant'Eulalia"). le furono tagliati i seni fu crocifissa su una croce a forma di X alla fine fu decapitata Si narra che una colomba volò dal suo petto alla fine del martirio a simbolo della sua anima. Questa è un'altra somiglianza con la storia di Eulalia di Mérida, di cui però si narra che la colomba spiccò il volo dalla bocca. Esistono inoltre delle sovrapposizioni fra le torture attribuite all'una ed all'altra santa. Il suo corpo fu sepolto originariamente a Santa Maria de Les Arenes poi fu nascosto durante la conquista araba della Spagna nel 713 e ritrovato solo nel 878. Nel ...