San Francesco Antonio Fasani


Francesco Antonio Fasani religioso dei frati minori conventuali, visse in modo straordinario la quotidiana ordinarietà, fondando la sua vita sull'imitazione di Cristo e di san Francesco d'Assisi. Lo chiamavano il «padre Maestro» perché era persona dotta, educatore saggio e mite, guida esperta nelle vie della perfezione cristiana e instancabile apostolo. Gli indifesi e i bisognosi trovarono in lui un fratello sempre pronto a stare dalla loro parte, a proteggerli e aiutarli nelle loro difficoltà, a essere la loro voce. 


Francesco Antonio era nato a Lucera, nelle Puglie, il 6 agosto 1681 in seno a una famiglia di umili lavoratori. Giovanissimo, bussò alla porta del convento dei francescani conventuali di Lucera, dove mise subito in luce le sue doti: innocenza di vita, spirito di penitenza e povertà, ardore serafico. Gli si aprirono così le porte del noviziato nel convento di Monte Sant'Angelo sul Gargano. Il noviziato è ancor oggi una prova importante per verificare l'effettiva predisposizione di uno alla vita religiosa. Chi supera la prova può consacrare la propria vita a Dio con la professione dei voti di castità, obbedienza e povertà. Francesco Antonio superò la prova e il 23 agosto 1696 prometteva di vivere secondo la Regola scritta da san Francesco d'Assisi. Dopodiché fu mandato a completare la sua formazione spirituale e culturale nel Sacro Convento di Assisi, dove ebbe come maestro di vita interiore il servo di Dio Giuseppe Antonio Marcheselli.


L'ordinazione sacerdotale, avvenuta l'11 settembre 1705, poneva fine al periodo di preparazione. Negli anni immediatamente successivi, a Roma nel collegio San Bonaventura, padre Fasani conseguiva anche il titolo di maestro in teologia.


Tornato ad Assisi, si dedicò per qualche tempo alla predicazione nei piccoli borghi della campagna assisana. Poi, nel 1707, si stabilì definitivamente nel convento di Lucera, dove aveva mosso i primi passi nella vita religiosa.


Scuola, pulpito e confessionale furono i luoghi privilegiati di un intenso e fecondo apostolato, che interessò tutti i paesi della Capitanata e dei dintorni. Ma padre Fasani brillò anche nell'insegnamento e nel governo delle comunità dei frati, che videro in lui un modello nell'osservanza della Regola francescana.


Fu prima lettore e reggente di studi nel collegio filosofico di Lucera, poi guardiano del convento e maestro dei novizi e, infine, ministro provinciale della provincia religiosa conventuale di Sant'Angelo, che comprendeva Capitanata e Molise. Raccolse in alcuni libri le sue prediche, che sempre si distinsero per la semplicità con cui erano scritte e recitate, tali da poter essere da tutti capite, soprattutto dai più semplici e più umili, verso i quali si sentiva francescanamente attratto. Grande e intensa fu infatti la sua attenzione a chi soffriva il disagio della povertà e del dolore concretizzatasi, tra l'altro, nella simpatica usanza di raccogliere e distribuire pacchidono ai poveri in occasione del santo Natale.


Riversò il suo zelo e la sua carità di sacerdote soprattutto nell'assistere i carcerati e i condannati a morte, che accompagnava personalmente fino al luogo del supplizio per essere loro vicino in quel tragico ed estremo momento.


Curò anche il restauro della chiesa di San Francesco di Lucera, che fu per trentacinque anni centro del suo impegno sacerdotale, conclusosi il 29 novembre 1742 (primo giorno della novena dell'Immacolata, della quale era devotissimo), e dove ancora riposano le sue spoglie mortali. Beatificato da Pio XII il 15 aprile 1951, è stato iscritto nel libro dei santi da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986.


MARTIROLOGIO ROMANO. A Lucera in Puglia, san Francesco Antonio Fasani, sacerdote dell�Ordine dei Frati Minori Conventuali, che, uomo di raffinata cultura pervaso da un grande amore per la predicazione e la penitenza, si adoperò al tal punto per i poveri e i bisognosi da non esitare mai a privarsi della veste per coprire un mendicante e offrire a tutti il suo cristiano sostegno.

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