Santa Maria di Gesù Santocanale
Ciao Santa Maria di Gesù Santocanale, al secolo Carolina Santocanale, nacque a Palermo il 2 ottobre 1852 in una famiglia nobile, i Santocanale dei baroni della Celsa Reale, e fin da giovane sentì una forte inclinazione alla vita consacrata, ispirata in particolare alla spiritualità francescana. Il padre, che per lei immaginava un futuro matrimoniale, ostacolò inizialmente il suo desiderio di entrare in clausura, ma Carolina continuò a coltivare l’amore per la preghiera, l’Eucaristia e il servizio ai poveri, entrando nella Pia Unione delle Figlie di Maria della parrocchia di Sant’Antonio abate, dove divenne presidente.
Col tempo la salute si indebolì a causa di una grave malattia invalidante che la costrinse a un lungo periodo di immobilità; dopo circa sedici mesi di sofferenza, nel 1887, grazie alle cure di un medico amico di famiglia e all’intercessione di san Giuseppe, ottenne una guarigione ritenuta prodigiosa, che lei interpretò come conferma della chiamata a donarsi completamente a Dio. In quello stesso anno si trasferì stabilmente a Cinisi, paese d’origine della famiglia, e il 13 giugno 1887 vestì l’abito delle Terziarie francescane nella chiesetta del Collegio di Maria, assumendo il nome di suor Maria di Gesù. A Cinisi iniziò a dedicarsi con particolare impegno all’istruzione religiosa dei bambini e delle ragazze, all’assistenza agli ammalati e ai più poveri, trasformando la sensibilità tipica del suo ambiente nobile in attenzione concreta alle necessità degli ultimi.
In breve tempo alcune giovani attratte dal suo esempio si unirono a lei e, a partire dal piccolo gruppo radunato nella casa di famiglia, nacque l’Istituto delle Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes, che aveva come programma quello di “farsi educatrice, sorella di carità, madre dei poveri”, pronta a svolgere anche i servizi più umili. Nel 1892 pronunciò i voti semplici e nella casa fu eretto un oratorio, dove poté custodire l’Eucaristia: da allora trascorse ogni momento libero in adorazione, traendo dalla presenza del Signore la forza per sopportare fatiche, incomprensioni e prove interiori. Pur provenendo dalla nobiltà, scelse uno stile di vita povero e austero, arrivando perfino a mendicare pur di sostenere l’opera e i bisogni delle persone affidate alle sue cure, convinta che il vero prestigio fosse quello della carità vissuta fino in fondo.
Molte furono anche le difficoltà con le autorità ecclesiastiche, soprattutto nei rapporti con il nuovo arcivescovo di Monreale, ma madre Maria di Gesù affrontò ogni contrasto con spirito di obbedienza e grande fiducia nella Provvidenza, certa che il disegno di Dio si sarebbe compiuto nei tempi stabiliti. Nonostante l’età avanzata e la salute sempre più fragile, continuò a spendersi instancabilmente per i poveri di Cinisi, partecipando alle vicende delle famiglie del paese: il 27 gennaio 1923, dopo una giornata intensa in cui, tra l’altro, aveva aiutato due giovani a coronare il loro matrimonio organizzando anche il pranzo nuziale, fu colpita da un malore e morì a settant’anni, circondata dalla fama di santità.
La sua fama crebbe subito dopo la morte e nel 1964 fu avviata la causa di beatificazione nella diocesi di Monreale, con la raccolta di testimonianze sulla vita e sulle virtù della fondatrice. Il processo sul miracolo attribuito alla sua intercessione, riguardante la sopravvivenza senza gravi conseguenze di un giovane caduto da undici metri durante i lavori per una cappella delle Cappuccine a Cinisi, si concluse positivamente e portò papa Francesco ad approvare il decreto sul miracolo il 14 dicembre 2015. Maria di Gesù Santocanale fu beatificata il 12 giugno 2016 nel duomo di Monreale dal cardinale Angelo Amato, e un secondo miracolo – la guarigione con ripristino della fertilità in una giovane sposa affetta da grave malattia – aprì la via alla canonizzazione celebrata in Piazza San Pietro il 15 maggio 2022. Oggi è venerata come fondatrice delle Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes, la cui opera continua a prolungare nel tempo l’intuizione originaria della santa, e la sua memoria liturgica è fissata al 27 gennaio, giorno della sua “nascita al Cielo”.
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