San Bernardino Realino
Nato a Carpi nel 1530 da una famiglia nobile, Bernardino intraprese inizialmente studi classici e successivamente si laureò in diritto civile e canonico a Bologna. La sua spiccata intelligenza e le sue doti umane lo portarono a ricoprire importanti cariche pubbliche, lavorando come podestà e pretore in diverse città d'Italia, dove si distinse sempre per la sua rettitudine, l'immensa carità e un profondo senso della giustizia.
La svolta della sua vita avvenne a Napoli. Qui, colpito dalla predicazione dei Gesuiti e profondamente scosso dalla perdita della donna amata, decise di abbandonare la promettente carriera politica per entrare nella Compagnia di Gesù a 34 anni. Ordinato sacerdote, nel 1574 venne inviato a Lecce con il compito di fondare una casa e un collegio gesuita.
A Lecce, Bernardino Realino divenne una vera e propria colonna spirituale per l'intera comunità. Rimase nella città pugliese per ben quarantadue anni, fino alla sua morte, spendendosi instancabilmente nel confessionale, nell'assistenza ai malati, ai poveri e ai carcerati. La sua fama di santità e di consigliere illuminato era tale che persone di ogni estrazione sociale, dai nobili ai più umili, si rivolgevano a lui per ricevere conforto e guida.
Un episodio straordinario e celebre della sua vita, legato alla profonda devozione mariana che lo caratterizzava, racconta che la Vergine Maria gli apparve per mettergli tra le braccia il Bambino Gesù. Questo momento di intima e tenera unione mistica è proprio quello rappresentato nell'iconografia, dove il santo, con volto sereno e amorevole, accoglie il piccolo Gesù.
San Bernardino Realino morì a Lecce il 2 luglio 1616. Si racconta che, mentre era sul letto di morte, le autorità cittadine si recarono da lui per chiedergli formalmente di accettare di essere il protettore della città anche dal cielo, un legame che il santo suggellò prima di spirare e che la città di Lecce custodisce ancora oggi. Fu canonizzato da papa Pio XII nel 1947.
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