NOVENA a San Valentino (dal 05 al 13 febbraio)


SECONDO GIORNO


La Fede conduce a quella sovrana Sapienza, che abbassa l’uomo fino al disprezzo di se medesimo, per aver gloria in Dio solo; laddove condanna la sapienza terrena, la quale gonfia l’uomo, e lo spinge fino al disprezzo di Dio, per gloriarsi in se medesimo. Al lume della celeste Sapienza S. Valentino, posta in non cale la nobiltà dei natali, e ciò che quaggiù è in onore, abbracciò avidamente la povertà di spirito, per la quale trovando in Cristo ogni ricchezza, reputò spregevole ogni cosa fuori di Lui. Quindi furono sue delizie la mortificazione, la preghiera, e quelle opere di pietà, le quali, se oggi sono derise da un secolo libertino, allora erano bestemmiate da un secolo Idolatra. Mio Dio! Qual lezione per noi! Per noi usati alla vanità ed alla superbia del mondo, per noi schivi fino alla nausea delle ricchezze del Cielo! Ah! Nel gran giorno ci troveremo in mano quel nulla, che si’ perdutamente apprezzammo in questa vita caduca!


Tre Pater, Ave, Gloria.


Preghiera


O Luminare di vera Sapienza, S. Valentino, Voi confondete la nostra stoltezza, che si pasce di ciò che non sazia, anela a ciò che svanisce, e si gloria di ciò che fugge. Deh! Richiamateci alla scuola del Vangelo ad assaporare una volta la scienza de’ Santi. Distogliete il cuor nostro dal fascino della vanità, e rendeteci in cambio poveri di spirito, per modo chè lucrar possiamo le dovizie della scienza e sapienza di Dio nascoste in Gesù Cristo. Felici noi, se col vostro aiuto giungeremo a dir coll’Apostolo: Omnia in omnibus Christus!

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