Santi Nazario e Celso

 

Nazario, di origini romane e fervente predicatore cristiano, trascorse gran parte della propria vita viaggiando attraverso l'Italia e la Gallia per fondare comunità e diffondere il Vangelo. Durante queste missioni, un'influente matrona gli affidò il giovanissimo Celso, un fanciullo di soli nove anni. Nazario lo accolse con cura, gli amministrò il battesimo e ne fece il suo fidato compagno d'apostolato, formandolo nei valori della fede cristiana.


Insieme raggiunsero Milano, dove la loro attività di evangelizzazione attirò l'attenzione delle autorità romane. Nel corso delle persecuzioni (tradizionalmente collocate sotto l'impero di Diocleziano, sebbene alcune fonti agiografiche successive le abbiano ambientate all'epoca di Nerone), i due furono tratti in arresto. Di fronte alle torture e alle pressioni per rinnegare la propria fede, Nazario e il giovane Celso rimasero saldi nella loro devozione fino al martirio, venendo infine decapitati.


Per lungo tempo la memoria del luogo della loro sepoltura andò perduta. Fu soltanto nel IV secolo che Sant'Ambrogio, allora vescovo di Milano, guidato da un'ispirazione divina, rinvenne i resti dei due martiri negli orti situati appena fuori dalle mura della città. Il corpo intatto di San Nazario venne solennemente traslato nella Basilica Apostolorum (oggi nota come Basilica di San Nazaro in Brolo), mentre sul luogo del ritrovamento delle spoglie di San Celso sorse il luogo di culto a lui dedicato. La Chiesa cattolica celebra la loro memoria liturgica il 28 luglio.

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