II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia – ANNO C

Prima Lettura


Venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne.

At 5,12-16


Dagli Atti degli Apostoli

At 5,12-16

 

Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.

Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.

Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.


Parola di Dio.

 

COMMENTO PRIMA LETTURA 


Aumentava il numero di coloro che credevano nel Signore. Luca in questo <<sommario>> degli Atti degli Apostoli ci offre uno dei tanti ritratti della comunità cristiana di Gerusalemme nelle sue componenti essenziali: l’azione apostolica accompagnata dai <<segni>> (v. 12), la comunione fraterna nella preghiera e nella vita  (vv. 12-13), la forza della testimonianza e dell’esempio (vv. 13-14). Di fronte a questa presenza Luca registra due tipi di reazione: quella dei capi e dell’ipocrisia ufficiale, è quella dei semplici e dei giusti. Nel nostro brano domina la seconda, mentre l’altra preparerà nelle pagine successive vicende di sangue per la Chiesa delle origini. Malati, poveri, emarginati ritrovano la speranza anche davanti alla sola <<ombra>> del l’apostolo (v. 15). Sono loro i primi e più veri destinatari dell’appello della Chiesa, come lo erano stati per quello di Gesù e nella comunità cristiana essi dovrebbero trovare la loro casa e il loro porto sicuro.


Salmo Responsoriale

Dal Salmo 117 (118)


R. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre. Oppure: R. R. Alleluia, alleluia, alleluia.


Dica Israele:

«Il suo amore è per sempre».

Dica la casa di Aronne:

«Il suo amore è per sempre».

Dicano quelli che temono il Signore:

«Il suo amore è per sempre». R.

 

La pietra scartata dai costruttori

è divenuta la pietra d’angolo.

Questo è stato fatto dal Signore:

una meraviglia ai nostri occhi.

Questo è il giorno che ha fatto il Signore:

rallegriamoci in esso ed esultiamo! R.

 

Ti preghiamo, Signore: Dona la salvezza!

Ti preghiamo, Signore: Dona la vittoria!

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Vi benediciamo dalla casa del Signore.

Il Signore è Dio, egli ci illumina. R.

 

Seconda Lettura


Ero morto, ma ora vivo per sempre.

Ap 1,9-11a.12-13.17-19


Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo

Ap 1,9-11a.12-13.17-19

 

Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.

Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese».

Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro.

Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito».


Parola di Dio.

 

COMMENTO SECONDA LETTURA 


Io ero morto, ma ora vivo per sempre. Quasi come in una grande abside bizantina, il Cristo pasquale dell’Apocalisse domina la scena come <<Primo e Ultimo>> (v. 17), sorgente e fine dell’essere e della storia, come <<Vivente>>, cioè come massima espressione divina. Di fronte al Signore onnipotente tutta la chiesa è in adorazione e in lode pura celebrando una liturgia che è anticipazione di quella celeste. Il centro di questa lode è la risurrezione, mistero decisivo del cristianesimo: <<Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi>> (v. 18). Cristo con la sua Pasqua è diventato il Signore incontrastato della morte e delle tenebre e ci fa balenare un orizzonte di speranza e di luce.


Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.


Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;

beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! (Gv 20,29)


Alleluia.

 

Vangelo

Otto giorni dopo venne Gesù.


Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 20,19-31

 

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.


Parola del Signore.

 

PAROLE DEL SANTO PADRE


Tommaso è uno che non si accontenta e cerca, intende verificare di persona, compiere una propria esperienza personale. Dopo le iniziali resistenze e inquietudini, alla fine arriva anche lui a credere, pur avanzando con fatica, ma arriva alla fede. Gesù lo attende pazientemente e si offre alle difficoltà e alle insicurezze dell’ultimo arrivato. Il Signore proclama “beati” quelli che credono senza vedere (cfr v. 29) – e la prima di questi è Maria sua Madre –, però viene incontro anche all’esigenza del discepolo incredulo: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani…» (Regina Caeli, 12 aprile 2015) 

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