sant’Agostino di Canterbury
Agostino di Canterbury, vissuto a cavallo tra il sesto e il settimo secolo, occupa un posto di fondamentale rilievo nella storia della Chiesa e dell'evangelizzazione dell'Europa occidentale. Monaco benedettino a Roma, ricopriva la carica di priore del monastero di Sant'Andrea sul Celio quando, nel 595, fu scelto personalmente da papa Gregorio Magno per guidare una delicata e ambiziosa missione evangelizzatrice. L'obiettivo del pontefice era quello di convertire i popoli anglosassoni della Britannia, una terra che, dopo il ritiro delle legioni romane e le invasioni barbariche, era in gran parte ricaduta nel paganesimo.
Accompagnato da circa quaranta confratelli, Agostino intraprese il viaggio verso nord. Lungo la via, tuttavia, il gruppo fu colto dal timore a causa dei racconti sulla ferocia dei popoli della Britannia, tanto da spingere Agostino a fare ritorno a Roma per chiedere al papa di sollevarli dall'incarico. Gregorio Magno non cedette, ma incoraggiò i monaci a proseguire, nominando Agostino abate della comunità e conferendogli l'autorità necessaria per condurre a termine l'impresa.
I missionari sbarcarono infine nel 597 sull'isola di Thanet, nel regno del Kent. Ad accoglierli trovarono il re Ethelbert, un sovrano pagano che si dimostrò tuttavia insolitamente tollerante e aperto all'ascolto, anche grazie all'influenza della moglie Berta, una principessa franca di fede cristiana. Ethelbert concesse ai monaci il permesso di stabilirsi a Canterbury, la capitale del regno, e di predicare liberamente. La testimonianza di vita evangelica della comunità, improntata alla preghiera, al digiuno e alla carità, unita alla predicazione della parola di Dio, diede frutti rapidi e straordinari. Nel giorno della Pentecoste dello stesso anno, il re Ethelbert ricevette il battesimo, spingendo gran parte dei suoi sudditi a seguirne l'esempio.
Forte di questo successo primordiale, Agostino si recò in Gallia per ricevere la consacrazione episcopale ad Arles, diventando ufficialmente il primo arcivescovo di Canterbury. Tornato in Britannia, continuò a ricevere il sostegno costante di papa Gregorio, il quale gli inviò nuovi collaboratori, paramenti sacri, reliquie e preziosi codici liturgici. Nei suoi scambi epistolari, il pontefice offrì ad Agostino importanti direttive pastorali, suggerendogli una strategia di evangelizzazione improntata alla gradualità e al rispetto delle tradizioni locali. Invece di distruggere i templi pagani, il papa consigliava di purificarli e trasformarli in chiese cristiane, adattando le antiche festività popolari in celebrazioni in onore dei santi martiri.
Agostino dedicò gli ultimi anni della sua esistenza a consolidare le fondamenta della neonata Chiesa inglese, istituendo le nuove diocesi di Londra e Rochester e cercando, sebbene con alterne fortune e non poche difficoltà diplomatiche, di avviare un dialogo con i vescovi cristiani autoctoni della vicina comunità celtica del Galles. La sua opera pose le basi non solo per la conversione spirituale dell'isola, ma anche per la fioritura di una ricca cultura monastica che avrebbe profondamente influenzato l'intera Europa nei secoli successivi.
Il santo missionario si spense il 26 maggio del 604 e fu sepolto inizialmente all'esterno della chiesa dell'abbazia dei Santi Pietro e Paolo a Canterbury, da lui stesso fondata. La sua memoria liturgica viene celebrata il 27 maggio da tutta la Chiesa cattolica e dalla Comunione anglicana, che lo venera come l'Apostolo dell'Inghilterra.
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