Santa Maria Bertilla Boscardin
Santa Maria Bertilla Boscardin, al secolo Anna Francesca Boscardin, nacque a Brendola (Vicenza) il 6 ottobre 1888 in una famiglia contadina di condizioni molto modeste. Crebbe in un contesto di povertà e spesso dovette affrontare difficoltà e incomprensioni, venendo giudicata da molti come poco intelligente e oggetto di scherno anche da parte di alcuni adulti e religiosi del paese. Nonostante le umiliazioni, mostrò sin da bambina una grande fede e una straordinaria umiltà.
A sedici anni, l’8 aprile 1905, Anna entrò nell’Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori di Vicenza, assumendo poi il nome di Maria Bertilla. Dopo una prima esperienza in cucina, venne diplomata infermiera e fu destinata all’ospedale di Treviso, dove si dedicò in modo esemplare e instancabile alla cura dei malati, specialmente dei bambini, distinguendosi per il suo spirito di servizio, la sensibilità verso la sofferenza altrui e l’umiltà con cui affrontava ogni incarico.
A 22 anni fu colpita da un tumore, ma anche dopo essere stata operata riuscì a riprendere il suo lavoro con dedizione, nonostante le nuove fatiche causate dalla malattia e dalle difficoltà derivate dalla Prima Guerra Mondiale. Per un periodo venne mandata a Como, dove dovette sopportare anche incomprensioni da parte di alcuni medici e della sua stessa superiora, senza mai lamentarsi né protestare. Quando poté far ritorno a Treviso, continuò a servire i malati nonostante l’aggravarsi della malattia.
Morì a soli 34 anni, il 20 ottobre 1922, lasciando un ricordo di grande santità vissuta nell’umiltà, nella fatica silenziosa e nella dedizione totale agli altri. Fu beatificata nel 1952 da Papa Pio XII e proclamata santa nel 1961 da Papa Giovanni XXIII; la sua memoria liturgica si celebra il 20 ottobre.

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