San Paolino di Nola

 

Ponzio Anicio Meropio Paolino nacque intorno al 355 a Bordeaux, in Francia, da una ricca e influente famiglia di rango senatoriale. Avviato a una brillante carriera politica, divenne governatore della Campania, stabilendo in quel periodo un profondo legame con la città di Nola e sviluppando una forte devozione per il martire San Felice.


Nonostante la ricchezza, il prestigio e un matrimonio felice con la nobile Therasia, la sua vita cambiò radicalmente dopo la tragica e prematura morte del loro unico figlio a pochi giorni dalla nascita. Questo dolore straziante spinse Paolino e la moglie verso una profonda conversione spirituale. Decisero insieme di vendere i loro immensi beni, distribuire il ricavato ai poveri e ritirarsi a Nola per condurre una vita ascetica, monastica e di preghiera nei pressi del santuario di San Felice. Nel 409, l'affetto e la stima del popolo lo portarono a essere acclamato Vescovo di Nola.


Il fulcro della scena raffigurata  si rifà a un celebre episodio tramandato dalla tradizione (e narrato anche da San Gregorio Magno) avvenuto durante le devastanti invasioni barbariche. Quando i Vandali saccheggiarono il territorio nolano, fecero numerosi prigionieri per ridurli in schiavitù e portarli in Africa. Paolino spese ogni singola risorsa della diocesi e i propri averi personali per riscattare quanti più concittadini possibile.


Quando una vedova disperata si presentò al vescovo poiché il suo unico figlio era stato rapito dal genero del re dei Vandali, Paolino, non avendo ormai più un soldo da offrire, compì un gesto straordinario: offrì se stesso in cambio del ragazzo. Partì così come schiavo alla volta dell'Africa, lavorando come ortolano alla corte del re barbaro.


Dipinti come quello mostrato immortalano proprio questo drammatico momento di scambio o il successivo riconoscimento della sua santità da parte dei dominatori stranieri. La tradizione racconta infatti che il re, scoperto il segreto della sua reale identità e colpito dalle sue virtù e da un sogno profetico, decise di liberare non solo Paolino, ma anche tutti i cittadini nolani ancora in schiavitù, permettendo loro di fare ritorno in patria.


Il rientro di San Paolino a Nola, accolto dai fedeli in festa che sventolavano mazzi di gigli, ha dato origine alla celeberrima Festa dei Gigli, una secolare tradizione che si rinnova ancora oggi ogni anno a Nola proprio intorno al 22 giugno, dichiarata patrimonio immateriale dell'umanità dall'UNESCO. San Paolino è ricordato non solo come un pastore eroico e un uomo dalla carità sconfinata, ma anche come un raffinato poeta e intellettuale cristiano, capace di abbandonare le glorie terrene per farsi ultimo tra gli ultimi.

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