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Domenica di Pasqua Risurrezione del Signore

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La Pasqua è il culmine della Settimana Santa, è la più grande solennità per il mondo cristiano, e prosegue poi con l’Ottava di Pasqua e con il Tempo liturgico di Pasqua che dura 50 giorni, inglobando la festività dell’Ascensione, fino all’altra solennità della Pentecoste. La Risurrezione è la dimostrazione massima della divinità di Gesù, non uno dei numerosi miracoli fatti nel corso della sua vita pubblica, a beneficio di tante persone che credettero in Lui; questa volta è Gesù stesso, in prima persona che indica il valore della sofferenza, comune a tutti gli uomini, che trasfigurata dalla speranza, conduce alla Vita Eterna, per i meriti della Morte e Resurrezione di Cristo.  Martirologio Romano: In questo giorno, che il Signore ha fatto, solennità delle solennità e nostra Pasqua: Risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo secondo la carne.  

PREGHIERA A GESÙ RISORTO

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Atto di Fede e di Adorazione. - Signor mio Gesú Cristo. io credo che Voi siete veramente in me col Vostro Corpo. Sangue, Anima e Divinità, e. umiliato nel mio nulla. Vi adoro profondamente come mio Dio e Signore. Atto di Speranza. - Signore. Polche siete venuto nell'anima mia. fate che io non ve ne discacci mai più col peccato ma rimanete, sempre Voi con la grazia: lo spero per la Vostra bontà e misericordia. Atto di Carità. Signore, mio Dio. Vi amo quanto so e posso, e desidero di amarVi sempre più: fate che Vi ami sopra ogni cosa adesso e sempre per tutta l'eternità. Atto di Offerta. - Signore, poiché siete donato tutto a me. lo Mi dono tutto a Voi: Vi offro il cuore e l'anima mia, Vi consacro tutta la mia vita, e voglio essere Vostro per sempre. Atto di Domande. - Signore, datemi tutte le grazie Spirituali e materiali, che conoscete utili all'anima mia, soccorrete i miei parenti, i benefattori. gli amici, i superiori, e liberate te anime sante del purgatorio.

SABATO SANTO

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  Le letture di oggi, Sabato Santo, sono tratte dalla Liturgia delle Ore (Ufficio delle Letture) Dalla lettera agli Ebrei 4, 1-16 Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato. Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto: Sicché ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue. E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo! Poiché dunque risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo e quelli che per primi ricevetter...

Sant’Emma di Sassonia

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  Sembra che il nome Emma sia germanico, la cui forma originaria fu Imma, che ebbe anche un maschile, Immo, in seguito scomparso. Attraverso la forma antica di Imma, sembra che sia imparentata anche con Irma, nome che però non ha una propria Santa tutelare, o meglio che vien fatto cadere sotto la protezione di Sant'Irmina. La Santa che oggi incontriamo sotto il nome germanico di Emma fu anch'ella tedesca, e visse intorno dell'anno Mille. Ella era sorella di San Meginverco, Vescovo di Paderborn, ed aveva sposato in giovanissima età il conte Ludgero, il quale però morì dopo pochi anni di matrimonio. Ed ecco la caratteristica più spiccata della nostra Santa Emma: quella di essere restata vedova per quarant'anni, e vedova esemplare, facendo della sua delicata condizione uno strumento più raffinato di perfezione spirituale. Alla morte del marito, era ricca, giovane e bella. Avrebbe potuto, come si dice comunemente, « rifarsi una vita », e vivere onestamente, e magari virtuos...

PREGHIERA A SANT'EMMA DI SASSONIA

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O Dio, che hai dato al tuo popolo Sant'Emma vedova, con il suo aiuto rendici forti e perseveranti nella fede, per collaborare assiduamente all'unità della Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

VENERDÌ SANTO «PASSIONE DEL SIGNORE»

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Prima Lettura Egli è stato trafitto per le nostre colpe. Is 52,13-53,12 (Quarto canto del Servo del Signore) Dal libro del profeta Isaìa Is 52,13-53,12   Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna s...

San Galdino di Milano

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Nel 1162 Federico Barbarossa, Imperatore di Germania, saccheggia Milano. È il periodo in cui nelle città italiane si sono costituiti i Liberi Comuni e contro queste autonomie lotta appunto il Barbarossa; è il periodo della Lega Lombarda, del giuramento di Pontida, quando i comuni si alleano per resistere all'autorità imperiale e conservare le loro libertà, sostenuti spesso dai vescovi locali. È lotta di potere anche nella Chiesa, lacerata tra Papa Alessandro III e l'antipapa Vittore IV che sostiene l'Imperatore con i cardinali a lui fedeli. Galdino della Sala, nominato da Papa Alessandro arcivescovo di Milano nel 1166, diede il suo appoggio politico alla Lega Lombarda ma si occupò soprattutto dei poveri di Milano, dei diseredati, dei carcerati per debiti. Il Vescovo predicò con grande energia contro l'eresia catara che sosteneva un rigido contrasto tra il principio del bene e quello del male, dicendo che al male e non a Dio apparteneva ogni forma di possesso e di potere...

PREGHIERA A SAN GALDINO

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Ti preghiamo, o Signore, di concederci benignamente il tuo aiuto, e per l'intercessione di San Galdino vescovo, stendi sopra di noi la tua protezione contro le molteplici insidie del nemico. Amen 

Giovedì Santo - Cena del Signore

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PRIMA LETTURA Prescrizioni per la cena pasquale. Dal libro dell'Èsodo Es 12,1-8.11-14 In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d'Egitto: «Questo mese sarà per voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta la comunità d'Israele e dite: "Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l'agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quel...

Beata Chiara Gambacorti

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Tora (o Teodora), figlia di Pietro Gambacorta, nacque nel 1362 a Firenze o a Venezia, uno dei cittadini più importanti di Pisa. Suo fratello maggiore era il B. Pietro da Pisa (17 gin.), che fondò un piccolo ordine di eremiti nel 1380. A sette anni Tora fu promessa in sposa e, a dodici, lasciò casa per andare a vivere dai genitori del futuro marito. Là sviluppò un interesse particolare per i poveri del vicinato e, quando la suocera le vietò di donare provviste della casa, si unì a un gruppo di pie donne che davano assistenza agli ammalati. A quindici anni un'epidemia colpì lei e il marito portando il giovane alla morte; la famiglia di lui cominciò immediatamente a organizzarle un secondo matrimonio ma incontrò il netto rifiuto di Tora, che si era ormai decisa a condurre vita religiosa, mossa anche da una lettera di S. Caterina da Siena (29 apr.). Ella si tagliò i capelli, donò i ricchi abiti ai poveri e si accordò segretamente per entrare nelle clarisse, assumendo i] nome di Chiara....