SAN PIO DA PIETRELCINA, PRESBITERO – memoria

Prima Lettura


Ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

Qo 3,1-11


Dal libro del Qoèlet

Qo 3,1-11

 

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,

un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.

Un tempo per uccidere e un tempo per curare,

un tempo per demolire e un tempo per costruire.

Un tempo per piangere e un tempo per ridere,

un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.

Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,

un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

Un tempo per cercare e un tempo per perdere,

un tempo per conservare e un tempo per buttar via.

Un tempo per strappare e un tempo per cucire,

un tempo per tacere e un tempo per parlare.

Un tempo per amare e un tempo per odiare,

un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica?

Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine.


Parola di Dio.


COMMENTO PRIMA LETTURA 


Ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. Dio <<ha fatto bella ogni cosa a suo tempo>> (v. 11): è la convinzione di chi erige la volontà divina a propria norma, poiché in ogni momento o esperienza della vita, anche se di segno opposto, è possibile un incontro con Dio; ciò induce nello stesso tempo alla pazienza e alla serenità.


Salmo Responsoriale

Dal Sal 143 (144)


R. Benedetto il Signore, mia roccia.


Benedetto il Signore, mia roccia,

mio alleato e mia fortezza,

mio rifugio e mio liberatore,

mio scudo in cui confido. R.

 

Signore, che cos’è l’uomo perché tu l’abbia a cuore?

Il figlio dell’uomo, perché te ne dia pensiero?

L’uomo è come un soffio,

i suoi giorni come ombra che passa. R.


Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.


Il Figlio dell'uomo è venuto per servire

e dare la propria vita in riscatto per molti. (Mc 10,45)


Alleluia.

 

Vangelo


Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto.


Dal Vangelo secondo Luca

Lc 9,18-22

 

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».

Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».

Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».


Parola del Signore.


PAROLE DEL SANTO PADRE


Le grandi svolte della missione di Gesù sono sempre precedute dalla preghiera, ma non così en passant, dalla preghiera intensa, prolungata. Questa verifica della fede sembra un traguardo e invece è un rinnovato punto di partenza per i discepoli, perché, da lì in avanti, è come se Gesù salisse di un tono nella sua missione, parlando loro apertamente della sua passione, morte e risurrezione. In questa prospettiva, che istintivamente suscita repulsione, sia nei discepoli, sia in noi che leggiamo il Vangelo, la preghiera è la sola fonte di luce e di forza. Occorre pregare più intensamente, ogni volta che la strada imbocca una salita. (Udienza generale, 2 giugno 2021) 

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