NOVENA a San Valentino (dal 05 al 13 febbraio)


TERZO GIORNO


Quel Dio che abbatte i superbi, ed esalta gli umili, non patì che la virtù del suo gran servo Valentino rimanesse nascosta nei recessi domestici; ma volle che più luminosa risplendesse sul trono dei Pastori d’Israele. Dopo essere insignito del carattere di Sacerdote, fu consacrato Vescovo di questa sua Patria dal S. Pastore e Martire Feliciano d’ordine del Sommo Pontefice S. Vittore. Valentino apparve ben tosto la viva fiaccola che illumina la Casa del Signore: fu il sale che produce l’incorruttibilità: fu la rugiada che rinfresca e ravviva. Al suo lume s’accessero le più splendenti faci della Chiesa Interamnense, i Saturnini, i Castuli, i Magni, i Luci, che coi loro splendori fecero bella corona alla Pontificale sua Sede. All’ombra di Lui germogliarono i bei gigli di verginità, le Agapi e Compagne, che s’imporporarono poi nel sanguinoso campo del Martirio. Noi siamo figli di Valentino per la fede: noi siamo discendenti di quei Martiri, di quelle Vergini. Ma quali somiglianza abbiamo con loro? Dov’è l’illibatezza del costume, lo zelo della religione, la santita della vita? Confondiamoci, o Fedeli, e, se vogliamo gloriarci di quei Padri, torniamo a seguire umili le loro gloriose orme.


Tre Pater, Ave, Gloria


Preghiera


O preziosa Gemma del Sacerdozio, S. Valentino: se smarrito il sentiero delle prische virtù, noi pressoché perdemmo le ragioni di vostre Pecorelle, Voi però non perdeste le ragioni di Pastore. Suoni adunque nel cuor nostro la pastoral Vostra voce, e ci richiami a nutrirci con docilità nei pascoli del Signore da Voi sì luminosamente additati. Toglieteci dalle velenose pasture del mondo corrotto; spargete le anime nostre del Sale della vera Sapienza, e della rugiada della Grazia; e sarà il Pastore la salute della Greggia, e sarà la Greggia la corona del Pastore.

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