San Gabriele

 

San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco Possenti, nacque ad Assisi nel 1838 in una famiglia di elevata condizione sociale. Durante la sua giovinezza a Spoleto si distinse per una personalità brillante e vivace, amava la vita mondana, il teatro e la caccia, guadagnandosi il soprannome di "ballerino" per la sua eleganza nei salotti. Nonostante questo stile di vita apparentemente spensierato, Francesco avvertiva un richiamo interiore costante, alimentato anche da diverse malattie e lutti familiari che lo portarono a riflettere sulla precarietà dell'esistenza.


La svolta decisiva avvenne nel 1856 durante una processione dell'icona del Duomo di Spoleto, quando sentì nel cuore un invito esplicito della Vergine Maria a lasciare il mondo per la vita religiosa. Vincendo le resistenze del padre, entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle, assumendo il nome di Gabriele dell'Addolorata per sottolineare la sua profonda devozione ai dolori di Maria e alla Passione di Cristo.


La sua vita religiosa fu caratterizzata da una gioia straordinaria e da una fedeltà eroica alla regola dell'ordine, pur senza compiere gesti clamorosi. La sua spiritualità si concentrava sulla contemplazione della sofferenza di Cristo e sulla vicinanza materna di Maria, trasformando ogni piccola azione quotidiana in un atto di amore assoluto. La tubercolosi lo colpì in giovane età, portandolo alla morte il 27 febbraio 1862, a soli ventiquattro anni, nel convento di Isola del Gran Sasso.


Canonizzato nel 1920 da Papa Benedetto XV, è oggi venerato come il santo dei giovani e dei novizi. Il suo santuario ai piedi del Gran Sasso è meta di continui pellegrinaggi, specialmente da parte di studenti che ogni anno accorrono per celebrare i "cento giorni" all'esame di maturità, affidando a lui le proprie speranze e il proprio futuro.

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