Natività della Beata Vergine Maria
La solennità dell'8 settembre celebra la Natività della Beata Vergine Maria, una delle ricorrenze mariane più antiche e sentite sia dalla Chiesa d'Occidente che da quella d'Oriente. Poiché i Vangeli canonici non riportano dettagli sulla nascita e sull'infanzia della Madre di Gesù, i racconti agiografici si fondano principalmente sui testi apocrifi, in particolare sul Protovangelo di Giacomo.
La tradizione narra che i genitori di Maria, Gioacchino ed Anna, appartenevano alla stirpe di Davide e alla tribù di Giuda. Essi condussero per lungo tempo una vita pia e devota, segnata tuttavia da una profonda sofferenza: l'incapacità di generare figli, condizione che nella cultura ebraica dell'epoca era spesso considerata segno di sfavore divino. Dopo anni di preghiere, digiuni e umiliazioni, entrambi ricevettero la visita di un angelo del Signore, che annunciò loro il concepimento di una bambina la cui vita avrebbe benedetto l'intera umanità.
La nascita avvenne a Gerusalemme, nei pressi della Porta delle Pecore, laddove sorse in seguito la basilica dedicata a Sant'Anna. La venuta al mondo di Maria è interpretata dalla teologia cristiana come l'aurora della Salvezza: la bambina, concepita pura e destinata a diventare la Madre del Redentore, rappresenta la stella mattutina che annuncia il sorge del Sole di Giustizia, Gesù Cristo.
La festa liturgica si affermò dapprima a Gerusalemme nel V secolo, legata alla dedicazione della basilica della casa natale di Maria. Fu poi introdotta a Roma nel VII secolo da papa Sergio I, il quale istituì una solenne processione che muoveva dalla chiesa di San Adriano fino a Santa Maria Maggiore. La data dell'8 settembre segna tradizionalmente anche l'inizio del nuovo anno liturgico nel calendario bizantino, proprio a simboleggiare che l'opera di redenzione comincia con la nascita della Vergine.
A questa festa si affianca una profonda devozione popolare, come quella per "Maria Bambina", diffusasi specialmente nel XIX secolo grazie alle Suore della Carità di Milano, che venerano la raffigurazione del simulacro in fasce come simbolo di purezza, umiltà e speranza.
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