San Francesco di Sales

 

Francesco di Sales nacque il 21 agosto 1567 nel castello di Sales, in Savoia, da una famiglia nobile che gli garantì un’educazione raffinata e studi accurati prima a La Roche e Annecy, poi a Parigi e all’Università di Padova, dove conseguì la laurea in diritto nel 1592. Nonostante il padre lo volesse avvocato, durante gli anni di studio maturò una decisa vocazione sacerdotale e, tornato in patria, rinunciò alla carriera giuridica: fu ordinato prete nel 1593 e celebrò la sua prima Messa il 21 dicembre, distinguendosi subito per lo zelo pastorale e per lo stile mite ma fermo della sua predicazione.

Nel clima teso della Controriforma, chiese di essere inviato nel Chiablese e nell’area di Ginevra, roccaforte del calvinismo, dove cercò il dialogo con i riformati più che lo scontro, arrivando a servirsi di “manifesti” e fogli volanti fatti scivolare sotto le porte per raggiungere chi non frequentava la chiesa, motivo per cui è venerato come patrono dei giornalisti e di quanti evangelizzano con i mezzi di comunicazione. La sua attenzione ai laici lo portò a proporre un cammino di vita cristiana accessibile a tutti, fondato sulla fiducia nella provvidenza e sulla centralità dell’amore di Dio, con uno stile spirituale improntato a dolcezza e comprensione, ben riassunto dalla celebre frase: «Se sbaglio, voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore».

Per l’efficacia del suo ministero fu nominato nel 1599 vescovo coadiutore di Ginevra e nel 1602 divenne vescovo effettivo, anche se, a causa del predominio protestante, dovette stabilire la sede episcopale ad Annecy, da dove si impegnò a realizzare le riforme del Concilio di Trento e a formare il clero con visite pastorali, catechesi e direzione spirituale. Nel 1604 conobbe a Digione la nobildonna Giovanna Francesca Frémiot de Chantal: dalla loro amicizia spirituale nacque nel 1610 l’Ordine della Visitazione di Santa Maria, pensato come via di santità segnata da umiltà, semplicità e abbandono fiducioso a Dio.

La produzione scritta di Francesco di Sales, frutto della sua intensa attività pastorale, comprende opere divenute classiche nella spiritualità cattolica, come l’“Introduzione alla vita devota” (Filotea) del 1608 e il “Trattato dell’amore di Dio” del 1620, in cui presenta la santità come vocazione universale e descrive il cammino dell’anima verso Dio attraverso il desiderio e l’amore. A queste si aggiungono migliaia di lettere spirituali, sermoni e conferenze, dai quali emerge una visione profondamente umanistica della vita cristiana e che hanno influenzato numerose figure del Seicento europeo, oltre a ispirare, nei secoli successivi, varie famiglie religiose e congregazioni che si richiamano al suo nome e al suo stile educativo.

Nel dicembre 1622, durante un viaggio, si fermò a Lione, dove ebbe l’ultimo colloquio con santa Giovanna de Chantal e, il 28 dicembre, morì improvvisamente per un attacco di apoplessia nella casa delle Suore della Visitazione. Il 24 gennaio 1623 le sue spoglie furono traslate ad Annecy, data che divenne poi la sua memoria liturgica, e il suo cuore, rimasto incorrotto, è custodito nel Monastero della Visitazione a Treviso, segno della vasta devozione di cui godette subito dopo la morte.

Fu beatificato nel 1661 e canonizzato nel 1665 da papa Alessandro VII, che ne riconobbe anche il secondo miracolo richiesto per la canonizzazione; nel 1877 papa Pio IX lo proclamò Dottore della Chiesa, ponendo ufficialmente il suo insegnamento tra i riferimenti dottrinali più autorevoli del cattolicesimo. Nel 1923 papa Pio XI lo dichiarò Patrono dei giornalisti e di quanti difendono e diffondono la dottrina cristiana attraverso la stampa, mentre nel 2022 papa Francesco gli ha dedicato la lettera apostolica “Totum Amoris est”, confermando la perenne attualità del suo messaggio centrato sull’amore di Dio e sulla dolcezza del cuore.

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