III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Prima Lettura
Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.
Is 8, 23b-9,3
Dal libro del profeta Isaìa
Is 8,23b-9,3
In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon
e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa
la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.
Parola di Dio.
COMMENTO PRIMA LETTURA
Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce. Questo celebre testo messianico desunto dal «libro dell'Emmanuele» di Isaia (cc. 7-12) è posto in relazione al passo evangelico. Luce e gioia occupano la prima strofa di questo brano. La luce cancella le tenebre, simbolo del nulla (Gn 1,2) e della morte, e inizia una nuova creazione tutta dominata dalla gioia.
Essa è espressa attraverso due immagini antitetiche che vogliono abbracciare l'intera esistenza di una nazione nelle sue fasi pacifiche e belliche: la gioia primitiva della mietitura, simbolo di pace, e quella della vittoria in guerra. Libertà e pace sono, invece, i temi della seconda strofa dell'inno. I simboli della schiavitù, il giogo, la sbarra e il bastone del sorvegliante sono frantumati come nella notte trionfale in cui Gedeone aveva sconfitto i madianiti. Si apre così il mondo nuovo della pace messianica.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 26 (27)
R. Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.
Seconda Lettura
Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.
1 Cor 1, 10-13.17
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1 Cor 1,10-13.17
Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.
Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».
È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?
Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.
Parola di Dio.
COMMENTO SECONDA LETTURA
Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi. Paolo richiama la sua vocazione a predicare il vangelo ma non con discorso sapiente «perché non venga resa vana la croce di Cristo» (v. 17). Si introduce così l'aspetto negativo del tradimento del discepolo che resta invischiato nella palude dell'egoismo, dell'orgoglio e dei giochi di potere. La comunità cristiana di Corinto, infatti, si è frantumata in un ammasso di sette e di gruppuscoli dominati da vari capi. Il corpo di Cristo è ridotto a essere un corpo di ossa spezzate. Paolo reagisce con vigore reclamando il ritorno all'autenticità della vocazione cristiana. L'indivisibilità del Cristo personale, il valore salvifico unicamente posto nella croce di Cristo, il battesimo, unica sorgente di vita, devono riportare la comunità ecclesiale al suo splendore primitivo.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gesù predicava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo. (Cf. Mt 4,23)
Alleluia.
Vangelo
Venne a Cafàrnao perchè si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4,12-23
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Parola del Signore.
PAROLE DEL SANTO PADRE
Notiamo quello che Gesù disse loro: vi farò pescatori di uomini. Parla a dei pescatori e usa un linguaggio loro comprensibile. Li attira a partire dalla loro vita: li chiama lì dove sono e come sono, per coinvolgerli nella sua stessa missione. «Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono» (v. 20). Perché subito? Semplicemente perché si sentirono attratti. Non furono veloci e pronti perché avevano ricevuto un ordine, ma perché erano stati attirati dall’amore. Per seguire Gesù non bastano i buoni impegni, occorre ascoltare ogni giorno la sua chiamata. Solo Lui, che ci conosce e ci ama fino in fondo, ci fa prendere il largo nel mare della vita. Come fece con quei discepoli che lo ascoltarono. (Omelia nella Messa della Domenica della Parola di Dio, 26 gennaio 2020)
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