Beato Bonaventura da Potenza
Il Beato Bonaventura da Potenza, al secolo Carlo Antonio Gerardo Lavanga, nacque a Potenza il 4 gennaio 1651 da Lelio e Caterina Pica. Cresciuto in una famiglia di profonde virtù cristiane, fin dalla fanciullezza frequentò assiduamente la chiesa di San Francesco dei Frati Minori Conventuali nella sua città natale, maturando il desiderio di consacrarsi a Dio sulle orme di San Francesco d'Assisi.
All'età di quindici anni, nel 1666, vestì l'abito religioso nel convento di Sant'Antonio a Nocera Inferiore, assumendo il nome di fra Bonaventura. Terminati gli anni di noviziato e di formazione, fu ordinato sacerdote nel 1676. La sua vita fu caratterizzata da un continuo pellegrinaggio tra diversi conventi dell'Italia meridionale, tra cui quelli di Amalfi, Ischia, Napoli e Nocera, poiché la sua fama di santità, la prudenza e la dolcezza spingevano le comunità a richiederne la presenza.
Fu particolarmente amato come formatore e maestro dei novizi a Nocera Inferiore, dove impresse una profonda spinta spirituale sia all'interno del convento che tra la popolazione. Viene spesso ricordato come il "santo dell'obbedienza" o il "martire dell'obbedienza", per via della sua radicale dedizione a questo voto, che visse fino all'eroismo insieme alla povertà, alla purezza e alla carità verso i bisognosi e gli ammalati.
Negli ultimi anni della sua vita visse a Ravello, nel convento di San Francesco, dove continuò la sua missione di fede nonostante le difficoltà e l'isolamento temporaneo della comunità. Si spense in quel convento il 26 ottobre 1711, circondato dal compianto e dalla devozione del popolo. La Chiesa ne riconobbe ufficialmente la santità quando Papa Pio VI lo proclamò beato il 29 giugno 1775. Le sue spoglie mortali sono tuttora custodite e venerate nella chiesa di San Francesco a Ravello, meta di pellegrinaggio per quanti ne invocano la potente intercessione.

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