Post

SAN GIOVANNI BOSCO, PRESBITERO - MEMORIA

PRIMA LETTURA Ho peccato contro il Signore. Dal secondo libro di Samuèle 2Sam. 12,1-7a.10-17 In quei giorni, il Signore mandò il profeta Natan a Davide, e Natan andò da lui e gli disse: «Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina, che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui, prese la pecorella di quell’uomo povero e la servì all’uomo che era venuto da lui». Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e no...

Giovanni Melchiorre Bosco

Immagine
  Giovanni Melchiorre Bosco, conosciuto come don Bosco, nacque il 16 agosto 1815 ai Becchi, una frazione di Castelnuovo d’Asti, in una famiglia contadina povera segnata presto dalla morte del padre, che lo lasciò bambino sotto le sole cure della madre Margherita, figura decisiva per la sua formazione umana e cristiana. Fin da ragazzo mostrò una spiccata intelligenza, una grande capacità di lavoro e un talento particolare nell’attrarre i coetanei con giochi, acrobazie e piccoli spettacoli, che concludeva con una semplice catechesi, intuendo già che il modo migliore per educare era entrare nel cuore dei giovani con amicizia e allegria. Il desiderio di studiare per diventare sacerdote dovette confrontarsi con la povertà: per anni Giovanni si mantenne facendo mestieri diversi, dal garzone di cascina al sarto e al fabbro, finché poté frequentare le scuole a Chieri, dove fondò la “Società dell’Allegria”, un gruppetto di amici che univa gioco, preghiera e impegno di vita cristiana. A vent...

PREGHIERA TRADIZIONALE

Immagine
  O San Giovanni Bosco, che per poter studiare superaste difficoltà che parevano insormontabili, e amaste santamente e ardentemente i giovani e vi faceste loro padre e maestro, deh! fate che io superi ogni difficoltà che incontro nei miei studi; fate che sia diligente, umile e puro: che mi guardi dai cattivi compagni e' dalle cattive letture e che coltivi sempre nel mio cuore il timor di Dio; fate che ogni giorno mi sforzi di progredire non solo nella scienza, ma sopratutto nella virtù, affinchè sia la consolazione di quanti si occupano di me e divenga utile alla famiglia, alla Chiesa e alla Patria Amen.

Santa Martina

Immagine
  Martina di Roma è una martire cristiana del III secolo, venerata come santa dalla Chiesa cattolica e commemorata il 30 gennaio. Nata a Roma in una famiglia nobile, Martina apparteneva al patriziato cittadino e, secondo la tradizione, rimase orfana in giovane età, scegliendo di consacrare la sua vita a Cristo e di esercitare la carità verso i poveri, distribuendo ai bisognosi le ricchezze ereditate.  Alcune fonti la presentano come diaconessa, impegnata nella comunità cristiana romana in un tempo in cui la fede era ancora minoritaria e spesso sospetta agli occhi delle autorità imperiali.  Il contesto è quello dell’impero di Alessandro Severo, datato tra il 222 e il 235, periodo nel quale, secondo la passio agiografica, si colloca il suo martirio, tradizionalmente intorno all’anno 228. La narrazione leggendaria racconta che Martina fu arrestata perché professava apertamente la fede cristiana e condotta davanti al tribunale dell’imperatore, che cercò invano di convincerla ...

PREGHIERA TRADIZIONALE Santa Martina

Immagine
  O Signore fa che per l'intercessione dei tuoi santi, e in particolare di Santa Martina per la sua fede nel Signore, l'umanità ritorni alla pratica della fede cristiana per una nuova evangelizzazione di questo terzo millennio a lode e gloria del tuo nome ed il trionfo della Chiesa. Amen.

GIOVEDÌ DELLA III SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa? Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 7,18-19.24-29 Dopo che Natan gli ebbe parlato, il re Davide andò a presentarsi davanti al Signore e disse: «Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa, perché tu mi abbia condotto fin qui? E questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, Signore Dio: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa è legge per l’uomo, Signore Dio! Hai stabilito il tuo popolo Israele come popolo tuo per sempre, e tu, Signore, sei diventato Dio per loro. Ora, Signore Dio, la parola che hai pronunciato sul tuo servo e sulla sua casa confermala per sempre e fa’ come hai detto. Il tuo nome sia magnificato per sempre così: “Il Signore degli eserciti è il Dio d’Israele!”. La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai rivelato questo al tuo servo e gli hai detto: “Io ti edificherò una casa!”. Perciò il tuo ...

beata Villana delle Botti

Immagine
  La beata Villana delle Botti nacque a Firenze nel 1332, figlia di Andrea di Messer Lapo delle Botti, ricco mercante fiorentino, in anni segnati da inondazioni, crisi politiche e dalla peste nera del 1348 che sconvolse la città e l’Europa intera. Cresciuta in un ambiente agiato, da ragazza mostrò inizialmente un sincero desiderio di vita religiosa e, a tredici anni, tentò perfino di fuggire di casa per entrare in convento, ma venne respinta e fu costretta a rientrare nella famiglia. Nel 1351, obbedendo alla volontà paterna, sposò il facoltoso mercante Rosso Benintendi e, col tempo, si lasciò attrarre da una vita mondana e sfarzosa, dimenticando gli ideali giovanili e abbandonandosi ai piaceri e alla vanità. Secondo la tradizione, durante i preparativi per una festa Villana vide nello specchio non il proprio volto ma una figura mostruosa, interpretata come il riflesso della sua anima deturpata dal peccato; profondamente scossa, lasciò gli abiti eleganti, si rivestì semplicemente e ...

SAN TOMMASO D'AQUINO, PRESBITERO E DOTTORE DELLA CHIESA - MEMORIA

 SAN TOMMASO D'AQUINO, PRESBITERO E DOTTORE DELLA CHIESA - MEMORIA PRIMA LETTURA Io susciterò un tuo discendente dopo di te e renderò stabile il suo regno. Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 7,4-17 In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi avete edificato una casa di cedro?”. Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore de-gli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono sta- to con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi n...

San Tommaso d’Aquino

Immagine
  Tommaso d’Aquino nacque intorno al 1225 nel castello di Roccasecca, vicino a Aquino, da una nobile famiglia legata all’imperatore Federico II. Fin da bambino fu affidato ai benedettini di Montecassino, dove ricevette la prima formazione; più tardi si trasferì a Napoli per studiare arti liberali e filosofia, venendo a contatto con le opere di Aristotele che segneranno profondamente il suo pensiero. Contro il volere della famiglia, che avrebbe voluto per lui una brillante carriera ecclesiastica tradizionale, entrò nell’Ordine dei Predicatori, i domenicani, scegliendo una vita di studio, predicazione e povertà evangelica; dopo un periodo difficile in cui i parenti cercarono persino di trattenerlo con la forza, poté finalmente vestire l’abito domenicano e partire per la formazione superiore. Si recò così a Colonia e poi a Parigi, dove fu allievo del grande maestro Alberto Magno e iniziò la sua intensa attività di insegnamento, guadagnandosi presto il titolo di magister in teologia pr...

PREGHIERA TRADIZIONALE

Immagine
Amorosissimo San Tommaso, pel gran dono di carità da Dio largitovi pel quale, chiunque in grave necessità spirituale che temporale ricorrendo e voi ne otteneva pronto il sollievo, abbiate pietà anche di me ed esaudite la mia orazione. Vi prego dunque col più vivo del mio cuore che mi impetriale dalla Santissima Trinità la grazia di riformare i miei costumi ed adempire i precetti della sue santa legge, per poter conseguire il fine pel quale sono stato creato. Presentate, Vi prego, ogni mio desiderio al Signore, mostrategli le mie miserie, ottenetemi il rimedio di esse, ed assistetemi col vostro potente patrocinio in questa vita e particolarmente nell'ora della mia morte. Così sia.