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Sant’ Edmondo

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 Sant’ Edmondo fu re dell’Anglia orientale e viene celebrato come martire e santo dalla Chiesa cristiana, ricordato ogni 20 novembre. Nato intorno al 841 da una nobile famiglia anglosassone, forse nel Wessex, Edmondo fu adottato da re dell’East Anglia e salì al trono ancora quattordicenne, nell’855. Era noto per la sua giustizia, la compassione e una profonda fede cristiana. Promosse leggi ispirate alle Scritture, favorì la costruzione di chiese e garantì la formazione religiosa del suo popolo. Nel IX secolo l’Inghilterra fu ripetutamente attaccata dai Vichinghi. Nel 869-870 un poderoso esercito scandinavo invase l’Anglia orientale. I capi vichinghi chiesero tributi e la sottomissione del popolo, ma Edmondo si rifiutò di tradire la fede cristiana o di diventare vassallo dei pagani. Fu catturato, torturato, crivellato di frecce e decapitato a Hoxne, dopo aver rifiutato fino all’ultimo di rinnegare Cristo. Il suo sacrificio lo rese un simbolo di fede e coraggio, tanto che fu venerato...

PREGHIERA A SANT'EDMONDO

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 PREGHIERA A SANT'EDMONDO O glorioso Sant’Edmondo, tu che regnasti con giustizia e coraggio in tempi di paura e di sangue, insegnaci a non piegarci mai davanti al male. Hai preferito la morte piuttosto che tradire la tua fede, hai scelto la corona del martirio invece di quella del potere terreno. Ottienici la grazia di restare fedeli a Cristo anche nelle prove più dure, e di testimoniare la nostra fede con cuore puro e forte. Proteggi la nostra patria e i popoli del mondo, liberali da ogni violenza e oppressione, e fa’ che la pace e la giustizia regnino nei cuori. Sant’Edmondo, re giusto e martire di Cristo, prega per noi.

MERCOLEDÌ DELLA XXXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

PRIMA LETTURA Il Creatore dell’universo vi restituirà di nuovo il respiro e la vita. Dal secondo libro dei Maccabèi 2Mac 7,1.20-31   In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. Soprattutto la madre era ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché, vedendo morire sette figli in un solo giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di loro nella lingua dei padri, piena di nobili sentimenti e, temprando la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non...

Santa Matilde di Hackeborn

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 Santa Matilde di Hackeborn nacque tra il 1240 e il 1241 nel castello di Helfta, in Sassonia, in una delle famiglie più nobili e potenti della Turingia. Fin da piccola mostrò una forte inclinazione spirituale: a sette anni venne accolta nel monastero benedettino di Rodardsdorf, dove già risiedeva la sorella Gertrude. Successivamente la comunità si trasferì a Helfta. Matilde si distinse per pietà, umiltà e fervore. Maestra di musica e di canto, guidò il coro del monastero e divenne famosa per la sua voce melodiosa, tanto da essere soprannominata “l’usignolo di Dio”. Fu maestra delle educande, consigliera spirituale delle monache e contribuì allo sviluppo della vita intellettuale e mistica del monastero. Santa Matilde fu protagonista di numerose esperienze mistiche e visioni, molte delle quali confidate a Santa Gertrude la Grande, che fu sua allieva e amica. Da queste confidenze nacque il celebre “Libro della grazia speciale” (Liber specialis gratiae), fondamentale per la mistica med...

PREGHIERA A SANTA MATILDE DI HACKEBORN

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O Dio, che per mezzo della preghiera e della gloriosa vita dei tuoi Santi e in particolar modo di Santa Matilde, hai chiamato i nostri padri alla mirabile luce del Vangelo, fa' che anche noi viviamo nell'impegno per una nuova evangelizzazione di questo terzo millennio cristiano e, superando le insidie del maligno, cresciamo nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. 

MARTEDÌ DELLA XXXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)

PRIMA LETTURA Lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte per le sante e venerande leggi. Dal secondo libro dei Maccabèi 2Mac 6,18-31 In quei giorni, un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita.  Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trov...

Beata Carolina Kózka

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 Carolina Kózka fu una giovane vergine e martire polacca, nata il 2 agosto 1898 a Wal-Ruda (Tarnów) in una famiglia contadina molto povera. È ricordata soprattutto per il suo coraggio e la sua fede profonda, tanto da essere beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 10 giugno 1987; la sua memoria liturgica si celebra il 18 novembre, giorno del suo martirio. Carolina era la quarta di undici figli. Fin da bambina si distinse per la dedizione alla preghiera, l’amore per la Chiesa e l’impegno nell’educazione cristiana dei più piccoli nel villaggio. Era catechista per i fratelli e i bambini del posto, aiutava spesso anziani e ammalati della comunità e si occupava del lavoro nei campi insieme ai genitori. La sua spiritualità era radicata nell’Eucaristia, nella meditazione della Via Crucis e nella carità concreta. Nel pieno della Prima Guerra Mondiale, il 18 novembre 1914, un soldato russo tentò di abusare di lei trascinandola con la forza nella foresta di Wal-Ruda. Carolina oppose una stre...

SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA, RELIGIOSA - MEMORIA

PRIMA LETTURA Grandissima fu l’ira sopra Israele. Dal primo libro dei Maccabèi 1Mac 1,10-15.41-43.54-57 62-64 In quei giorni, uscì una radice perversa, Antioco Epìfane, figlio del re Antioco, che era stato ostaggio a Roma, e cominciò a regnare nell’anno centotrentasette del regno dei Greci. In quei giorni uscirono da Israele uomini scellerati, che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo alleanza con le nazioni che ci stanno attorno, perché, da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali». Parve buono ai loro occhi questo ragionamento. Quindi alcuni del popolo presero l’iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà d’introdurre le istituzioni delle nazioni. Costruirono un ginnasio a Gerusalemme secondo le usanze delle nazioni, cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza. Si unirono alle nazioni e si vendettero per fare il male. Poi il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abb...

Sant’Elisabetta d’Ungheria

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 Sant’Elisabetta d’Ungheria, celebrata il 17 novembre, è una delle figure più affascinanti della carità cristiana, nata nel 1207 da Andrea II re d’Ungheria e Gertrude di Merano. Fin da piccola fu promessa sposa al giovane Ludovico di Turingia e portata in Germania per essere educata alla corte locale. Il matrimonio fu un’unione anche spirituale: Ludovico era molto vicino alla fede come Elisabetta, e insieme si dedicarono con amore al prossimo, privilegiando la preghiera e l’aiuto ai più bisognosi. Rimasta vedova a soli vent’anni, Elisabetta non cedette alle pressioni mondane e scelse una vita di povertà e servizio. Ridotta in povertà e privata perfino dei figli, si iscrisse al Terz’Ordine Francescano e fondò un ospedale a Marburgo, dove si occupò personalmente dei malati, visitando gli ammalati e soccorrendo i poveri ogni giorno. Morì a Marburgo il 17 novembre 1231, a soli ventiquattro anni. La sua fama di santità si diffuse immediatamente: fu canonizzata da papa Gregorio IX solo q...

PREGHIERA A SANT'ELISABETTA D'UNGHERIA

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O Santa Elisabetta d'Ungheria, Patrona dell'Ordine Francescano Secolare e modello di vita evangelica, ascolta la nostra preghiera. Ingiustamente cacciata dal Castello, sei stata esempio di rara fortezza umana e spirituale, senza cedere alle lusinghe, alle ragioni politiche e ai privilegi umani. Sull'esempio di San Francesco hai preferito il Regno di Dio agli onori di un regno terreno. Affascinata dalla vita evangelica del Padre S. Francesco e dei primi frati Minori, hai voluto vivere con radicalità il carisma francescano, per cui ti sei consacrata e fatta sposa di Cristo povero e crocifisso. O S. Elisabetta ottieni anche ai fratelli e sorelle dell'Ordine Francescano Secolare di riscoprire e vivere con rinnovato impegno e fedeltà, i valori evangelici della preghiera, dell'umanità, della povertà e della carità che si fa servizio ai più poveri e bisognosi, per poterti seguire più speditamente nella via della perfezione evangelica. Amen