Beata Maria Fortunata Viti

 

Anna Felice, terza di nove figli di Luigi Viti e Anna Bonn, nacque il 10 febbraio 1827 nella casa di famiglia a Veroli, a sud est di Roma.


Suo padre portava avanti con successo una fabbrica nei dintorni di Frosinone, ma quando Anna aveva poco più di dieci anni, la famiglia subì due gravi perdite: Luigi perse o fu frodato di tutto il suo denaro, tanto che l'attività fallì, e quasi simultaneamente sua moglie morì.


Egli rimase talmente stordito dalla perdita subita da diventare totalmente apatico e incapace di far fronte alle necessità della sua numerosa famiglia.


Anna non divenne solo "madre" per i fratelli e le sorelle, ma anche "padre", nel senso che andava a servizio presso una famiglia di vicini per guadagnare i soldi necessari al loro mantenimento. Anna fu corteggiata, per un certo periodo, da un ricco giovane di Alatri, ma decise definitivamente di non sposarlo.


Il 21 marzo 1851, dopo aver riflettuto a lungo, entrò invece nel convento delle benedettine a Veroli, come suora conversa, con il nome di Maria Fortunata.


Per quasi settantadue anni visse intensamente secondo l'ideale benedettino della preghiera e del lavoro basato sulla carità, talvolta svolgendo mansioni di assistente infermiera e anche di guardiana. La sua pietà cristocentrica venne influenzata anche dalla spiritualità passionista e da quella cappuccina, ma Maria Fortunata fu essenzialmente benedettina.


Morì il 20 novembre 1922 ed è stata beatificata 1'8 ottobre 1967 da papa Paolo VI, che in quell'omisi:~ ha parlato della sua «grandezza e umiltà».


MARTIROLOGIO ROMANO. A Veroli nel Lazio, beata Maria Fortunata (Anna Felice) Viti, dell’Ordine di San Benedetto, che per quasi tutto il corso della sua vita svolse l’incarico di guardarobiera, intenta solo ad osservare con tutto il cuore i precetti della regola.

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