San Bernardino da Siena
Nato a Massa Marittima nel 1380 dalla nobile famiglia senese degli Albizzeschi, rimase presto orfano di entrambi i genitori e crebbe a Siena sotto la guida di alcune zie che ne curarono l'educazione cristiana e culturale. Fin dalla giovinezza dimostrò una spiccata inclinazione verso lo studio delle lettere e del diritto canonico, ma anche una profonda sensibilità verso i bisognosi. Questa dedizione al prossimo si manifestò concretamente nel 1400 quando, durante una violenta epidemia di peste che colpì Siena, Bernardino si prese cura dei malati nell'ospedale di Santa Maria della Scala, contraendo a sua volta la malattia ma riuscendo a sopravvivere.
Sentendo la chiamata alla vita religiosa, nel 1402 entrò nell'Ordine dei Frati Minori e scelse la corrente dell'Osservanza, che promuoveva un ritorno alla rigida povertà originaria della regola di san Francesco. Dopo anni trascorsi nel silenzio e nella preghiera nel convento di Colleverde e poi in quello di Capriola, la sua straordinaria capacità oratoria venne notata dai superiori, che lo spinsero verso l'apostolato pubblico.
A partire dal 1417, Bernardino iniziò a percorrere instancabilmente l'Italia centro-settentrionale, attirando folle oceaniche nelle piazze delle città. Le sue prediche erano vive, ironiche, ricche di esempi quotidiani e focalizzate sulla pacificazione sociale, sulla condanna dell'usura e sul rinnovamento dei costumi. Per dare ai fedeli un fulcro visivo per la loro devozione, egli ideò e diffuse il trigramma IHS, acronimo del nome di Gesù in greco, racchiuso in un sole radioso con dodici raggi. Questo simbolo veniva dipinto su tavolette di legno, come quella mostrata nel dipinto, che il santo mostrava alla folla al termine dei suoi sermoni per invitare alla conversione e per sostituire gli stemmi delle fazioni cittadine in lotta tra loro.
La grande popolarità e la novità della devozione al nome di Gesù gli costarono tre processi per eresia, dai quali uscì sempre pienamente assolto, ottenendo anche la stima e l'appoggio di papa Martino V. Nonostante gli venisse offerto per tre volte l'episcopato nelle diocesi di Siena, Ferrara e Urbino, egli rifiutò sempre per poter continuare la sua missione itinerante e per guidare l'ordine degli Osservanti come vicario generale, portandolo a una straordinaria espansione numerica e spirituale.
Consumato dalle fatiche e dai continui viaggi, Bernardino morì il 20 maggio 1444 a L'Aquila, città dove si era recato nel tentativo di riconciliare due fazioni locali. La sua fama di santità e i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione spinsero papa Niccolò V a canonizzarlo pochissimi anni dopo, nel 1450. La sua memoria liturgica si celebra il 20 maggio, giorno del suo transito, e la sua figura rimane un pilastro della spiritualità francescana e della storia della predicazione cristiana.
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