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San Lorenzo da Brindisi

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  San Lorenzo da Brindisi: Il Dottore Apostolico Nato a Brindisi il 22 luglio 1559 con il nome di Giulio Cesare Russo, il futuro San Lorenzo crebbe manifestando fin dalla primissima giovinezza un'eccezionale inclinazione alla vita spirituale e all'oratoria. Rimasto orfano in tenera età, si trasferì a Venezia presso uno zio sacerdote per proseguire gli studi, maturando ben presto la vocazione religiosa. Nel 1575 vestì l'abito dei Frati Minori Cappuccini a Verona, assumendo il nome di fra Lorenzo, e intraprese un percorso scolastico brillante che lo portò a distinguersi all'Università di Padova per la prodigiosa memoria e l'attitudine per le lingue umane e sacre. La sua profonda conoscenza dell'ebraico, del greco, del latino e delle principali lingue europee gli permise di diventare uno dei più efficaci predicatori della Controriforma. Papa Clemente VIII gli affidò importanti missioni diplomatiche ed evangeliche, tra cui la conversione degli ebrei a Roma e il cons...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O san Lorenzo da Brindisi, ascolta propizio la nostra preghiera. Assisti premuroso il Serafico Ordine: sia fecondo di figli, la santità aumenti, serva fedelmente Cristo Gesù con le parole e le opere. Sulle orme del Padre Serafico San Francesco con te vogliamo percorrere la stretta via del bene e presto giungere alla vetta: vogliamo meditare la Passione di Gesù, celebrare e vivere fedelmente il divin Sacrificio, amare, celebrare, predicare la Vergine Maria che su di te profuse i celesti carismi. Fiduciosi nel tuo patrocinio attendiamo da te luce e forza per conoscere la nostra missione e per attuarla. Amen".

LUNEDÌ DELLA XVI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Uomo, ti è stato insegnato ciò che richiede il Signore da te. Dal libro del profeta Michèa Mi 6,1-4.6-8 Ascoltate dunque ciò che dice il Signore: «Su, illustra la tua causa ai monti e i colli ascoltino la tua voce!». Ascoltate, o monti, il processo del Signore, o perenni fondamenta della terra, perché il Signore è in causa con il suo popolo, accusa Israele. «Popolo mio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho stancato? Rispondimi. Forse perché ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, ti ho riscattato dalla condizione servile e ho mandato davanti a te Mosè, Aronne e Maria?». «Con che cosa mi presenterò al Signore, mi prostrerò al Dio altissimo? Mi presenterò a lui con olocausti, con vitelli di un anno? Gradirà il Signore migliaia di montoni e torrenti di olio a miriadi? Gli offrirò forse il mio primogenito per la mia colpa, il frutto delle mie viscere per il mio peccato?». Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizi...

Sant’Apollinare

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  Secondo la tradizione agiografica, Apollinare era originario di Antiochia e fu un discepolo diretto dell'apostolo Pietro. Accompagnò il primo Papa a Roma e da lì venne inviato in Emilia-Romagna per evangelizzare la strategica città di Ravenna, allora un cruciale porto militare e commerciale dell'Impero Romano. Divenuto il primo vescovo della città, Apollinare si distinse immediatamente per la sua fervente opera di predicazione, riuscendo a convertire numerose persone e compiendo prodigi e guarigioni miracolose che scossero la comunità locale. La sua attività missionaria, tuttavia, attirò ben presto l'ostilità delle autorità pagane e dei sacerdoti dei templi locali. Durante i periodi di persecuzione, il santo fu arrestato, torturato e costretto all'esilio in diverse occasioni. Nonostante i ripetuti tentativi di metterlo a tacere e le ferite riportate nei vari supplizi, Apollinare tornò sempre a Ravenna per guidare e sostenere la sua comunità di fedeli, dimostrando una ...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O sant'Apollinare, nostro glorioso Patrono, intercedi per i fedeli che da secoli tu proteggi. Noi siamo il tuo popolo, agnelli del tuo gregge: innalza preghiere per noi al Figlio di Dio. O Dio, eterna ricompensa dei tuoi servi fedeli, che hai santificato questo giorno col martirio del santo vescovo Apollinare, per la sua intercessione concedi a noi che lo veneriamo maestro e protettore, di sperimentare la dolcezza della tua misericordia.

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA Dopo i peccati, tu concedi il pentimento. Dal libro della Sapienza Sap 12,13.16-19 Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 85 (86) ℟.Tu sei buono, Signore, e perdoni. Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi t’invoca. Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera e sii attento ...

Sant'Arsenio il Grande

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  Nato a Roma intorno al 354 da una nobile e ricca famiglia cristiana, Arsenio ricevette un'educazione eccezionale, diventando un uomo di vastissima cultura, profondo conoscitore della retorica e della filosofia. La sua fama e la sua integrità morale giunsero fino all'orecchio dell'imperatore Teodosio il Grande, il quale era alla ricerca di un tutore di altissimo livello per i suoi due figli, i futuri imperatori Arcadio e Onorio. Arsenio si trasferì così alla corte di Costantinopoli, dove visse per circa un decennio circondato da onori, ricchezze e dai fasti della vita imperiale, ricoprendo un ruolo di grandissimo prestigio politico e sociale. Nonostante il successo e il rispetto di cui godeva, Arsenio sentiva un profondo vuoto interiore e un richiamo costante verso una vita interamente dedicata a Dio. La leggenda devozionale narra che, pregando intensamente per conoscere la volontà divina, udì una voce che gli disse di fuggire dagli uomini per potersi salvare. Questa rivel...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Sant’Arsenio, tu che fosti maestro dei principi e poi discepolo del silenzio, hai lasciato gli onori del mondo per cercare il volto di Dio nel deserto. Hai vissuto tra le rocce aride dello Scete, vegliando nelle notti senza sonno, consumato dal pianto e dalla preghiera, aspettando l’aurora come segno di salvezza. Hai pianto per l’Impero caduto e per l’umanità smarrita, offrendo ogni lacrima come sacrificio d’amore. Tu hai conosciuto il dolore che purifica, il silenzio che salva, la solitudine che apre al Mistero. Intercedi per noi, perché il Signore estragga dai nostri cuori le lacrime della conversione, e ci doni di piangere in questa vita, per non dover piangere nell’altra. Amen.

SABATO DELLA XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Sono avidi di campi e li usurpano, di case e se le prendono. Dal libro del profeta Michèa Mi 2,1-5 Guai a coloro che meditano l’iniquità e tramano il male sui loro giacigli; alla luce dell’alba lo compiono, perché in mano loro è il potere. Sono avidi di campi e li usurpano, di case e se le prendono. Così opprimono l’uomo e la sua casa, il proprietario e la sua eredità. Perciò così dice il Signore: «Ecco, io medito contro questa genìa una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo e non andranno più a testa alta, perché sarà un tempo di calamità. In quel tempo si intonerà su di voi una canzone, si leverà un lamento e si dirà:    “Siamo del tutto rovinati; ad altri egli passa l’eredità del mio popolo, non si avvicinerà più a me, per restituirmi i campi che sta spartendo!”. Perciò non ci sarà nessuno che tiri a sorte per te, quando si farà la distribuzione durante l’assemblea del Signore». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 9 (10) ℟. Non dimenticare i p...

San Vruno di Segni

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 Bruno nacque a Solero, in Piemonte, intorno al 1045 da una nobile famiglia. Fin dalla giovinezza mostrò una profonda inclinazione per gli studi teologici e la vita spirituale, formandosi prima a Bologna e poi nel monastero di San Benigno di Fruttuaria. La sua profonda cultura e la sua retta morale lo portarono presto a Roma, dove divenne uno stimato consigliere di diversi pontefici in un'epoca storica turbolenta, segnata dalla cruciale "lotta per le investiture" tra il Papato e l'Impero. Papa Gregorio VII, riconoscendo le sue straordinarie doti umane e teologiche, lo nominò vescovo di Segni nel 1079. In questa terra, Bruno si distinse come un pastore instancabile, difendendo con fermezza l'ortodossia cattolica e i diritti della Chiesa contro le interferenze politiche. La sua strenua difesa della dottrina e la fedeltà al Papa gli costarono anche la prigionia per mano dei signori locali fedeli all'imperatore, un duro esilio che egli affrontò con la pazienza e l...