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GIOVEDÌ DELLA XIX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Di giorno, davanti ai loro occhi, emigrerai. Dal libro del profeta Ezechiele Ez 12,1-12 Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, tu abiti in mezzo a una genìa di ribelli, che hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per udire e non odono, perché sono una genìa di ribelli. Tu, figlio dell’uomo, fatti un bagaglio da esule e di giorno, davanti ai loro occhi, prepàrati a emigrare; davanti ai loro occhi emigrerai dal luogo dove stai verso un altro luogo. Forse comprenderanno che sono una genìa di ribelli. Davanti ai loro occhi prepara di giorno il tuo bagaglio, come fosse il bagaglio di un esule. Davanti a loro uscirai però al tramonto, come partono gli esiliati. Fa’ alla loro presenza un’apertura nel muro ed esci di lì. Alla loro presenza mettiti il bagaglio sulle spalle ed esci nell’oscurità. Ti coprirai la faccia, in modo da non vedere il paese, perché io ho fatto di te un simbolo per gli Israeliti». Io feci come mi era stato comandato: preparai...

Santa Filomena

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  Santa Filomena di Roma è una figura la cui venerazione ha conosciuto una straordinaria diffusione nel corso dell'Ottocento, pur essendo priva di fonti storiche coeve e documentate. La sua vicenda ha inizio il 24 maggio 1802, quando nelle Catacombe di Priscilla, lungo la via Salaria a Roma, fu rinvenuto un loculo chiuso da tre tegole in terracotta recanti la scritta "PAX TECUM FILUMENA" (Pace con te, Filomena), accompagnata dai simboli del martirio: una palma, due frecce, un'àncora e un giglio. All'interno furono trovati i resti di una giovane donna e una fiala contenente quello che venne ritenuto sangue prosciugato. La narrazione agiografica vera e propria si sviluppò successivamente, alimentata in particolare dalle rivelazioni private ricevute nel 1833 da una religiosa napoletana, la serva di Dio suor Maria Luisa di Gesù. Secondo tali visioni, Filomena sarebbe stata la figlia di un sovrano greco conversionatosi al cristianesimo. Giunta a Roma con i genitori per...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O gloriosa Santa Filomena, che per aver rinunziato generosamente alla vana gloria del mondo e per avere scelto le persecuzioni, ii dolore, il vituperio, l'infamia, piuttosto che mancare alla fedeltà da voi giurata al Divino Sposo, siete ora da Lui così largamente rimunerata da farvi prostrare davanti i popoli della terra, i quali da ogni parte vi erigono altari, invocano il vostro nome e continuamente gareggiano nell'onorarvi, ottenete a noi tutti la grazia di rinunziare totalmente alla superbia, per far acquisto della santa umiltà, che è il fondamento di ogni virtù e la vera via della gloria, cosicchè d'ora in avanti, nulla fidando in noi medesimi, cerchiamo in Dio ogni nostro decoro, in Dio riponiamo ogni nostra fiducia, e riputandoci e da nulla ci rendiamo degni di tutte quelle grazie che per mezzo vostro gli domandiamo. Amen

MERCOLEDÌ DELLA XIX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

PRIMA LETTURA Segna un tau sulla fronte degli uomini che piangono per tutti gli abomini che si compiono in Gerusalemme. Dal libro del profeta Ezechièle Ez 9, 1-7; 10, 18-22 Una voce potente gridò ai miei orecchi: «Avvicinatevi, voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di sterminio in mano». Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c’era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco. Appena giunti, si fermarono accanto all’altare di bronzo. La gloria del Dio d’Israele, dal cherubino sul quale si posava, si alzò verso la soglia del tempio e chiamò l’uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba. Il Signore gli disse: «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono». Agli altri disse, in modo che io sentissi: «Seguitelo ...

Santa Giovanna Francesca Frémyot de Chantal

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  Santa Giovanna Francesca Frémyot de Chantal nacque a Digione nel 1572 in una nobile famiglia francese. Rimasta orfana di madre in tenera età, crebbe sotto la guida solida e devota del padre, presidente del parlamento di Borgogna. Nel 1592 sposò il barone Christophe de Rabutin-Chantal, dal quale ebbe sei figli. La vita coniugale fu caratterizzata da profonda intesa, fede vissuta e grande operosità nella gestione del feudo di Bourbilly, dove la baronessa si distinse subito per la generosità verso i poveri e gli ammalati. La svolta nella sua esistenza arrivò nel 1601, quando il marito morì tragicamente a causa di un incidente di caccia. Trovatasi vedova a soli ventotto anni con quattro figli ancora piccoli da crescere, affrontò anni di forte prova interiore e di durezze familiari. La svolta spirituale avvenne nel 1604 a Digione grazie all'incontro con san Francesco di Sales, vescovo di Ginevra, che divenne la sua guida spirituale. Tra i due nacque un'intensa amicizia spirituale ...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O gloriosa Santa Giovanna Francesca, con la preghiera fervente, con l'attenzione alla Divina Presenza, e con la purezza di intenzione, hai raggiunto sulla terra un'intima unione con Dio. Sii tu ora la nostra avvocata, la nostra madre, e la nostra guida nel cammino della virtù e della perfezione. Perora la nostra causa presso Gesù, Maria e Giuseppe, a cui tu sei stata così teneramente devota, e le cui sante virtù hai così da vicino imitato. Ottienici, o Santa amabile e compassionevole, le virtù che ritieni siano più necessario per noi: un amore ardente a Gesù nel santissimo Sacramento, una tenera e filiale fiducia nella Sua Santissima Madre, e, come te, un costante ricordo della sua sacra Passione e morte. Ottienici anche, ti preghiamo, che la nostra intenzione particolare di questa novena possa esserci concessa. Così sia. Amen

SANTA CHIARA, VERGINE - MEMORIA

PRIMA LETTURA Io mangiai quel rotolo: fu per la mia bocca dolce come il miele. Dal libro del profeta Ezechiele Ez 2,8- 3,4 Così dice il Signore: «Figlio dell’uomo, ascolta ciò che ti dico e non essere ribelle come questa genìa di ribelli: apri la bocca e mangia ciò che io ti do». Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto da una parte e dall’altra e conteneva lamenti, pianti e guai. Mi disse: «Figlio dell’uomo, mangia ciò che ti sta davanti, mangia questo rotolo, poi va’ e parla alla casa d’Israele». Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, dicendomi: «Figlio dell’uomo, nutri il tuo ventre e riempi le tue viscere con questo rotolo che ti porgo». Io lo mangiai: fu per la mia bocca dolce come il miele. Poi egli mi disse: «Figlio dell’uomo, va’, rècati alla casa d’Israele e riferisci loro le mie parole». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 118 (119) ℟. Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse, Signore N...

Santa Chiara d'Assisi

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  Santa Chiara d'Assisi nacque nel 1194 da un'aristocratica e benestante famiglia assisana. Affascinata dalla radicale scelta evangelica di Francesco d'Assisi, la notte della Domenica delle Palme del 1212 fuggì dalla dimora paterna per raggiungerlo alla Porziuncola, dove consacrò la propria vita a Dio e tagliò i capelli in segno di rinuncia ai beni mondani. Stabilitasi presso il monastero di San Damiano, diede origine all'ordine delle Clarisse, di cui divenne la guida spirituale e badessa. Chiara lottò per tutta la vita per ottenere il cosiddetto Privilegio della povertà, riuscendo a far approvare da papa Innocenzo IV la prima Regola nella storia della Chiesa scritta da una donna per un ordine femminile, fondata sull'assoluta rinuncia a qualsiasi possedimento materiale. Tra i fatti più celebri della sua biografia vi è la difesa del monastero di San Damiano dall'assalto delle truppe saracene: malata ed esausta, la santa affrontò gli assalitori mostrando il Santis...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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Per quello spirito di penitenza che vi indusse a far costantemente vostra particolare delizia il digiuno più severo, la povertà più rigorosa e le mortifica­zioni più penose e quindi la privazione di tutti i beni, la sofferenza di tutti i mali per consacrarvi interamente all'amore di Gesù Cristo nell'illustre Ordine da voi istituito, dietro la direzione del vostro Sera­fico Padre S. Francesco, di cui vestiste sì bene lo spi­rito nell'abbracciarne l'abito e la regola, impetrate a noi tuoi la grazia, o ammirabile Santa Chiara, di preferire mai sempre l'abbiezione alla gloria, la povertà alle ricchezze, la mortificazione ai piaceri, affine di essere non solo di nome, ma ancora di fatto, fedeli discepoli di Gesù Cristo. Pater, Ave, Gloria.

SAN LORENZO, DIACONO E MARTIRE – FESTA

PRIMA LETTURA Dio ama chi dona con gioia. Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 2Cor 9,6-10 Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno». Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. Parola di Dio SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 111 (112) ℟.Beato l’uomo che teme il Signore. Beato l’uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza degli...

San Lorenzo Martire

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  San Lorenzo nacque in Spagna nella prima metà del III secolo e si trasferì a Roma, dove la sua integrità e profonda fede gli valsero la stima di Papa Sisto II. Il pontefice lo nominò arcidiacono della Chiesa romana, affidandogli la gestione dei beni ecclesiastici e la cura dell'assistenza ai poveri e ai bisognosi della città. Nel 258 d.C., durante la feroce persecuzione scatenata dall'imperatore Valeriano, Papa Sisto II fu catturato e condannato a morte. Prima di morire, il pontefice predisse a Lorenzo che lo avrebbe seguito presto nel martirio. Quando il prefetto di Roma pretese la consegna di tutti i tesori della Chiesa, Lorenzo chiese tre giorni di tempo; durante questo intervallo distribuì le ricchezze comunitarie ai poveri e radunò poi di fronte all'autorità romana un folto gruppo di indigenti, malati e derelitti, dichiarando che essi rappresentavano il vero ed eterno tesoro della Chiesa. Irritato dal suo gesto e dal suo fermo rifiuto di abjurare la fede cristiana, i...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O glorioso San Lorenzo, per zelo di cristianità, fatto il primo dei sette diaconi della Chiesa romana, che con santa intrepidezza sopportaste i tormenti del martirio del fuoco su d'una ferreo graticola, perché sostenuto da viva Fede e ardentissimo amore per nostro Signor Gesù Cristo, ottenete a noi pure la grazia di sopportare, i disagi di questa vita e di mantenerci fermi nella professione della Fede per meritarci una beata eternità in Paradiso. Così sìa.

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

PRIMA LETTURA Fermati sul monte alla presenza del Signore. Dal primo libro dei Re 1Re 19,9.11-13 In quei giorni, Elia, [essendo giunto al monte di Dio, l'Oreb], entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fèrmati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 84 (85) ℟.Mostraci, Signore, la tua misericordia. Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli. Sì, la sua salvezza è vicina a...

Santa Teresa Benedetta della Croce

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  Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, nasce a Breslavia il 12 ottobre 1891 in una devouta famiglia ebraica ortodossa. Giovane di straordinaria intelligenza e acuto rigore intellettuale, intraprende studi approfonditi di filosofia, divengono una delle menti più brillanti della fenomenologia e lavorando come assistente del celebre filosofo Edmund Husserl. Il suo percorso umano e spirituale è caratterizzato da una costante ricerca della verità, che la porta gradualmente ad allontanarsi dalla fede della sua giovinezza verso una posizione di ateismo razionale, senza mai placare il desiderio profondo di senso. La svolta decisiva avviene nell'estate del 1921 quando, leggendo quasi per caso l'autobiografia di Santa Teresa d'Avila, riconosce nella testimonianza della santa spagnola la Verità tanto cercata. L'anno successivo riceve il battesimo nella Chiesa Cattolica e consacra la propria vita all'insegnamento e all'approfondimento della filosofia c...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  Benedici tutti i cuori che si ottenebrano. Soprattutto da' sollievo, Signore, ai malati, agli afflitti che portano i loro cari alla tomba. Pace a loro. Insegna a dimenticare. Non lasciare su tutta la terra nessun cuore nell'angoscia per il peccato. Benedici coloro che sono felici, Signore: custodiscili sotto la tua protezione. A me non hai mai tolto l'abito della Madonna, l'abito religioso. Esso talvolta pesa molto sulle mie stanche spalle. Dammi forza, preché lo porti in penitenza fino alla tomba. Infine benedici il mio sonno, il sonno di tutti i morti. Ricorda per che cosa tuo Figlio soffrì nell'agonia di morte. Nella tua grande misericordia per tutte le necessità umane, da' riposo a tutti i morti nella tua pace eterna.

SAN DOMENICO, PRESBITERO – MEMORIA

PRIMA LETTURA Il giusto vivrà per la sua fede. Dal libro del profeta Abacuc Ab 1,2-3;2,2-4 Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il grido: «Violenza!» e non salvi? Perché mi fai vedere l’iniquità e resti spettatore dell’oppressione? Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese. Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette, perché la si legga speditamente. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà. Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede». Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE Dal Sal 9 ℟. Tu non abbandoni chi ti cerca, Signore. Il Signore siede in eterno, stabilisce il suo trono per il giudizio: governerà il mondo con giustizia, giudicherà i popoli con rettitudine. ℟. Il Signore sarà un rifugio per l’oppresso, un rifugio nei momenti di angoscia. Confidino in te quan...

San Domenico di Guzmán

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  San Domenico di Guzmán nacque a Caleruega, in Castiglia, intorno al 1170, in una famiglia nobile e profondamente devota. La tradizione agiografica narra che, prima della sua nascita, la madre Beata Giovanna d'Aza ebbe la visione di un cagnolino con una fiaccola accesa tra le fauci che correva a incendiare il mondo, presagio della futura missione di Domenico nel diffondere il fuoco della parola di Dio con ardore dottrinale e predica instancabile. Cresciuto nello studio della teologia a Palencia e ordinato sacerdote, divenne canone della cattedrale di Osma. Nel 1203, accompagnando il suo vescovo Diego di Acebes in un viaggio diplomatico attraverso il sud della Francia, entrò in contatto diretto con la diffusione dell'eresia catara e albigese. Comprendendo che l'imposizione politica e la ricchezza dei cleresi tradizionali non avrebbero riconquistato le anime, Domenico intuì la necessità di un nuovo modello apostolico basato sulla povertà radicale, la profonda preparazione te...

PREGHIERA TRADIZIONALE

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  O ammirabile San Domenico, noi ci rallegriamo con voi nel quale la nobiltà del sangue fu vinta dalla nobiltà della grazia, che investì al battesimo l'anima vostra e vi rese di cherubica luce uno splendore e un portento. Voi che foste ricco della stola battesimale e che nondimeno sposaste austerità espiatrici tremende, impetrateci un pentimento amoroso che valga a ristorare in noi lo splendore della perduta innocenza. O beatissimo Patriarca, a contemplare il miracolo della vostra vita noi siamo colpiti dallo stupore, e il dolore ci prende in vederci così da voi discordanti. Deh! che la vostra protezione sia operatrice di meraviglie anche in noi, ci arrechi la guarigione delle infermità dello spirito, il fervore della pietà, la gioia dell'amicizia divina, la pace serena in morte e il consorzio di voi beato nella eternità. Così sia.

VENERDÌ DELLA XVIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

Prima Lettura Guai alla città sanguinaria. Na 2,1.3; 3,1-3.6-7 Dal libro del profeta Naum Na 2,1.3; 3,1-3.6-7 Ecco sui monti i passi d'un messaggero, che annuncia la pace! Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti, poiché il malvagio non passerà più su di te: egli è del tutto annientato. Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe, rinnova il vanto d'Israele, anche se i briganti li hanno depredati e saccheggiano i loro tralci. Guai alla città sanguinaria, piena di menzogne, colma di rapine, che non cessa di depredare! Sìbilo di frusta, fracasso di ruote, scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri, cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade, scintillare di lance, feriti in quantità, cumuli di morti, cadaveri senza fine, s'inciampa nei cadaveri. «Ti getterò addosso immondizie, ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio. Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dirà: "Ninive è distrutta! Chi la compiangerà? Dove cercherò chi la consoli?"». Parola di Dio. Salmo R...

Sant'Alberto degli Abati

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  Sant'Alberto degli Abati, noto anche come Sant'Alberto da Trapani, nacque a Trapani intorno alla metà del XIII secolo dalla nobile famiglia degli Abati. La sua nascita fu considerata una grazia giunta dopo anni di matrimonio sterile dei genitori, Benedetto degli Abati e Giovanna Palizzi, i quali promisero di consacrare il figlio al Signore. Nonostante il tentativo paterno di avviarlo a un matrimonio di convenienza, la madre fece valere la promessa fatta e il giovane Alberto entrò nell'Ordine Carmelitano già in tenera età. Completati gli studi ed ordinato presbitero, Alberto si distinse per la profonda dedizione alla preghiera, lo spirito di penitenza e il fervore nella predicazione mendicante. Inviato a Messina, operò numerose conversioni e divenne figura di riferimento spirituale e sociale per l'intera regione. La tradizione hagiografica gli attribuisce numerosi prodigi, tra cui il celebre miracolo del soccorso a Messina durante un duro assedio, quando la città fu sa...