Santa Cristina di Bolsena
Nata nel III secolo a Bolsena (o Tiro, secondo alcune tradizioni della Passio), Cristina era la giovane figlia di Urbano, un nobile e inflessibile magistrato romano, fervente pagano. Il padre, orgoglioso della straordinaria bellezza e virtù della figlia, volle consacrarla agli dèi tradizionali, rinchiudendola in una torre dorata circondata da preziose statue di metallo nobile e servitrici.
La giovinetta, tuttavia, aveva già abbracciato in segreto la fede cristiana. Spinta da una profonda carità e dal rifiuto dell'idolatria, Cristina spezzò le statue d'oro e d'argento degli dèi paterni e ne distribuì i frammenti ai poveri della città.
Le persecuzioni e i miracoli
Scoperto il gesto, il padre Urbano andò su tutte le furie e diede inizio a una serie di terribili torture per costringere la figlia ad abiurare. Cristina venne flagellata, rinchiusa in prigione e posta su una ruota infuocata, ma rimase miracolosamente illesa.
Di fronte all'irremovibile fede della ragazza, il padre ordinò che le venisse legata al collo una pesante pietra e che venisse gettata nelle acque del lago di Bolsena. Secondo la tradizione agiografica, intervennero gli angeli: la pietra galleggiò sostando sulla superficie dell'acqua e Cristina fu riportata a riva sana e salva, lasciando le impronte dei suoi piedi sulla roccia (reliquia tuttora venerata nella Basilica di Santa Cristina a Bolsena).
Si narra che Urbano, sconvolto dalla rabbia e dall'incomprensione di fronte a tali prodigi, morì improvvisamente quella notte stessa.
Il martirio e la memoria
La persecuzione della giovane non terminò con la morte del padre. I giudici che gli succedettero, Dione e Giuliano, continuarono a sottoporla a supplizi sempre più crudeli: dalla fornace ardente alla prigione con serpenti velenosi, fino al taglio della lingua. Cristina continuò a cantare le lodi di Dio e a testimoniare la sua fede, convertendo persino molti dei suoi carnefici e degli astanti.
Infine, la giovane trovò la gloria del martirio venendo trafitta da due frecce (o lance) alla fine delle sue sofferenze.
La Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa celebrano la sua memoria liturgica il 24 luglio. Santa Cristina è venerata come patrona della città di Bolsena e protettrice contro le calamità e i pericoli legati all'acqua.
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