San Giacomo della Marca
San Giacomo della Marca (al secolo Domenico Gangala) fu un frate francescano osservante, grande predicatore e difensore della fede nel XV secolo, festeggiato dalla Chiesa il 28 novembre. Visse una vita molto austera, tutta dedicata alla predicazione, alla lotta contro le eresie e alla riforma religiosa e sociale del suo tempo.
Domenico Gangala nacque a Monteprandone, nelle Marche, il 1º settembre 1393 (o 1394 secondo alcune fonti), in una famiglia umile del Piceno. Studiò a lungo, arrivando a esercitare incarichi civili, ma nel 1416, ad Assisi, decise di entrare nell’Ordine dei Frati Minori, prendendo il nome di Giacomo della Marca e avendo come maestro san Bernardino da Siena.
Fu ordinato sacerdote e divenne uno dei più celebri predicatori dell’Osservanza francescana, percorrendo per quasi cinquant’anni città e villaggi d’Italia e d’Europa. I papi lo incaricarono spesso di predicare contro eresie come i “fraticelli” nelle Marche, i bogomili in Bosnia e gli hussiti in Austria, Ungheria e Boemia, ricevendo anche l’ufficio di inquisitore in alcune di queste regioni.
Fondò e riformò numerosi conventi nell’Europa centrale, contribuendo a riportare l’Ordine francescano a una vita più povera e rigorosa. È considerato tra i promotori dei Monti di Pietà, istituzioni nate per combattere l’usura e offrire prestiti a condizioni giuste, e fu consigliere di città e sovrani, dando anche statuti civili a diverse comunità.
Condusse una vita di grande penitenza, con digiuni, pochissimo sonno e pratiche ascetiche, unendo però a questa severità un forte zelo pastorale verso il popolo. Scrisse numerose opere, soprattutto legate alla predicazione e alla teologia morale, per un totale di circa 18 libri che testimoniano la sua cultura e la sua attenzione ai problemi del suo tempo.
Morì a Napoli il 28 novembre 1476, mentre si trovava in città per la sua attività di predicatore e consigliere, e lì fu sepolto. Fu canonizzato nel 1726 da papa Benedetto XIII e da allora è venerato in particolare nelle Marche, ma anche in altri Paesi europei dove svolse la sua missione, con memoria liturgica il 28 novembre.

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