Sant'Ignazio da Santhià

 

Sant'Ignazio da Santhià, al secolo Lorenzo Maurizio Belvisotti, nacque a Santhià il 5 giugno 1686 in una famiglia devota. Dopo aver perso il padre in gioventù, manifestò presto una forte vocazione religiosa e fu ordinato sacerdote diocesano nel 1710, distinguendosi fin da subito per lo spirito di preghiera, la dedizione al catechismo e la premura verso i poveri e gli ammalati.


In cerca di una vita ancor più austera e dedita all'umiltà, nel 1716 rinunciò ai suoi incarichi per entrare tra i Frati Minori Cappuccini nel convento di Chieri, assumendo il nome di fra' Ignazio. La sua esistenza francescana fu caratterizzata da un'obbedienza totale, da una profonda devozione verso il Crocifisso e dall'impegno instancabile nell'amministrazione del sacramento della riconciliazione.


Svolse gran parte del suo ministero nel convento del Monte dei Cappuccini a Torino. Qui divenne maestro dei novizi, guida spirituale ricercata da persone di ogni estrazione sociale, dai nobili della corte sabauda ai contadini, fino ai soldati feriti che curò con eroica dedizione durante le guerre di successione. La sua carità gli valse l'affettuoso appellativo di "padre dei poveri".


Colpito negli ultimi anni da una grave malattia che gli causava forti sofferenze fisiche, continuò a confessare ed essere un punto di riferimento spirituale fino agli ultimi giorni. Morì a Torino il 22 settembre 1770. È stato proclamato beato da papa Paolo VI nel 1975 e successivamente canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 19 maggio 2002. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il 22 settembre.

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