San Giancarlo Cornay

 

San Giancarlo Cornay, nato Jean-Charles Cornay a Loudun il 27 febbraio 1809, crebbe in una famiglia profondamente cattolica, sviluppando fin dalla giovinezza una fervente vocazione alla vita religiosa e missionaria. Nonostante l'iniziale riluttanza dei genitori, entrò nella Società per le Missioni Estere di Parigi per consacrare la propria vita all'annuncio del Vangelo in terre lontane.


Nel 1831 partì per l'Estremo Oriente con la speranza di raggiungere la Cina. A causa di disordini politici e blocchi lungo le vie d'accesso verso la Cina, fu costretto a fermarsi nel Tonchino, l'attuale Vietnam settentrionale, dove fu ordinato sacerdote nel 1834 dopo aver affrontato un lungo periodo di clandestinità.


L'impero vietnamita guidato da Minh Mạng stava attraversando una fase di feroce persecuzione contro i cristiani. Nonostante i pericoli costanti e la salute precaria, il giovane sacerdote continuò a svolgere con mitezza, dedizione e gioia il suo ministero pastorale tra le popolazioni locali.


Nel 1837 venne tradito ed arrestato con la falsa accusa di fomentare una ribellione contro il sovrano e di aver nascosto delle armi. Durante i mesi di prigionia fu sottoposto a durissime sevizie e rinchiuso in una gabbia di bambù, senza che ciò scalfisse la sua fede o il suo sereno temperamento; testimoniano le cronache che rispondeva alle torture intonando inni sacri come il Salve Regina.


Rifiutatosi categoricamente di rinnegare la propria fede, fu condannato al supremo supplizio presso la fortezza di Sơn Tây. Il 20 settembre 1837 fu smembrato e decapitato all'età di 28 anni. Beatificato da papa Leone XIII nel 1900, è stato canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988 insieme ad altri 116 martiri del Vietnam. La Chiesa cattolica ne celebra la memoria liturgica il 20 settembre.

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