San Giovanni Crisostomo
San Giovanni Crisostomo, nato ad Antiochia intorno al 349, è venerato come uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa d'Oriente. Rinomato per la sua straordinaria eloquenza, ricevette il soprannome "Crisostomo", che in greco significa "Bocca d'oro".
Educato nelle migliori arti della retorica e della filosofia antica sotto la guida del celebre maestro Libanio, sceglie di dedicare la propria vita a Cristo ricevendo il battesimo e ritirandosi inizialmente a condurre una rigorosa vita ascetica nel deserto. Tuttavia, le dure penitenze e la salute precaria lo costringono a fare ritorno in città, dove viene ordinato sacerdote nel 386. Iniziano così gli anni della sua intensa attività di predicatore: le sue omelie, caratterizzate da una profonda esegesi biblica e da una spiccata attenzione per la giustizia sociale, incantano il popolo e gli valgono la fama in tutto l'Impero.
Nel 398 Giovanni viene chiamato inaspettatamente a guidare la sede episcopale di Costantinopoli. Nella capitale imperiale avvia un'incisiva opera di riforma ecclesiastica, denunciando con fermezza la corruzione, i lussi sfrontati delle classi abbienti e i soprusi della corte. La sua intransigenza e il rigore morale gli procurano fieri nemici, tra cui l'imperatrice Eudossia e l'arcivescovo Teofilo di Alessandria.
A causa di intrighi politici ed ecclesiastici, Giovanni subisce la deposizione e la condanna all'esilio. Nonostante le proteste del popolo e il sostegno di papa Innocenzo I, viene costretto a continui trasferimenti forzati verso le regioni più estreme dell'Impero. Provato dagli stenti, dalle marce forzate e dalle intemperie, muore il 14 settembre 407 a Comana sul Mar Nero, pronunciando le sue famose ultime parole: «Gloria a Dio per tutte le cose».
La Chiesa cattolica ne celebra la memoria liturgica il 13 settembre. Le sue numerose opere, sermoni e lettere rimangono pietre miliari della patristica e della liturgia ortodossa ed orientale.
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