San Filippo Smaldone

 

Nato a Napoli nel 1848, visse in un'epoca di grandi mutamenti sociali e scelse di dedicare interamente la sua vita sacerdotale al servizio dei più emarginati, con un'attenzione del tutto straordinaria verso le persone sorde, che all'epoca vivevano spesso in condizioni di profondo isolamento umano e spirituale.


Durante gli anni della sua formazione e i primi tempi del ministero a Napoli, il giovane sacerdote rimase fortemente colpito dalle barriere comunicative e sociali che circondavano i sordi. Sentendo questa urgenza come una vera e propria chiamata divina, decise di fare dell'educazione e dell'evangelizzazione di queste persone la missione della sua vita. Per rendere stabile e diffusa questa opera di carità, si trasferì a Lecce, dove nel 1885 fondò la congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori. Insieme a loro, diede vita a istituti specializzati dove i giovani non udenti potevano ricevere non solo un'istruzione e una solida formazione cristiana, ma anche imparare un mestiere che garantisse loro l'indipendenza e la dignità nella società.


San Filippo Smaldone non si limitò a essere un educatore e un assistente sociale ante litteram, ma fu soprattutto un padre spirituale e un pastore instancabile. La sua spiritualità era profondamente radicata nell'amore per l'Eucaristia e nella devozione ai Sacri Cuori, fonti da cui attingeva la pazienza e l'energia necessarie per superare le numerose difficoltà economiche e istituzionali del tempo. Si spese per i suoi "prediletti" fino alla morte, avvenuta a Lecce il 4 giugno 1923. Riconosciuto dalla Chiesa come un faro di carità e un pioniere della pedagogia speciale, è stato proclamato santo da papa Benedetto XVI nel 2006, rimanendo per tutti il patrono e il protettore delle persone sorde.

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