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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

SAN GIROLAMO, PRESBITERO E DOTTORE DELLA CHIESA – MEMORIA

PRIMA LETTURA Come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio? Dal libro di Giobbe Gb 9,1-12.14-16 Giobbe rispose ai suoi amici e prese a dire: «In verità io so che è così: e come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio? Se uno volesse disputare con lui, non sarebbe in grado di rispondere una volta su mille. Egli è saggio di mente, potente di forza: chi si è opposto a lui ed è rimasto salvo? Egli sposta le montagne ed esse non lo sanno, nella sua ira egli le sconvolge. Scuote la terra dal suo posto e le sue colonne tremano. Comanda al sole ed esso non sorge e mette sotto sigillo le stelle. Lui solo dispiega i cieli e cammina sulle onde del mare. Crea l’Orsa e l’Orione, le Plèiadi e le costellazioni del cielo australe. Fa cose tanto grandi che non si possono indagare, meraviglie che non si possono contare. Se mi passa vicino e non lo vedo, se ne va e di lui non mi accorgo. Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire? Chi gli può dire: “Cosa fai?”. Tanto meno potrei rispondergli io, scegliendo l...

San Girolamo

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  Sofronio Eusebio Girolamo, noto universalmente come San Girolamo, nasce a Stridone, al confine tra la Dalmazia e la Pannonia, intorno al 347 d.C. Trasferitosi a Roma da giovane per compiere la sua formazione umanistica e retorica, viene affascinato sia dagli autori classici greci e latini, sia dallo studio profondo delle Sacre Scritture. Durante questi anni riceve il battesimo e matura un’inclinazione alla vita di preghiera, di ascetismo e di rigoroso isolamento intellettuale. Sentendo forte la chiamata alla solitudine e all'ascesi, si reca in Oriente e trascorre un periodo nel deserto di Calcide, vicino ad Antiochia, praticando una severa penitenza ed esercitandosi nello studio profondo della lingua ebraica per penetrare il testo biblico nella sua forma originale. Tornato a Roma nel 382, diventa segretario di Papa Damaso I, che gli affida il monumentale compito di realizzare una revisione e traduzione in latino dei testi sacri. Questo maestoso lavoro eseggetico porta alla nascit...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O glorioso San Girolamo, per quell'amabile zelo che ti condusse allo studio profondo delle sacre scritture conferendoti tanta luce; per quello spirito di sacrificio e di mortificazione, per le pratiche di pietà e per le più edificanti virtù per renderti sempre più utile alla Chiesa cattolica; e per tutti i Divini favori di cui puoi disporre in cielo; sii protettore benevolo ed ottieni a noi tutti la grazia di meditare continuamente la verità della fede, di non cercare mai sulla terra che essere graditi a Dio, e di infervorarci sempre più negli esercizi della penitenza e delle buone opere, per assicurarci la nostra eterna salvezza.

SANTI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE, ARCANGELI – FESTA

PRIMA LETTURA Mille migliaia lo servivano. Dal libro del profeta Daniele Dn 7,9-10.13-14 Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 137 (138) ℟. Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria. Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole de...

Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

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  La tradizione agiografica celebra il 29 settembre la memoria dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, figure fondamentali e presenze spirituali di primo piano nelle Sacre Scritture. L'Arcangelo Michele, il cui nome significa "Chi è come Dio?", è universalmente venerato come il principe delle schiere celesti e il difensore della fede contro le forze del male. Nelle rappresentazioni artistiche e iconografiche viene spesso ritratto in veste di guerriero alato, pronto a sconfiggere il drago o il demonio con una spada sguainata, simboleggiando la vittoria della luce divina sulle tenebre. L'Arcangelo Gabriele, il cui nome tradotto equivale a "Fortezza di Dio", è il messaggero per eccellenza dei decreti divini. È noto soprattutto per aver portato l'Annunciazione alla Vergine Maria, svelandole il disegno della Salvezza, ed è storicamente invocato come protettore della comunicazione e della trasmissione della parola divina. L'Arcangelo Raffaele, il...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Venga dal Cielo nelle nostre case l'Angelo della pace, Michele, venga portatore di serena pace e releghi nell'inferno le guerre, fonte di tante lacrime. Venga Gabriele, l'Angelo della forza, scacci gli antichi nemici e visiti i templi cari al Cielo, che Egli trionfatore ha fatto elevare sulla Terra. Ci assista Raffaele, l'Angelo che presiede alla salute; venga a guarire tutti i nostri malati e a dirigere i nostri incerti passi per i sentieri della vita.

LUNEDÌ DELLA XXVI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore. Dal libro di Giobbe Gb 1,6-22 Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo». Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». Satana si ritirò dalla presenza del Signore. Un giorno...

MARIA CHE SCIOGLIE I NODI

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  L'origine di questa devozione si lega alla storia del nobile Wolfgang Langenmantel che, nel 1615, attraversava una profonda crisi matrimoniale con la moglie Sophie Imhoff. Nel tentativo di evitare il divorzio, Wolfgang si rivolse al sacerdote gesuita Jakob Rem per chiedere consiglio e preghiera. Durante uno dei loro incontri, il padre gesuita affidò alla Vergine il nastro matrimoniale degli sposi, simbolo del legame coniugale. Secondo la tradizione, compiendo un gesto simbolico di affidamento, il sacerdote presentò il nastro annodato di fronte all'immagine della Madonna e i nodi si sciolsero miracolosamente, restituendo al nastro la sua levigatezza originaria; la coppia ritrovò così l'armonia e la pace. Decenni più tardi, il nipote della coppia, il canonico Hieronymus Ambrosius Langenmantel, commissionò il quadro come ex voto per rendere grazie della grazia ricevuta dai suoi avi. L'iconografia rappresenta la Vergine Maria immersa nella luce dello Spirito Santo, rappre...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Vergine Maria, Madre che non hai mai abbandonato un figlio che grida aiuto, Madre le cui mani lavorano senza sosta per i tuoi figli tanto amati, perché sono spinte dall’amore divino e dall’infinita misericordia che esce dal tuo cuore, volgi verso di me il tuo sguardo pieno di compassione, guarda il cumulo di ‘nodi’ che soffocano la mia vita. Tu conosci la mia disperazione e il mio dolore. Sai quanto mi paralizzano questi nodi e li ripongo tutti nelle tue mani. Nessuno, neanche il demonio, può sottrarmi dal tuo aiuto misericordioso. Nelle tue mani non c’è un nodo che non sia sciolto. Vergine madre, con la grazia e il tuo potere d’intercessione presso tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, ricevi oggi questo ‘nodo’ (nominarlo se possibile). Per la gloria di Dio ti chiedo di scioglierlo e di scioglierlo per sempre. Spero in te. Sei l’unica consolatrice che il Padre mi ha dato. Sei la fortezza delle mie deboli forze, la ricchezza delle mie miserie, la liberazione da tutto ciò che m’impedisc...

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA Ez 18,25-28 Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso. Dal libro del profeta Ezechièle Così dice il Signore: «Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà». Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE Sal 24 Ricòrdati, Signore, della tua misericordia. Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza; io spero in te tutto il giorno. Ricòrdati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre. I...

San Vincenzo de' Paoli

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  San Vincenzo de' Paoli nasce nel 1581 a Pouy, in Guascogna, da una famiglia di umili contadini. Ordinato sacerdote in giovane età, vive inizialmente la sua vocazione cercando un riscatto sociale ed economico, fino a quando una profonda crisi spirituale ed esperienze dirette con la miseria lo portano a una completa conversione del cuore. Comprendendo che la vera missione di un sacerdote risiede nel servizio verso gli ultimi, dedica l'intera esistenza al sollievo dei poveri, dei malati, degli orfani e dei prigionieri. Per rendere efficace ed organica la sua opera di carità, fonda la Congregazione della Missione, i cui membri sono noti come Lazzaristi, destinata all'evangelizzazione delle popolazioni rurali e alla formazione del clero. Insieme a Santa Luisa de Marillac dà vita anche alle Figlie della Carità, una comunità femminile rivoluzionaria per l'epoca, giacché le suore non vivono in clausura ma operano direttamente sulle strade e negli ospedali al fianco di chi sof...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O S. Vincenzo padre di tutti i miseri che non rigettaste mai alcuno che a voi ricorresse, deh! Guardate da quanti mali noi siamo oppressi, e venite in nostro aiuto: ottenete dal Signore soccorso ai poveri, sollievo agli infermi, consolazione agli afflitti, protezione agli abbandonati, carità ai ricchi, conversione ai peccatori, zelo ai sacerdoti, pace alla Chiesa, tranquillità ai popoli; tutti provino gli effetti della vostra paterna carità, sicchè da voi sollevati riunirci con voi colà dove non sarà più né pianto né lutto, né dolore. Per Gesù Cristo Signor Nostro. Così Sia.

SABATO DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che ritorni la polvere alla terra e il soffio vitale torni a Dio. Dal libro del Qoèlet Qo 11,9 - 12,8 Godi, o giovane, nella tua giovinezza, e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù. Segui pure le vie del tuo cuore e i desideri dei tuoi occhi. Sappi però che su tutto questo Dio ti convocherà in giudizio. Caccia la malinconia dal tuo cuore, allontana dal tuo corpo il dolore, perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio. Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: «Non ci provo alcun gusto»; prima che si oscurino il sole, la luce, la luna e le stelle e tornino ancora le nubi dopo la pioggia; quando tremeranno i custodi della casa e si curveranno i gagliardi e cesseranno di lavorare le donne che macinano, perché rimaste poche, e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre e si chiuderanno i...

Beato Luigi Tezza

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  Il Beato Luigi Tezza nasce a Conegliano Veneto il 1° novembre 1841. Rimasto orfano di padre in giovane età, cresce sotto la guida devota della madre e a quindici anni sceglie di abbracciare la vita religiosa entrando nell'Ordine dei Ministri degli Infermi, noti come Camilliani. Ordinato sacerdote nel 1864, dimostra fin da subito spiccate doti di sensibilità e carità verso i sofferenti, ricoprendo incarichi di responsabilità come Maestro dei novizi e operando per diversi anni in Francia per diffondere la missione dell'ordine. Nel 1892, insieme a Giuseppina Vannini, fonda la Congregazione delle Figlie di San Camillo, nata per consacrare la vita delle religiose all'assistenza caritatevole e premurosa degli infermi e dei bisognosi. La sua dedizione e la sua capacità organizzativa lo portano, nel 1900, a essere inviato a Lima, in Perù, per svolgere una missione di visita e riorganizzazione della comunità locale. Quello che doveva essere un breve soggiorno di pochi mesi si tras...

VENERDÌ DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. Dal libro del Qoèlet Qo 3,1-11 Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato. Un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttar via. Un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace. Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica? Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha f...

San Cleofa

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  San Cleofa è una figura fondamentale del Nuovo Testamento, celebrato dalla Chiesa cattolica il 25 settembre. La sua storia si intreccia strettamente con i momenti salienti della vita e della risurrezione di Gesù, collocandosi tra le testimonianze più vive e toccanti dei Vangeli. Secondo la tradizione esegetica e storica, Cleofa — talvolta identificato con Clopa o Alfeo — era un parente di Gesù, probabilmente fratello di San Giuseppe, e marito di Maria di Cleofa, una delle pie donne presenti ai piedi della Croce. Padre di figure di spicco della prima comunità cristiana, tra cui l'apostolo Giacomo il Minore, Cleofa visse in prima persona la stagione della predicazione di Cristo e i tragici eventi della Passione a Gerusalemme. L'episodio per cui è universalmente noto e raffigurato anche nell'iconografia sacra è il celebre cammino verso Emmaus, narrato nel Vangelo di Luca. La sera della domenica di Pasqua, Cleofa e un altro discepolo stavano lasciando Gerusalemme tristi e dis...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Dio, che hai dato al tuo popolo San Cleofa discepolo di Gesù , con il suo aiuto rendici forti e perseveranti nella fede, per collaborare assiduamente all'unità della Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

GIOVEDÌ DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Non c’è niente di nuovo sotto il sole. Dal libro del Qoèlet Qo 1,2-11 Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa. Il sole sorge, il sole tramonta e si affretta a tornare là dove rinasce. Il vento va verso sud e piega verso nord. Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento. Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno: al luogo dove i fiumi scorrono, continuano a scorrere. Tutte le parole si esauriscono e nessuno è in grado di esprimersi a fondo. Non si sazia l’occhio di guardare né l’orecchio è mai sazio di udire. Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole. C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»? Proprio questa è già avvenuta nei secoli che ci hanno preceduto. Nessun ricordo resta de...

San Pacifico da San Severino

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  San Pacifico da San Severino, al secolo Carlo Antonio Divini, nacque a San Severino Marche il 1º marzo 1653. Orfano dei genitori in tenera età, fu cresciuto dallo zio materno e all'età di diciassette anni scelse di entrare nell'Ordine dei Frati Minori Reformati, assumendo il nome di fra Pacifico. Ordinato sacerdote nel 1678, si distinse subito come fervente predicatore e insegnante di filosofia, percorrendo gran parte delle Marche per l'apostolato. La vita di fra Pacifico fu segnata da una profonda austerità, dall'amore per la solitudine e da una costante devozione al Santissimo Sacramento. Nonostante la salute fragile, che col tempo sfociò nella cecità, nella sordità e in una gravissima infermità fisica, continuò a servire la sua comunità con umiltà e pazienza, arrivando a ricoprire anche la carica di frate guardiano nel convento di Santa Maria delle Grazie a San Severino. Durante la sua esistenza gli vennero attribuiti doni mistici, estasi, visioni e lo spirito di p...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Glorioso San Pacifico uomo alto, sparuto, pallido, con il naso, con voce sottile, e modi semplici e amichevoli, la vita non ti riservò molte gioie, ma Dio ti consolò con estasi, il dono delle profezie, di saper leggere nei cuori e un grande desiderio di donare le proprie sofferenze a Cristo per la salvezza delle anime. Il tuo corpo rimasto incorrotto schizzò sangue dopo quattro anni dalla sepoltura, come fosse ancora vivente. Dacci la forza di affrontare le disavventure della vita. Amen

SAN PIO DA PIETRELCINA, PRESBITERO – MEMORIA

PRIMA LETTURA Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane. Dal libro dei Proverbi Pr 30,5-9 Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco; egli è scudo per chi in lui si rifugia. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo. Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e abusi del nome del mio Dio. Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 118 (119) ℟. Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola. Tieni lontana da me la via della menzogna, donami la grazia della tua legge. Bene per me è la legge della tua bocca, più di mille pezzi d’oro e d’argento. ℟. Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli. Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero, per osservare la tua ...

San Pio da Pietrelcina

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  San Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, in provincia di Benevento. Fin dalla primissima infanzia manifesta una profonda inclinazione alla preghiera e alla vita religiosa, accompagnata da visioni e manifestazioni mistiche. Nel 1903 entra nel noviziato dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, prendendo il nome di fra Pio, e viene ordinato sacerdote nel 1910 nella cattedrale di Benevento. A causa delle sue precarie condizioni di salute, trascorre diversi anni nei suoi luoghi natii, finché nel 1916 giunge nel convento di San Giovanni Rotondo, sul Gargano, luogo che diventerà il centro propulsore di tutta la sua missione spirituale. È proprio qui che, il 20 settembre 1918, mentre è in preghiera davanti al Crocifisso del coro, riceve le stigmate visiblemente impresse sulle mani, sui piedi e sul costato, fenomeno spirituale e fisico che lo accompagnerà per tutta la vita. La notizia delle sue doti mistiche, della capacità di leggere ne...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccatori, che, spinto dall'amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il servo di Dio, Padre Pio da Pietrelcina, che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre Tuo e per il bene delle sue anime. Ti supplico, perciò, di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia..., che ardentemente desidero. Tre Gloria Patri.

MARTEDÌ DELLA XXV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Proverbi di carattere vario Dal libro dei Proverbi Pr 21,1-6.10-13 Il cuore del re è un corso d’acqua in mano al Signore: lo dirige dovunque egli vuole. Agli occhi dell’uomo ogni sua via sembra diritta, ma chi scruta i cuori è il Signore. Praticare la giustizia e l’equità per il Signore vale più di un sacrificio. Occhi alteri e cuore superbo, lucerna dei malvagi è il peccato. I progetti di chi è diligente si risolvono in profitto, ma chi ha troppa fretta va verso l’indigenza. Accumulare tesori a forza di menzogne è futilità effimera di chi cerca la morte. L’anima del malvagio desidera fare il male, ai suoi occhi il prossimo non trova pietà. Quando lo spavaldo viene punito, l’inesperto diventa saggio; egli acquista scienza quando il saggio viene istruito. Il giusto osserva la casa del malvagio e precipita i malvagi nella sventura. Chi chiude l’orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 118 (119) ℟. ...

Sant'Ignazio da Santhià

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  Sant'Ignazio da Santhià, al secolo Lorenzo Maurizio Belvisotti, nacque a Santhià il 5 giugno 1686 in una famiglia devota. Dopo aver perso il padre in gioventù, manifestò presto una forte vocazione religiosa e fu ordinato sacerdote diocesano nel 1710, distinguendosi fin da subito per lo spirito di preghiera, la dedizione al catechismo e la premura verso i poveri e gli ammalati. In cerca di una vita ancor più austera e dedita all'umiltà, nel 1716 rinunciò ai suoi incarichi per entrare tra i Frati Minori Cappuccini nel convento di Chieri, assumendo il nome di fra' Ignazio. La sua esistenza francescana fu caratterizzata da un'obbedienza totale, da una profonda devozione verso il Crocifisso e dall'impegno instancabile nell'amministrazione del sacramento della riconciliazione. Svolse gran parte del suo ministero nel convento del Monte dei Cappuccini a Torino. Qui divenne maestro dei novizi, guida spirituale ricercata da persone di ogni estrazione sociale, dai nobili...

SAN MATTEO, APOSTOLO ED EVANGELISTA – FESTA

PRIMA LETTURA Cristo ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere evangelisti. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni Ef 4,1-7.11-13 Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere...

San Matteo

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 San Matteo, originariamente conosciuto come Levi, era un pubblico giudeo al servizio dell'Impero Romano presso la città di Cafarnao, dove si occupava della riscossione delle imposte e dei dazi. Proprio per questo suo ruolo, legato al denaro e al potere oppressore dell'epoca, era considerato dai suoi connazionali un peccatore e un rinnegato. La sua vita cambiò radicalmente quando Gesù passò davanti al suo banco delle imposte e gli rivolse la semplice chiamata di seguirlo. Rispondendo all'istante, Levi lasciò ogni bene materiale per diventare uno dei dodici apostoli, prendendo il nome di Matteo, che significa "Dono di Dio". Dopo la Risurrezione di Cristo e la Pentecoste, Matteo dedicò la sua vita all'evangelizzazione e alla stesura del primo dei quattro Vangeli canonici. Il suo scritto, indirizzato in primo luogo alle comunità ebraiche convertite al cristianesimo, volle dimostrare come in Gesù si fossero adempiute tutte le antiche profezie messianiche. Nella tr...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Per quell'ammirabile prontezza, con cui Voi, o glorioso S. Matteo, abbandonaste l' impiego, la casa e la famiglia, per conformarvi agli inviti di Gesù Cristo, ottenete a noi tutti la grazia di approfittar sempre con giubilo di tutte le divine ispirazioni. Per quell'ammirabile umiltà, con cui Voi, o glorioso S. Matteo, scrivendo prima d'ogni altro il Vangelo di Gesù Cristo, non vi qualificaste altrimenti che col nome di pubblicano, impetrate a noi tutti la grazia divina e tutto quello che serve a conservarcela.

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA I miei pensieri non sono i vostri pensieri. Dal libro del profeta Isaia Is 55,6-9 Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perchè i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 144 (145) ℟. Il Signore è vicino a chi lo invoca. Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Grande è il Signore e degno di ogni lode; senza fine è la sua grandezza. ℟. Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. ℟. Giusto è il Signore in tutte le sue vie e buono i...

San Giancarlo Cornay

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  San Giancarlo Cornay, nato Jean-Charles Cornay a Loudun il 27 febbraio 1809, crebbe in una famiglia profondamente cattolica, sviluppando fin dalla giovinezza una fervente vocazione alla vita religiosa e missionaria. Nonostante l'iniziale riluttanza dei genitori, entrò nella Società per le Missioni Estere di Parigi per consacrare la propria vita all'annuncio del Vangelo in terre lontane. Nel 1831 partì per l'Estremo Oriente con la speranza di raggiungere la Cina. A causa di disordini politici e blocchi lungo le vie d'accesso verso la Cina, fu costretto a fermarsi nel Tonchino, l'attuale Vietnam settentrionale, dove fu ordinato sacerdote nel 1834 dopo aver affrontato un lungo periodo di clandestinità. L'impero vietnamita guidato da Minh Mạng stava attraversando una fase di feroce persecuzione contro i cristiani. Nonostante i pericoli costanti e la salute precaria, il giovane sacerdote continuò a svolgere con mitezza, dedizione e gioia il suo ministero pastorale ...

SABATO DELLA XXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA È seminato nella corruzione, risorge nell'incorrutibilità. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 15,35-37.42-49 Fratelli, qualcuno dirà: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. Così anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale. Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale. Sta scritto infatti che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo. Come è l’...

San Gennaro

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  San Gennaro, nato secondo la tradizione nella seconda metà del III secolo a Benevento o a Napoli, fu un vescovo e martire cristiano profondamente venerato e figura simbolo della città partenopea. Nominato vescovo di Benevento in giovane età, si distinse per la sua carità verso i poveri e la dedizione verso la comunità cristiana locale durante una fase di forti tensioni religiose nell'Impero Romano. Il suo destino si compì nei primi anni del IV secolo, sotto la persecuzione dell'imperatore Diocleziano. Recatosi a Pozzuoli insieme ad altri compagni di fede per far visita ad alcuni cristiani imprigionati, Gennaro venne arrestato dai soldati romani su ordine del governatore della Campania, Draconzio. Dopo essere sopravvissuto miracolosamente ad alcuni tormenti inflittigli nel tentativo di fargli rinnegare la fede, come la prova della fornace o l'esposizione alle fiere nell'anfiteatro di Pozzuoli — che si sarebbero addomesticate ai suoi piedi — fu infine condannato alla be...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O Glorioso San Gennaro, che sempre ardente del desiderio di accrescere la gloria di Dio e della Sua sposa Chiesa, instancabilmente attendeste alla santificazione dell'anima vostra ed alla edificazione dell'altrui coll'esercizio cotinuo dell'orazione, della penitenza e di tutte le cristiane virtù; quindi, divenuto nella Chiesa un vero modello di santità, diveniste finalmente nel cielo protettore di tutti quelli che a voi ricorrono fiducialmente, gettate benigno uno sguardo sopra di noi che invochiamo la potenza del vostro patrocinio. Accrescete in noi quella soda pietà che forma il vero carattere dei figlioli di Dio. Fate che, a vostra imitazione, noi viviamo come servi fedeli aspettando coi lombi precinti e colle mani munite di fiaccole ardenti, cioè con una vita penitente ed edificante, l'arrivo dell'eterno Padrone, affinchè trovandoci sempre disposti alla partenza da questo esiglio, meritiamo di essere con Voi introdotti in quei tabernacoli eterni ove solo c...

VENERDÌ DELLA XXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Se Cristo non è risorto vana è la vostra fede. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 15,12-20 Fratelli, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato il Cristo mentre di fatto non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti...